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Friday 14 june 2013 5 14 /06 /Giu /2013 00:19

colonelli

di Antonio Rapisarda   (riflessioni tra parentesi del Lupo Mannaro - L.M.)

 

Si sente, si legge, si capta che – dopo il disastro elettorale, l’implosione di tutta una classe dirigente e la sostanziale scomparsa della destra che esprime rappresentanza nelle istituzioni – alcuni ex colonnelli e luogotenenti di ciò che fu Alleanza nazionale abbiano intenzione di darsi appuntamento a breve per discutere dell’eventuale nascita di una “Cosa” di destra. “Cosa” che, a quanto si è capito, ancora una volta dovrebbe nascere senza alcun coinvolgimento della società, degli elettori, degli appartenenti. Figuriamoci dei fogli di informazione, delle piattaforme on line, delle associazioni e di ciò che rimane del mondo della cultura. Fin qui, oggettivamente, nessuna sorpresa. Lo ha spiegato alCorriere, con una sincerità disarmante, Italo Bocchino: «Chi vuole favorire questo processo di riunione lo faccia tacendo all’esterno, così si facilita l’operazione». Prossimamente, su questo, ci torneremo. (Io invece ci torno subito, Bocchino e' probabilmente, dopo Fini, il principale responsabile di quell'obbrobrio indegno che e'stato il FLI.  Un integralista della poltrona a tutti i costi, delle alleanze contro natura ed e' ormai un antifascista dichiarato, come Alemanno d'altronde. Lido sul quale e' approdato, insieme ad altri, durante le molteplici contorsioni trasformistiche.  Parliamo quindi di gente interessata solo a mettere il culo bene al caldo, a prescindere da ogni  considerazione di carattere morale ed etico. Pur di farlo sono disposti a tutto. E lo hanno ampiamente dimostrato. Bene, senza voler considerare altri corposi aspetti,  che pure ci sono, possiamo mai  ipotizzare di ricostruire il  nostro mondo con   personaggi che oramai sono delle vere puttane della politica. Puttane sputtanate e per di piu'  dichiaratamente antifasciste?  L.M.)

Il problema ulteriore nasce laddove le parole d’ordine con le quali questi intendono risollevare le sorti di questa destra in piena crisi di consenso e di identità, sono una riedizione (nemmeno aggiornata) di gran parte dei luoghi comuni che hanno imbalsamato la proposta politica storica del movimento nazionale nel momento in cui la storia gli ha offerto un ventennio di tempo per affermarsi. Ci sono alcuni termini,  ad esempio, che stanno rimbalzando sui quotidiani e che svelano – per dirla con Jung – l’archetipo negativo rispetto al quale molti di questi ex An restano intrappolati.

Partiamo proprio dai “colonnelli”. Definizione che ha rappresentato la nomenclatura dei figli della svolta di Fiuggi. Ebbene sul web non a caso girano già le parodie tratte dal film di Monicelli sulla fascinazione italiota per la Grecia del ’70 che viene storpiato in Non vogliamo i colonnelliIl messaggio che proviene proprio dai militanti è questo: repulsione per le dinamiche e i protagonisti che hanno portato il proprio partito a rimanere schiavo del correntismo, della frammentazione, di quel meccanismo che ha inteso la selezione in base alla fedeltà più che alla capacità. Una bocciatura senza mezzi termini, insomma, di ogni operazione che veda riproporre lo stesso schema che ha disarticolato An.  (A.n. pago' pesante pedaggio sia alla scarsa qualita', per non dire inesistente, della sua classe dirigente, sia all'errore marchiano di volere sommare pere, mele e banane. Ovvero, i missini con la loro tradizione social nazionale e la chiara visione dello stato etico, con  i liberal-liberisti, ossia una visione dell'economia conflittuale e senza regole, ed i cattolici, del tutto digiuni del concetto di interesse nazionale. Questa macedonia era instabile ed improponibile e non poteva che determinare quanto poi e' avvenuto. Berlusconi copre tutto lo spazio politico che va dalla vecchia DC, fino alla destra liberale e liberista. Resta l'estrema destra, o sinistra nazionale, quella che nessuno pare volere e che suscita espressioni di raccapriccio in certi palati omai avvezzi al caviale e champagne. Non hanno voglia, evidentemente, di riprendere a sfondarsi le suole delle scarpe tra la gente, facendo apostolato politico.. Eppure in tutta Europa, con le nostre idee, ci si fanno percentuali a due cifre ed ancor piu' se ne faranno in futuro ... L.M.)

Un altro termine da bandire, a dire il vero, è ad uso giornalistico. Questa storia della “Cosa nera”, in effetti, non si può davvero sentire. Al di là della semplificazione dei media è evidente come si tratti di un epiteto che nasconde di per sé un giudizio di valore. Una trappola linguistica da cui è necessario emanciparsi, perché indica un recinto buono buono per garantire le larghe intese permanenti. Una definizione, dunque, da rigettare assolutamente.

Altro evergreen è il termine “moderato”. Leggendo le motivazioni di alcuni degli animatori di questo reunion sarebbe questo l’idealtipo a cui si dovrebbe rivolgere una formazione a vocazione nazionale: una massa (ne siamo sicuri?) indistinta (questo è certo) di moderati che abbia paura di cosa? Dei grillini? Dei comunisti alla Enrico Letta? In realtà rivolgersi a un presunto blocco sociale della “conservazione” in un momento di crisi proprio del ceto medio è solo nostalgia di argomenti maccartisti che certificano un vocabolario datato, precisamente all’inizio anni ’90 tanto per capirci. (Non solo, denota anche una preoccupante latitanza del cervello, organo propulsore delle idee. I morsi feroci della crisi spingeranno gli italiani alla disperazione, demolendo quel che resta del blocco sociale della conservazione. Cosa mai ci potrebbe essere da conservare ?  Gli italiani vorranno solo cambiare. Tutto ed in maniera radicale. Eppure non e' difficile  da capire .....L.M.)

Stesso discorso, infine, per “liberale”. Non si capisce bene che cosa voglia dire. Nel momento in cui le ricette anticrisi vanno in tutt’altra direzione: si parla, ad esempio, di un rinnovato ruolo dello Stato nella preservazione della grande industria (caso Ilva), della partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese sul modello tedesco, di rivedere l’impianto delle leggi che hanno precarizzato il lavoro, di bloccare la delocalizzazione delle aziende italiane. Rispetto a questo che fanno i nostri? Invocano una destra “liberale”. Anche qui un’agenda vecchia di vent’anni, quando tutto un mondo abbandonò la Carta del lavoro per innamorarsi – senza capirla – della deregulationMa si sa l’inglese faceva fare bella figura ai tempi. E pessima politica.  

 Sarebbe questo, allora, l’armamentario ideologico di questa rifondazione? Un vocabolario scongelato?

(Infatti, l'errore dal quale dovremmo rifuggire piu' che da ogni altro e' quello di chiuderci nel solito ghetto, orrendamente definito e chiuso dai termini: cattolico, moderato liberale. Non rappresentano le parole d'ordine per accedere al futuro. Noi non dobbiamo avere paura delle idee e, grazie a Dio, nella nostra tradizione politica e nella nostra storia siamo pieni di idee. Basta ridefinirle, magari aggiornando l'etichetta, e saremmo pronti a sfidare il mondo intero sul piano della proposta politica, economica e sociale. Invece no. Dio ce ne scampi da certe tentazioni, almeno secondo certa gente, per la quale  la destra puo' essere solo un accrocco strano. Una via di mezzo tra una associazione di sceriffi in pensione, tutta legge ed ordine, una congrega di  attempati chierichetti ed una formazione neocon volta solo alla conservazione dei privilegi, per chi ce li ha, ovviamente. Non ci sara' un domani se non ci liberemo di queste ciarpame e degli zombie che, pur di sopravvivere, lo spacciano come la chiave magica per interpretare il futuro...L.M.)

