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di Luca Lippera -

Decine di migliaia di immigrati clandestini che bivaccano da settimane nei boschi attorno alla cittadina portuale si stanno scontrando a ondate con la polizia perché vogliono raggiungere con ogni mezzo, ad ogni costo, a qualunque condizione, l’Inghilterra – la loro “Terra Promessa” – dall’altra parte della Manica.

Un tempo Calais, ultimo lembo del Vecchio Continente prima della Gran Bretagna, era semplicemente l’imbarco dei ferries. Oggi, tra abitanti atterriti, gruppi di disperati che si aggirano come zombie e poliziotti impotenti, è lo specchio di una situazione sfuggita di mano a tutti e un probabile “antipasto” del futuro.

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Almeno tremila immigrati clandestini si sono stabiliti nelle foreste attorno a Calais. La maggior parte arrivano dal Sudan, dall’Afghanistan, dal Ciad, dalla Somalia, dal Pakistan e dall’Eritrea -tutti Paesi dove il radicalismo islamico è possente – e la polizia ha enormi difficoltà a fronteggiare la situazione. La cittadina è nel caos, gli abitanti sono esasperati. [...]

Gli scontri con la polizia francese sono ormai quotidiani.  Gli immigrati non riconoscono agli agenti alcun potere di controllarne il flusso. Quotidinamente si ripetono scene di gruppi di clandestini in fuga, assembramenti vicino al porto, auto con le sirene in azione che inseguono dozzine di disperati più per disperderli che per altro. Negli ultimi disordini si sono contati circa cinquanta feriti.

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La stampa britannica, portavoce di un’opinione pubblica sempre più sconvolta, sta seguendo spasmodicamente i disordini di Calais. L’Osservatorio per l’Immigrazione, basato a Oxford, stima che sul territorio inglese ci siano tra 400 mila e 860 mila clandestini. Ma le autorità non sanno dire quale tra le due cifre sia la più attendibile, segno che la situazione, anche in questo caso, è quantomeno magmatica. I musulmani nel