 

Di Gianni Fraschetti
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Friday 14 june 2013 5 14 /06 /Giu /2013 00:11

alleanza nazionaledi Rossano Cervellera -

 

Osservo con grande attenzione l’evoluzione del percorso di riunificazione delle anime della destra politica andate disperse nell’ultimo ventennio di storia italiana. Un percorso che alcuni vorrebbero far ricominciare da Alleanza Nazionale, il soggetto politico che spense la Fiamma del Msi e che aveva l’ambizione di farla rivivere in forme nuove e diverse in un contenitore più ampio. Era una stagione di passaggio come questa, ma che viveva momenti di grande entusiasmo. In Italia crollava il muro invisibile che aveva costretto la politica a un bipolarismo incompiuto e la speranza era che, finalmente liberata dalla camicia di forza della divisione dei blocchi Est-Ovest, la destra potesse diventare protagonista dell’Italia nuova. An nacque così, sulle ali di questo entusiasmo e non senza polemiche da parte di chi sentiva che quel percorso avrebbe portato alla morte dell’esperienza del Msi che per quasi 50 anni aveva tenuto accesa l’idea di una destra diversa da tutte quelle europee. Una destra-nondestra, sociale ma non socialista, non liberale né tantomeno liberista, non gollista né nostalgica, non nazionalista ma nazionale e comunitaria, non statalista ma con un forte senso dello Stato, conservatrice e rivoluzionaria insieme.

Oltre la destra e la sinistra era uno degli slogan che sul finire degli anni 70 lanciavano i giovani che dalle “fogne” in cui volevano relegarli i loro coetanei antagonisti a colpi di chiavi inglesi o peggio ancora di P38, facevano sentire forte la loro voce. Una voce che lanciava un messaggio chiaro: nuove sintesi politiche, superamento delle vecchie categorie, elogio delle differenze in un mondo che andava conformandosi e che le culture liberiste e comuniste volevano uniformare seguendo disegni solo apparentemente diversi. Era quella un’avanguardia generazionale del pensiero purtroppo marginalizzata dal mondo della destra politica e purtroppo mai più nata.

Bene, ora che siamo al momento in cui, dopo i titoli di coda di un film finito male, si viene presi dalla voglia di riavvolgere il nastro della storia della destra italiana, credo che sarebbe un errore farlo ripartire da An. E non perché quel partito abbia rappresentato, nei fatti, il primo degli strappi che hanno portato al fallimento del sogno coltivato da quattro diverse generazioni di militanti. Quanto piuttosto perché non ci sono le ragioni politiche né tantomeno le condizioni sociali per dar vita ad una rifondazione che parta dal fusto della pianta e non dalle sue radici.

Il film va messo in archivio senza essere presi dall’ansia di un sequel. Non ci sarà un “An2 la vendetta” né ci sono i Rambo che possono tentare di imporla all’attenzione di un mondo che si è sfilacciato e che guarda altrove ormai da troppo tempo. Non possono farlo i Fratelli d’Italia che con la sua giovane e ambiziosa leader tentano di affermare a colpi di flash mob una sorta di grillo-renzismo de noantri: primarie e partecipazione della base (quale?) condita con un pizzico di nazionalismo in stile anni ’80. E non basterà riprendere dal cassetto e mettere sui manifesti la foto impolverata della faccia pulita e onesta di Giorgio Almirante, il cui insegnamento politico e umano è stato negli ultimi 20 anni volutamente occultato per “ragioni di opportunità” dai suoi figli. L’album di famiglia non fa effetto se i nipoti non conoscono più il volto e la storia dei loro bisnonni.

L’operazione di rinascita della destra italiana dovrebbe essere qualcosa di più. Dovrebbe partire da una profonda riflessione storica, culturale e politica per culminare nella nascita di un nuovo movimento che racchiuda in sé i frutti di questa riflessione. Un movimento che deve dare speranza in un futuro diverso da quello che oggi le forze politiche della sinistra dei diritti senza doveri, l’allucinazione del grillismo, il fideismo cortigiano del Pdl e il tecnocratismo centrista lasciano intravedere.

La Nuova Destra deve confrontarsi con i temi etici che caratterizzano questa fase dell’esistenza umana e in cui si scorge l’ologramma di una società atomizzata e chiusa nel particolarismo, fatta di diritti civili individuali che non tengono conto della difesa della vita. Una società in cui si sancisce definitivamente il primato della scienza sull’uomo.

La Nuova Destra dovrà confrontarsi con i temi economici, sempre più invadenti, fatti di modelli ultraliberisti e neokeynesiani attraverso cui si osservano, come in un prisma, le prospettive del mondialismo dominato da Paesi come la Cina e l’India. Un’economia che trasforma, in numeri e in algoritmi, le vite delle persone, che le stritola sull’altare della purezza accademica di teorie tutte ancora da dimostrare e che trasforma per questo le società in cavie da laboratorio.

La Nuova Destra dovrà confrontarsi anche con il pericolo del fanatismo religioso che, quando si sarà posata la coltre di polvere sollevata dai movimenti della cosiddetta primavera araba, potrebbe mostrare il suo volto sempre più minaccioso a poche miglia marine dalle coste italiane che sono ormai territorio europeo. Già, l’Europa. Per molti Patria futura, per altri solo accozzaglia di banche e di affari, una società per azioni controllata dalla Germania e dai suoi satelliti. Bisognerebbe riuscire ad andare al di là dei banali slogan sull’unione politica e del concetto di Stati Uniti d’Europa per cercare di immaginare una sintesi che valorizzi le tre diverse identità culturali e religiose del continente: latina-cattolica, nord-protestante e ortodossa-orientale.

E bisognerà ripensare il rapporto del mondo della destra con la cultura, non solo quella ideologicamente contigua.Confrontarsi con il gramscismo che ha permesso alla sinistra di diventare egemone nella creazione e nella diffusione delle idee attraverso il controllo capillare delle scuole, delle università, dell’editoria.

E’ dalla risposta ideale a questi temi che la Nuova Destra sarà capace o incapace di rivivere, di riacquistare spazio e cittadinanza politica, di attrarre e affascinare le nuove generazioni. La Politica è passione ideale, è cultura, è realismo, è capacità di interpretare il mondo e di immaginarne il futuro. An è solo un frammento, peraltro neanche quello più glorioso, della storia della destra italiana.

Per questo non si può ripartire da lì. Ci dev’essere il coraggio di osare, di affrontare le insidie del mare, avendo nel cuore la nostalgia di Itaca, la Patria ideale, ma con la certezza che tornare indietro vorrebbe dire morire agonizzanti. In fin dei conti era questo che forse si chiedeva ad An, di essere un’arca che doveva traghettare nel futuro una comunità politica che si era spogliata di un’identità e che si affidava ai suoi leader per trovarne una nuova nel segno della continuità. Forse per questo i suoi ufficiali hanno ceduto presto al canto delle sirene del potere e si sono tuffati in mare per inseguirle, incuranti della nave, abbandonando al destino il suo carico umano e ideale e lasciandolo in preda alle onde e ai pirati. Ora di quell’arca rimangono solo rottami e naufraghi traditi. Non c’è futuro in quella storia, c’è solo una lezione da imparare.

 

Fonte:  BARBADILLO

Di Gianni Fraschetti
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Thursday 13 june 2013 4 13 /06 /Giu /2013 01:50

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di Gianni Fraschetti

 

Confesso di essere un grande estimatore di Sergio Di Cori Modigliani, sempre preciso e puntuale  nella sua esposizione di un pensiero limpido e facile da comprendere. Le linee di demarcazione sono sempre chiare e ben delineate ed  i concetti ben definiti da una prosa asciutta che non ricade mai nel compiacimento di  se stessa. Insomma e' sempre un piacere leggerlo per me, spesso e volentieri me ne vado a curiosare sul suo blog ed e' capitato, anche ultimamente a dire il vero, di avere pubblicato qualcosa di suo  su  Informare Overblog.

 

Ho fatto questa indispensabile premessa per mettere subito le mani avanti. Non vado in cerca di polemica ed ancora meno di litigi.  A me Sergio Di Cori Modigliani in linea di massima PIACE, per  buona parte di quanto scrive e per come lo scrive. Anche il suo ultimo articolo, quello su Barnard e Grillo, mi ha trovato totalmente concorde. Ho avuto anche io da ridire con Paolo Barnard, e non poco. Se qualcuno ha tempo e voglia e cerca nell' archivio di Informare - Overblog, trovera' una sfilza di pezzi non precisamente teneri nei confronti della Wanda Osiris del giornalismo d'inchiesta, da poco tramutatasi in vestale della panacea che tutti ci dovra' salvare: la MMT, mi sono quindi fatto quattro risate nel leggere Di Cori Modigliani e nel constatare che Barnard invecchiando peggiora. Sempre piu' prima donna, sempre piu' avvitato su una teoria che da sola e' inutile. Oggi come qualche mese fa, alla vigilia del primo convegno a Rimini, quando sostenevo con suo raccapriccio che il problema non e' trovare il mezzo tecnico per opporsi ma e' suscitare la volonta' politica di farlo. La MMT e' una scuola economica che potrebbe andare bene sposata ad un movimento politico autenticamente patriottico. Llasciata sola, senza la necessaria propulsione che solo un movimento politico le potrebbe dare, e' destinata al naufragio. Ad essere il misero giocattolino col quale Barnard  sta tentando di risalire la corrente e ritagliarsi un nuovo ruolo nel sistema della comunicazione.

Ma non e' di questo che intendo parlarvi pero', infatti dopo avere letto il pezzo su Barnard un titolo sul suo blog ha attratto la mia attenzione...Il Futurista fa schifo. Filippo Rossi ha perso la testa. Il potere istituzionale all'attacco di Beppe Grillo.

Mi sono letto l' articolo tutto d'un fiato e quando ho terminato avevo piu' di una perplessita', compreso quella di non avere capito bene e del tutto il pensiero di Sergio. Allora l' ho riletto e purtroppo mi sono cascate le braccia per terra. Come se avessi rimorchiato una bella donna, l' avessi portata a casa ed ora, al dunque, scesa dai tacchi, priva del reggiseno e degli slip col push up e delle calze contenitive, la mia conquista dalle forme sinuose e provocanti si rivelava per una nanetta piallata da Mastro Geppetto.

Infatti, dopo un avvio nel quale Sergio descrive da par suo l' attuale situazione,  compresa la sua genesi fino alla ascesa in Rai della Tarantola, si arriva ad un punto che mi ha lasciato di stucco e che riporto integralmente:

 

 

....." I fascisti servono a questo. Da sempre.

 

E’ l’unico vantaggio della crisi perfida, oggi: lo smascheramento delle posizioni.

In condizioni estreme, ciascuno rivela la propria natura, è cosa nota. Tutti eleganti ed educati e amorevoli finchè si danza al ballo in prima classe insieme al comandante, poi, quando la nave affonda, si capisce chi è coraggioso e chi è vigliacco, chi è generoso e chi è avido, ecc.

Questa pubblicazione, presenta, oggi, settembre 2012 una grafica, una immagine, una composizione, un messaggio, un progetto politico, che corrisponde in pieno alla tradizione storica fascista del 1925: la satanizzazione dell’opposizione.

E’ ignobile, è disgustoso. E’ da veri fascisti, qui inteso come sostantivo e come aggettivo.

Intendiamoci, perché sorprendersi?

Questa è gente che viene da quella scuola e da quella tradizione, che a metà degli anni’70 definivano Augusto Pinochet un “grande combattente della libertà”, che hanno combattuto contro la legge sul divorzio, contro la legge sull’aborto, contro tutte le leggi sindacali, contro l’imprenditoria e contro l’industria a favore della finanza, che hanno riempito il Comune di Roma di ex terroristi criminali assunti in pianta stabile: da lì vengono.

Questo sono.

 Sono i migliori per dare inizio al lavoro sporco.

Il la, come avviene sempre, è partito dal centro dell’Impero: Washington e Londra.

L’estrema destra oltranzista statunitense va all’attacco nel nome di Milton Friedman. E schierano in campo la truppa più oltranzista e conservatrice in assoluto mai vista nell’intera storia degli Usa. Per la prima volta, addirittura, con la Chiesa schierata a loro fianco, dichiarandosi orgogliosa di benedire i mega-miliardari corrotti........."

 

Sbigottio sono andato avanti ed ho trovato quest' altra perla:

 

"....Ma soprattutto da parte istituzionale dovrebbero baciargli ( a Grillo n.d.r.)  i piedi (soprattutto dal Ministero degli Interni) quando cammina, e stendergli il tappeto rosso proprio per i motivi che invece gli contestano, proprio perché raccoglie e accoglie il disagio sociale, la disperazione, gli esuli in patria, lo sgomento, l’indignazione, l’ansia ribellistica, e la coagula, la alchimizza, la sintetizza e dà voce a chi pretende e chiede un cambiamento REALE. Se non ci fosse una formazione del genere, in Italia,  che funge da “ammortizzatore sociale civico” sarebbe già scoppiata la guerra civile e la senatora Anna Finocchiaro invece di andare da Ikea usando la scorta come valletti ci dovrebbe andare mascherata da palombaro e circondata da venti guardie armate di kalashnikov. Perché la gente non è stupida...."

 

 

Veniamo dunque al punto. A me Filippo Rossi sta sui coglioni, per quel che dice, per quel che scrive e per questa sua pretesa di fare la maestrina dalla penna rossa e di distribuire voti ed attestati di merito/demerito a tutto e tutti. Ma chi cazzo sei stronzo ? E soprattutto da dove cazzo arrivi per permetterti un simile comportamento ?

Ma proprio per questo non ammetto un simile arbitrario accostamento e rimescolamento tra il Fascismo e Filippo Rossi con annesso  l'ennesimo ed immancabile giornalino del momento, che altro non e' che  una macedonia  di frattaglie di ogni tipo, condita da una ignoranza stupefacente e nella quale  si mischiano Friedman, Pinochet, Alemanno, l' estrema destra americana ed il neoliberismo nel mondo. Il delirio di un decerebrato.

Ma siamo diventati matti ?

Il Fascismo fu una cosa tremendamente seria e mi permetto di ricordare sommessamente all' amico Sergio che fu l'UNICO movimento nel mondo, perlomeno ad oggi, che affronto'  con le armi in pugno questi delinquenti in grisaglia . Poi ando' come ando', alla fine siamo quel che siamo ed immagino che di Filippo Rossi & C. fosse piena l' Italia anche allora,  ma questa penosa e sgangherata repubblichetta che abbiamo sotto gli occhi, questo disgustoso obbrobrio, questo coacervo di corruzione, di malaffare  e di vigliaccheria, ivi compresa la vomitevole classe politica, sempre la stessa ed inamovibile, che da decenni calca le scene, nascono dalla SCONFITTA del Fascismo, altro che cazzi !

 

Questo e' un punto fermo inamovibile, e' lo e' sia per gli antifascisti che per i fascisti: questa repubblichina (finalmente riusciamo a coniugare bene e con chi se lo merita questo sprezzante nomignolo) nasce proprio da dove dicono che e' nata, dalla resistenza. E' dannatamente vero ed il 25 Aprile, ogni 25 Aprile che Dio manda in terra, noi ci sciroppiamo da 68 anni la piu' oscena, falsa, stucchevole, nauseante e vergognosa retorica a tale riguardo. Ogni volta che ricorre quel dannato giorno quei sepolcri imbiancati dei nostri Presidenti ci rammentano le nostre origini servili, accompagnati in cio' dal coro greco di tutto il sistema politico. Questa e' la realta', nella sua evidenza solare,  ed  il buon Sergio  invece se ne esce con gli ombrellini da sole e ci viene a raccontare che Gesu' Cristo mori'  di freddo col padre falegname  ?

No amico mio, di legna da ardere per scaldarsi, Giuseppe ne aveva, a iosa.  Cristo mori' sulla croce e non di freddo e questa repubblicuzza della vergogna nasce esattamente da dove tutti affermano che e' nata. Dalle baionette anglo americane e dai loro camerieri allogeni: la resistenza. Nessuno la contesta questa bella paternita', quindi rimettiamo tutte le cose al loro posto per piacere. Prenditela con chi vuoi caro Sergio ma ricorda e tieni ben presente che Filippo Rossi, Vendola, Bersani,  Epifani, Letta, Berlusconi, Casini e chi piu' ne ha piu' ne metta, sono TUTTI INDISTINTAMENTE figli naturali e legittimi  di questa sgangherata repubblica delle banane, nata dalla sconfitta MILITARE e non POLITICA di quel Fascismo che ai finanzieri, ai petrolieri ed agli allevatori di maiali, che volevano impadronirsi del mondo ed organizzarlo, come hanno poi fatto, secondo la legge del denaro, le necessita' dell'automobile e la filosofia dei porci, oso' rispondere sollevando la spada. Il Fascismo fu sconfitto sul campo di battaglia da una coalizione di veri "orchi" quale mai se ne era viste in precedenza. Orchi della finanza ed utili idioti, compresi parecchi italiani che come Giuda si vendettero la Patria,  l'anima  e pure il culo per quattro denari.

E adesso scatenatevi pure in un bel delirio antifascista, di quelli belli seri. Potrete Insultarmi,  invocare per me le fiamme dell'inferno,  frantumarmi le palle con  il solito pippone resistenziale, comprensivo  di nonno partigiano , di nonna staffetta, di  Marzabotto, della risiera di San Saba, della resistenza in Sardegna, Basilicata  e Calabria  e delle fosse Ardeatine. Potrete urlare fino a perdere la voce  ma  le cose. andarono esattamente in quel modo. Come ho detto. E mi dispiace per il nonno partigiano ma una bugia ripetuta  ossessivamente,all'infinito, alla fine non ha la forza  per cambiare la storia.  Puo' solo offuscarla, distorcerla. Taroccarla. Ma solo momentaneamente. Mano mano che ci si allontana dagli eventi la verita'  poi torna  inesorabilmente a riaffiorare in superficie. 

Caro Sergio, informati,  ma Italia, Germania e Giappone avevano nazionalizzato le banche centrali e stampavano moneta....senza MMT pensa un po'..... Si pagavano poche tasse, si realizzo' un piano di opere pubbliche che modernizzo' l'Italia  e la Germania ed il bilancio dello Stato era pure in pareggio. Questi mascalzoni di fascisti poi si erano messi pure a stampare moneta, capisci ?  La piu' grande delle eresie, la sovranita' monetaria. Glielo avrebbero lasciato fare secondo te ? Avrebbero permesso che fosse capovolto il mondo e minata alla fondamenta la base stessa del loro potere, il controllo sulla emissione  del denaro ?

La domanda e' retorica e la risposta scontata, ovviamente, e lasciamo perdere la democrazia, la liberta' ed i diritti umani, per piacere.  La grande crociata per la liberta' e' la piu' mastodontica delle panzane della storia dell' uomo. La grande crociata dei banchieri e di Stalin. Da morire dal ridere. Una panzana  da comiche finali ma che ha reso talmente bene in termini di immagine che ancora oggi   fanno i bulli e massacrano mezzo mondo utilizzando lo stesso indecoroso copione  di allora. E lo sai perfettamente Sergio, ne hai scritto anche tu sull'argomento. Almeno mi pare, ma non credo di sbagliare.

Dunque evitiamo accostamenti improponibili ed indecenti per chi conosce un minimo le umane vicende quando soprattutto poi si cantano, come tu giustamente fai, le lodi delle Repubbliche Sudamericane...O forse vorresti dirmi che non sei al corrente di chi e' Cristina Fernandez de Kirchner ? Che non sai che la Presidenta e' una delle superstiti di quella gioventu' peronista  massacrata dai militari argentini ( quelli si agli ordini degli yankee) negli anni '70 ?

Potra' piacere  o meno ma Cristina Fernandez de Kirchner e' fascista. Proprio cosi',  e le teorie economiche con le quali l'Argentina si e' tratta in salvo dall' abisso nel quale era stata scaraventata sono la base della dottrina economica fascista ,caro Sergio, o il dato ti era sfuggito ?

Evito ora una polemica sugli altri paesi latino americani ( Venezuela, Ecuador....) ma invito a riflettere sul fatto che e' gente che si definisce socialista nazionale e dunque, al paese mio ,due piu' due mi pare faccia ancora quattro, anche se il numero puo' non piacere e dare fastidio.

Eh gia' , perche' il Fascismo, se proprio vogliamo usare le  abusate categorie destra-sinistra, direi che ha molto poco a che spartire con la destra economica e con il neo-liberismo e quindi con tutta quella truppa che tanto ti/ci disgusta. Il Fascismo va oltre e ci va di parecchio. E' la terza via, una terza via talmente pericolosa per loro che ha portato il Cremlino, Wall Street e la City, ovvero i templi del comunismo e del capitalismo ad una sodomitica alleanza pur di salvarsi il culo. Tutti  insieme appassionatamente, con mezza Europa regalata a Stalin, a cose fatte, in ringraziamento dei servizi resi. Decine di milioni di europei condannati a cinquanta anni di schiavitu'. Eccola la loro liberta' e non posso credere che una persona con la tua preparazione e la tua intelligenza lo abbia dimenticato o non lo sappia. Parli di Vendola, Bersani e della sinistra italiana ed europea , un penoso accrocco di poveri miserabili, di personaggi in cerca di autore,  come della santa alleanza che dovrebbe opporsi al neoliberismo la cui mosca cocchiera sono i fascisti.  La sinistra europea dipinta come i cavalieri che dovranno fare l'impresa. Ma quando ? Ma dove? Ma che dici ?   Ma dai..... dove lo danno sto' film ?   Caro Sergio, e' un vero  delirio questo, non prendiamoci in giro, perche' rischi di non essere preso mai piu' sul serio mettendo in circolazione buffonate come questa.

Voglio credere  che il tuo sia stato un momentaneo appannamento della memoria e magari preso dalla foga di difendere  Grillo hai fatto lo stesso errore che fanno in tanti. Hai usato il termine fascista a sproposito, brandendolo come una clava, oppure usandolo  come una parolaccia. Non e' una clava e tantomeno una parolaccia Sergio, come abbiamo appena verificato e' una cosa seria, vedi di ricordartelo la prossima volta.

Quanto a Grillo, condivido il tuo pensiero che sia un ammortizzatore ed allora ti domando...ma noi vogliamo veramente che questa palude malsana lasci spazio ad un vero Stato o vogliamo continuare all'infinito cosi' ? Perche' a questo servono gli ammortizzatori....a smorzare colpi che altrimenti provocherebbero danni seri  alla struttura  cui sono asserviti ed a prolungarne cosi' la vita....Non dico altro. Sei troppo intelligente per non avere capito.

Di Gianni Fraschetti
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Wednesday 12 june 2013 3 12 /06 /Giu /2013 13:09

images.jpg  di Gianni Fraschetti -

 

Tanti anni fa,  all' aeroporto di Fiumicino mentre attraversavo il finger che portava all'aereo  per Cagliari, incontrai Valentino Martelli, il cardiochirurgo, appena eletto senatore in Alleanza Nazionale. Ci conoscevamo abbastanza bene ed iniziammo a chiacchierare della situazione politica generale e di quella del partito, di A.N., che aveva visto da poco la luce a Fiuggi. Martelli era un liberale ed un liberista  convinto in economia ed inizio' una filippica interminabile sul significato di destra, in politica ed in economia. Mi disse di essersi incontrato la sera prima con Fini e di avere esposto anche a lui tutto il suo rammarico per la grande confusione che regnava all'interno del partito su temi essenziali come quelli economici. Si lamentava della esistenza di una forte componenete contraria al libero mercato ( quel capolavoro che abbiamo adesso,  per capirci ), che pretendeva ancora una presenza  forte dello Stato nell'economia ( eravamo alla vigilia del collocamento della seconda tranche di azioni ENI sul mercato ) in special modo nel comparto bancario e nei settori strategici per l' interesse nazionale. Secondo Valentino Martelli, tutta questa  confusione, la chiamo' proprio cosi',  doveva essere rapidamente superata ed Alleanza Nazionale avrebbe dovuto iniziare una gara, puntando a vincerla, con Forza Italia su chi avrebbe guidato la rivoluzione liberale ( e neo liberista ) che doveva cambiare l'italia, regalando un futuro di prosperita' al nostro popolo.  Per essere chiari, la rivoluzione che ha portato al presente che stiamo vivendo in questo momento. Lo stetti a sentire affascinato da quei ragionamenti e dalla consapevolezza che, seppur era vero che avevamo lasciato la casa del padre ( G.F.Fini  cit.), probabilmente dentro quella casa avevamo lasciato anche tutta la nostra dottrina. O Dio, forse qualcosina da rivedere c'era, ma scoprire che un soggetto come il Professor Gaetano Rasi, gia' Presidente dell'istituto studi corporativi, era divenuto nel breve volgere di una notte ( e dopo la nomina al C.d.A. Telecom ) un fautore delle privatizzazioni piu' dissennate ( fantastica la sua dichiarazione alla stampa "...il comparto energetico non e' strategico..."), faceva un pochino impressione. Come faceva impressione udire gli stanazzamenti di Gasparri e dei suoi amici che chiedevano a gran voce il "lasciar fare" in economia. credendo pure di avere scoperto l'America. Insomma regnava una grande confusione sotto quel cielo e la stella che brillava di piu' era quella dell'ignoranza. AN era nata con quel peccato originale,  ignorante in una maniera imbarazzante. Gia' ne sapevano poco prima, e probabilmente del fascismo avevano assimilato solo alcuni aspetti intolleranti ma dopo Fiuggi si trovarono col non capirci letteralmente piu' un cazzo. Nel frattempo  battelli carichi di profughi approdavano  senza sosta in Via della Scrofa, accolti con tutti gli onori da Fini e dal suo Stato maggiore. E c'erano anche economisti, ovviamente. Come Pietro Armani, indimenticanile Vice Presidente dell'IRI  di Romano Prodi, che certamente aveva idee assai diverse dalle nostre ma che dava (secondo Fini &C) lustro alla neonata formazione politica. Insomma, e' fuori di dubbio AN nacque nella confusione mentale piu' totale, ma non era quel movimentismo rivoluzionario allegro, brillante, e vincente. No, era la confusione  demenziale di chi non capisce piu' nulla di quanto sta avvenendo. La stessa idea, sbandierata come vincente, di far coesistere nello stesso partito tre anime cosi' diverse, come quella  missina, un socialismo nazionale vincolato allo Stato etico, quella liberale (e liberista) che favoleggiava un mercato totalmente privo di regole e quella cattolica, nemica per principio del concetto stesso di Nazione,  denotava una scarsa attitudine alla comprensione di scenari complessi e di lungo periodo. Il metodo utilizzato da Fini era molto semplice....intanto andiamo avanti cosi' e poi si vedra'. Attorniato dai nuovi guru,  e dai suoi inutili Colonnelli, non si poneva il problema di creare delle fondamenta solide, almeno su un tema essenziale come l'economia, ma riteneva  che la sua capacita' di improvvisazione fosse sufficinete a coprire ogni magagna. Di contro c'era da dire che sarebbe stato ben difficile conciliare quella che poi venne chiamata "Destra sociale"  con gli alfieri del permissivismo e della promiscuita' finanziaria ed economica. E questo fu dall'inizio il tallone d'Achille di un Partito che non seppe quale strada andava percorsa. Il non essersi posti questo problema, il non avere fissato paletti visibili, sotto il profilo etico, politico ed economico, alla lunga non solo non pago' ,ma divenne una zavorra  insopportabile che impedi' ad AN un volo stabile e sicuro nelle quote alte della politica. La guerra la si vince sul piano delle idee e dei programmi, non occupando qualche poltrona in piu'.  Il discorso di Valentino Martelli  era corretto ma dal suo punto di vista, non certo dal mio.  Il vero problema consisteva dunque nella assoluta incompatibilita' dei nostri  rispettivi punti di vista ed il problema del partito era  quindi la incompatibilita'  assoluta tra loro di almeno due delle sue  correnti di pensiero. E' finita come sappiamo ed oggi abbiamo lo stesso problema, identico. Si va cercando la grande ammucchiata ma il melting pot, la marmellata selvaggia  che mette insieme tutto ed il contrario di tutto, non potra' mai essere la risposta alla eclissi di una certa destra. La gente non va a votare perche' non ci vede piu'. A furia di mischiarci siamo scomparsi  e dunque la medicina non puo' assolutamente essere mischiarci ancora,  ma fare esattamente il contrario. Dobbiamo separare e riprendere ognuno la propria fisionomia. I liberali vadano con i liberali, i cattolici con i cattolici ed i fascisti ritrovino finalmente le motivazioni per stare insieme e combattere insieme. L'esperienza di AN fu fallimentare, sotto ogni punto di vista. Solo l'idea   di riproporla da il voltastomaco alle persone dabbene. Che ci riflettano prima di fare l'ennesima cazzata. 

Di Gianni Fraschetti
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Tuesday 11 june 2013 2 11 /06 /Giu /2013 13:24

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di Gianni Fraschetti -

 

Scrissi questo pezzo un paio di mesi fa, poi lo ritirai dal blog, in uno dei miei,  sempre piu' rari, momenti di moderazione. Era piaciuto a molti ma alcuni mi avevano rimproverato una furia iconoclasta  eccessiva, che non poteva portare a niente di buono ed allora, in attesa di  capire meglio, di conferme in un senso o nell'altro, lo ritirai.

Oggi le conferme, e che conferme!, sono arrivate. Tutte negative  ed arrivate, per giunta,  nella maniera peggiore. Alemanno ha incassato la piu' bruciante sconfitta della nostra storia nel dopoguerra e l'ottimo Sallusti, bonta' sua, sul Giornale  ha gia' diagnosticato una prognosi infausta per quell'ala della destra denominata "sociale". Una denominazione che altro non era che un grazioso giro di parole per indicare  qualcosa che tutto era fuorche' destra. Ricordo ancora con un brivido di soddisfazione il ringhio che mi fece un Ministro delle attivita' produttive,  un neo liberista dei peggiori, mi pare Marzano, ad un convegno della Confindustria. Noi eravamo qualcosa che non si poteva nemmeno  nominare, qualcosa di proibito e per poterci nominare e definire, per identificarci,  avevamo trovato questa bella etichetta. Destra sociale. Era quasi un ossimoro a pensarci bene, ma rendeva l'idea ed era di facile presa. Parlare quindi di destra sociale non significa solo identificare quanto rimane della correnticchia dell' ex Sindaco di Roma ma un'area umana e politica ben piu' vasta e ramificata e Sallusti prepara quindi, assai  frettolosamente,  il funerale di qualcosa che non e' bastata una guerra apocalittica a seppellire e sembra singolare ci sia quindi riuscita quella faccia da ebete di Marino. Quindi, me lo consentira',  dissento dalle sue fosche previsioni. Sicuramente quanto e' capitato rappresenta  il funerale politico di Alemanno e di quanto rimaneva di una certa classe dirigente ma ci andre pianino a fare piazza pulita di tutto, considerando inoltre che   Alemanno, gia' da tempo, si era allineato e coperto su ben altre posizioni,  distinte e distanti  da quella destra sociale che per anni aveva rappresentato la linea del Piave  sua e di Storace  ed era un po' divenuta il  marchio di fabbrica della  loro premiata ditta nell'ambito della complessa geografia interna di A.N. Poi si erano separati, Storace aveva mostrato coerenza mentre il buon Gianni si era sempre piu' appiattito sulle posizioni neoliberiste e dichiaratamente antifasciste di Alleanza Nazionale. Era divenuto un clone di Fini. Un clone che,  una volta  Sindaco di Roma, strizzava gli occhi un po' a tutti  coloro che, si illudeva, avrebbero potuto contribuire a mantenere stabile nel tempo la sua poltrona. E dunque era tutto un sovrapporsi di dichiarazioni a dir poco  stupefacenti nella loro desolante banalita',  da fare concorrenza allo stesso Fini dei giorni peggiori. Quello della liberta'' conculcata e del male assoluto, per intendersi. Gianni nostro riusci' a non essere da meno. A non farsi mancare niente, senza nemmeno la capacita' politica di valutare la triste fine che  stava facendo il Leader maximo. Che non pagava il distacco da Berlusconi ma quello dall' Idea. E gli elettori  hanno punito anche lui,  nella maniera piu' beffarda. Ignorandolo totalmente in questo ridicolo "contest" che si e' svolto tra lui e Marino, un altro personaggio comico, da opera buffa.  Sono infatti andati a votare solo il 45% dei romani, una percentuale irrisoria ed irridente, e sicuramente, ad un clima di generale sfiducia verso una classe politica ormai squalificata in toto, si e' aggiunta la scarsa qualita' dei contendenti che si affrontavano nella capitale ed anche le esternazioni, nel corso degli anni, del Sindaco in carica  hanno finito con l'avere un peso. Insopportabile.

Con questa fine miserabile Alemanno ha ridotto in cenere una occasione storica che la fortuna gli aveva dato in dote. Quella di dimostrare al mondo intero le capacita' della Destra "sociale"...insomma di quella destra la',  quella che non si puo' nominare, al governo di una grande citta'. Di un citta' con tremila anni di storia alle spalle,  che ha originato la nostra civilta' ed  ha dominato gran parte del mondo conosciuto per oltre mille anni. Insomma un appuntamento con la Storia e sembravano  proprio fatti apposta l'uno per l'altro Gianni Alemanno e la citta' di Roma. Invece non e' stato per nulla cosi'. E' stato un fiasco colossale. Roma lo ha  ingoiato, masticato e sputato via come la buccia di una fusaglia ( e chi e' romano sa a cosa mi riferisco). Una fine penosa ma sbaglia Sallusti a pensare che con lui un intero mondo finisca. Che quella destra li'...che destra non e', sia ormai definitivamente fuori gioco. No caro sallusti,  non e' quel mondo che finisce, fma quella classe dirigente: Fini ed i suoi Colonnelli, che, messi alla prova  e posti davanti alle responsabilita' di governo, sono riusciti solo a passare vent'anni a tentare di occupare poltrone con l'unico scopo di perpeturare se stessi. Mentre il  "male assoluto", mai definizione fu piu' stupida ed infelice nella sua palese demenza, in quindici anni (cinque furono poi di guerra) riusci' a fare dell'Italia una nazione moderna e socialmente avanzata, questi ciappuzzi vergognosi, in vent'anni di permanenza, quasi ininterrotta,  nelle stanze del potere, sono riusciti solo a creare i presupposti ineludibili per essere spazzati via. Dalla loro stessa gente che, ormai appare chiaro, non  solo ha piu' alcuna intenzione di votarli ma non li vuole nemmeno sentir nominare.

Qualunque  elettore di "quella" destra, qualunque onesto militante che si e' sfondato le suole delle scarpe ciabattando per le strade del suo quartiere, a ridosso dei problemi dei cittadini, guardando la fotografia sotto il titolo, non potra'   che avere un mancamento e fare altro che invocare  l'aiuto del Padreterno perche'   ci liberi definitivamente da questa marmaglia, la vera piaga, la maledizione  della destra italiana, il virus Ebola del pensiero umano, in ogni sua forma. Qui  sopra  e'  ritratto  lo stato maggiore di A.N. a Fiuggi, dove aveva appena finito di seppellire il corpo ancora vivo e palpitante  del MSI. Non era la prima scelleratezza che questa banda di criminali commetteva e non sarebbe stata, per nostra disgrazia, nemmeno l'ultima. Come vedete sono allegri i ragazzi, sanno che la sorte e' stata benevola con loro, che una mareggiata inaspettata li ha sbattuti sulle coste dell'Eldorado e che adesso li attende una scorpacciata da indigestione. Rappresentano di gran lunga la peggior classe politica che potesse capitare a destra. In "quella"  particolare destra ed in quel particolare momento storico. Vuoti come canne, privi di  spinte ideali e di pensiero coerente, autonomo,  alto e stabilmente  proiettato  in avanti, nel tempo. Attenti solo alle miserie,  ad apparire ed al tornaconto  materiale, sfacciato ed immediato, fecero dell'effimero  e della inconsistenza personale e politica  le fondamenta di una azione  che non ebbe mai  un minimo di nerbo e di sostanza  e del potere da "nuovi ricchi", arrogante, volgare e sfacciato, quello da generone romano,  tanto per intenderci, la stella polare della loro vita. Trasformarono il partito, un partito che aveva pagato quel momento col sangue di decine di giovani,  nel set di un film dei Vanzina, triviale e tragico nella sua desolante comicità , e ridussero  A.N., nata gia'  focomelica a causa dei reclutamenti indiscriminati di ladroni democristiani e socialisti, ad una latrina maleodorante.  Riuscirono a contaminare e stravolgere completamente quel che rimaneva del nostro DNA e resero  tragicamente palese a tutti l'atroce verita', quella che sarebbe poi emersa coi Fiorito e le feste in costume,  che venne allora, magistralmente anche se involontariamente,  anticipata e sintetizzata nella terrificante affermazione di un nuovo potente,  dopo il varo del primo governo  Berlusconi. "...Aho..io so' il Sottosegretario agli impicci...".   Questa infelice battuta, gia' da sola, dava la misura di cosa stava arrivando ed era  un chiaro  manifesto di intenti. Intenti che divennero immediatamente l'unica linea di condotta assiduamente praticata  dagli uomini di AN al Governo. Gli ideali, se mai c'erano stati, si fecero discretamente da parte,  sostituiti  da una  pulsione irresistibile verso la concretezza  e verso quelle  solide e fruscianti certezze che erano sempre mancate nella vita della maggior parte di loro. Una mutazione genetica  inizio'  a prendere forma in quei giorni, mentre l'uomo nuovo della nuova  destra si preparava  a rivelarsi al mondo.  Ci hanno regalato vent'anni di inferno, tra strappi ideologici, vaneggiamenti sull' "epoca postideologica", abiure minacciate ed abiure fatte. La notte della ragione e del pensiero.  Un vero delirio, che prese sostanza e vigore in un   crescendo rossiniano drammatico per la pochezza  irrisoria delle idee ed il palese autolesionismo. Vent'anni di dissoluzione,  fino al colpo di grancassa finale: le liberta' conculcate ed il male assoluto. Il tutto  mantenendo sempre vivo  un  opprimente senso di colpa per le nostre origini. Delle quali bisognava vergognarsi, sempre. Nacque  e si consolido' allora un Califfato (Fini ed i Colonnelli)  che si perpetuava  per cariocinesi, come i microbi, e si autolegittimava senza mai celebrare un congresso, senza una ipotesi di dibattito ed un filo di democrazia  interna, con la politica vera, quella fatta di idee, di programmi, di percorsi, mandata direttamente in discarica  e sostituita dal rito inconcludente delle "Assemblee programmatiche"           ( memorabile quella della coccinella ),  sovrastate  dall'immagine vuota ma scintillante  del  giovane (allora) Leader, dei suoi Colonnelli decerebrati e dei ras locali, tristi e comici imitatori dei gerarchi romani. Un concentrato di rifiuti  talmente velenoso e tossico che non ci voleva un genio a capire che la destra non sarebbe sopravvissuta a simili personaggi e ad un simile trattamento. La  linea politica, anche su passaggi delicati sotto il profilo etico,  era dettata dall'ultima zoccola che era passata  tra ben determinate lenzuola, ed ecco cosi' spiegate certe  nostre strane  uscite su temi che divenivano immediatamente altrettanti nervi scoperti nel nostro ambiente. Il tutto mentre  da Bolzano a Pantelleria e da Cagliari a Pescara  le correnti interne, vere cosche mafiose dedite solo all'occupazione di spazi  ed alla rappresentazione di interessi economici da sfruttare, si affrontavano in zuffe senza fine, regolate poi a Via della Scrofa con "accordi" tra padrini e capibastone. In quelle condizioni fu un miracolo anche navigare intorno al 10 - 12%,  che se gli italiani avessero  capito cosa realmente era A.N. e quale era il fetore che emanava,  avrebbero avuto  tale ribrezzo da  mettere in qurantena la destra, "quella destra"  per sempre.  La sua classe dirigente era  brava solo a raccontare cazzate e per quasi vent'anni i personaggi della foto non hanno lesinato, ne' si sono risparmiati in tale opera. Storace, bonta' sua, ad un certo punto non ha retto piu'  al verminaio e se n'e' andato, sbattendo la porta, a cercare una fine diversa ed onorevole sul campo di battaglia,  cosi' come si addice ad un vero Colonnello che ha chiari i concetti di rettitudine ed onore. Non so se cio' gli abbia salvato l'anima ma glielo auguro perche' e' l'unico di quella foto che ha rischiato l' osso del collo per le proprie idee. Che sono poi le idee di tanti di noi. Gli altri  soggetti della foto  hanno alzato la bocca dal fiero pasto, hanno fatto spallucce  senza nemmeno salutarlo e poi hanno continuato  ad ingozzarsi, come se nulla fosse, sospesi in quel limbo narcotizzante situato tra l' ignoranza pura e la cronica incapacita' non solo di comprendere la realta' ma perfino di formulare un pensiero finito e coerente. Fini invece gliela giuro', da quel gran galantuomo che era.  L'unica ossessione era  il potere, da inseguire e perseguire con tutti i mezzi a disposizione. Come disse  un pezzo da 90 di AN romana,  attuale Senatore del PDL, quel che contava, l'unica cosa che aveva valore, era il fatturato politico, ovvero la "iopizzazione degli intenti" , spiegava poi con un termine da addetti a quel tipo di lavori, chiarendo che  per  "iopa"  intendeva il denaro contante. Il frusciante.

Lo svolgimento della storia successiva e' noto a tutti, fino ad arrivare ad oggi, al suo epilogo. Ad un Fini ridottosi al rango di privato cittadino,  di comparsa e non per sua scelta ma per volonta' degli elettori, ad un  La Russa che si e' aggrappato spasmodicamente alle gonne di Giorgia Meloni per salvarsi e cosi' facendo  finira' inevitabilmente per danneggiare l'unica ipotesi di leader che ci e' rimasta,  ad un Alemanno   spazzato via dal Campidoglio da un povero cretino di Genova, un bugiardo matricolato  che ha avuto partita vinta con una facilita' irrisoria,  fanno da penoso contraltare  Gasparri ed i quattro gatti rimasti nel PDL , quelli che hanno rinnegato pure la madre per essere ricandidati ma sono stati poi messi in un recinto ed attentamente sorvegliati in attesa di essere passati per le armi. La pattuglia del FLI  fa invece tutta la corsa  a parte. Erano seconde file scarse gia' dentro AN, Bocchino, Menia, Briguglio, detto "il bradipo" per la stravolgente velocita' di pensiero, parola ed azione e tutti gli altri. Il peggio del peggio che c'era all'interno di un partito che gia' non brillava per la qualita' dei suoi esponenti di punta: i Colonnelli.

Quelli  del FLI erano eterni tenentini,  divorati da un'ambizione smisurata e sorretta dal nulla,  e  hanno fatto la fine che meritavano ed onestamente non ne avrebbero potute fare altre. Al termine del percorso che avevano scelto c'era solo la morte politica, per di piu' disonorevole.. Dispiace un po' per Della Vedova che se l'e' cavata, ma e' sintomatico che alla fine l'unico superstite  finiano non proveniva  nemmeno dal mondo della destra italiana. Era un radicale, e sarebbe carino  capire che ci faceva un radicale  con noi , ma in tempi di confusione estrema  e' successo anche di questo. Gli altri , vivaddio, sono stati tutti trombati ed ora sono a spasso e si imbucano qui e la' per rimediare qualche euro per la sopravvivenza  spicciola.  Al momento stanno saccheggiando la cassa de  Il Secolo d'Italia che e' divenuto la zona franca ove ex di tutte le risme divorano a morsi  il contributo pubblico sotto gli occhi smarriti di un impotente  ed incolpevole Marcello De Angelis. Insomma facevano  schifo e  stanno continuando a fare schifo  ma se le cose terminassero qui ci potremmo anche stare.  Invece  pare che si prepari un seguito della telenovela. Nell'area vasta della destra italiana vi e'  infatti gran fermento, si parla  di una non meglio identificata "cosa" che dovrebbe attrarre ed aggregare tutte le schegge piu' o meno impazzite che si agitano in una galassia da sempre, costituzionalmente turbolenta.  Occorre  a questo punto ricordare  che  questa gentaglia, il  branco di sciacalli di cui stiamo parlando,  ha sulla coscienza la distruzione di almeno due partiti ( MSI ed AN ) e di un ambiente umano che aveva resistito alle fiamme ed al gelo dell'Arco costituzionale e  dell'antifascismo militante, quello che sfonda i crani ed uccide per intenderci.  Adesso, improvvisamente, hanno drizzato le orecchie ed alzato la coda. Pensano di tornare in affari.  Si dice che Gianfranco Fini, meglio noto negli ultimi tempi come il "verme solitario", dopo essere  stato, nel corso degli anni, il "caghetta" e "sotto gli occhiali niente", se ne stia per andare in punta di piedi, con un "beau geste", almeno secondo quanto scrive La Stampa. E quale sarebbe il bel gesto finiano ? Uscire di scena,  favorendo il ricompattamento di un'area che lui, il "caghetta" (a me piace questo, sono affezionato ai ricordi giovanili) ha distrutto con la fattiva ed entusiatica collaborazione della banda di criminali ritratti  con lui nella foto. E come favorirebbe il ricompattamento, secondo il quotidiano degli Agnelli-Elkann? Ma trovando un modo per spartire il patrimonio (ingente) della defunta An. Insomma, gli sciacalli si dividono le spoglie. Fanno il loro lavoro e sicuramente, trattandosi di quella marmaglia,  qualcuno avrebbe mai potuto pensare ad una iniziativa sul fronte dei valori, delle idee o magari della politica ? Ma nemmeno a parlarne. Franza o Spagna purche' se magna ed  il senso dell'articolo è chiaro: i sopravvissuti del Fli rientrano nell'alveo della costituenda "Cosa di destra" ed in cambio non rompono le palle sulla divisione del bottino di An. Uno scambio culturale ed ideale  ad altissimi livelli, come ai vecchi tempi. Davvero incoraggiante per una formazione politica che dovrebbe essere nuova di zecca  e nascere su basi molto ma molto diverse rispetto al passato. Anche perche' se cosi' non dovesse essere  prevedo un futuro come una scala da pollaio: corto e pieno di merda. Certo, senza soldi non si canta Messa,  ne' si fa  politica, tantomeno una politica di successo, vincente. Ma diventa veramente difficile da capire come si possa pensare di rimettere  insieme i Bocchino e gli Storace. E magari  pure Moffa e la  Meloni. Dopo che si sono azzuffati, in privato e pubblicamente, su problemini non secondari e  dopo che hanno sostenuto tesi contrapposte su temi anche di notevole importanza. Si puo' fare ? Tutto dimenticato nel nome del Dio-eredità ? E cosa ne penseranno i militanti e gli elettori della destra italiana di questa ennesima porcata ?  Oppure secondo lorsignori, come sempre, il parere della gente per bene non conta un tubo ?  Il voto di Roma porta con se un ammonimento chiaro e quale sarebbe inoltre  la linea politica di un simile guazzabuglio ? Lo ius soli propugnato da chi arriverà dal Fli o lo ius sanguinis della Meloni e di Storace ? E badate che l'argomento non e'  roba da poco nel nostro mondo. Ma, soprattutto, a chi pensano possa realmente  interessare una Cosa di Destra di questo tipo, una patetica riedizione del peggior fallimento mai visto  dalla fine della guerra ? Non fosse bastato loro il risultato delle ultime elezioni per capire che gli italiani sono stufi di certe facce di tolla  la catastrofe di Roma dovrebbe avere dissipato ogni residuo dubbio. Una operazione del genere  non avrebbe radici e non avrebbe  alcun senso, ne' spazio politico. Servirebbe solo per  tentare di far tornare in sella le solite facce da culo. Quelle che hanno distrutto la destra italiana. Con il loro codazzo di sodali rintanati nei loro pertugi  a livello locale. Il vaffanculo sarebbe  possente e cosmico e perderemmo anni per riprendere il filo del discorso. O forse a quel punto avrebbe ragione Sallusti e non ci riusciremmo proprio piu'. Dobbiamo ripartire da altro e da altri. Di tutta questa immensa e  maleodorante  discarica  dove giace il sogno di una destra delle idee al governo, si salvano solo Storace per la porta sbattuta e la Meloni che e' troppo giovane per avere troppe colpe. E' soprattutto a quest'ultima che si guarda con un minimo di speranza. La Meloni potrebbe fare il miracolo, ne ha sicuramente le capacita' che ha lasciato intravedere in piu' di una occasione. Per dirla alla Matrix potrebbe essere  lei  il Nio della situazione, la prescelta.  In attesa di scoprirlo dobbiamo pero' levarci di torno i morti viventi, sara' dunque bene che quella banda di degenerati sappia che in molti ostacoleremo in ogni modo il nascere dell' aborto che hanno in testa. I Non  si puo' permettere che facciano ancora danni  che distruggano un'altra volta il sogno per il quale tanti ragazzi, tanti camerati  e lo dico con l' orgoglio di chi non ha mai fatto abiure, hanno dato la vita.  Che si dedichino alla cucina d'autore, ai vini o al  giardinaggio Magari alle bocce che fa tanto pensionati. Sara' molto meglio, glielo garantisco.

Di Gianni Fraschetti
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Trama

2018 il mondo sta per essere sconvolto da mutamenti climatici. Per sfuggire alla fine imminente l'unica soluzione e' tentare di cambiare il passato ma qualcosa non funziona e la Seconda Guerra Mondiale si trasforma nell' arena dove uomini provenienti da diverse epoche si affronteranno per creare una nuova storia che non porti l' umanita' alla sua fine. Quanto realmente avvenne si fonde con quanto avrebbe potuto avvenire dando origine ad una avventura avvincente senza un attimo di tregua. Caput Mundi e' il primo volume di una trilogia cui seguira' tra breve il secondo: Oceani.

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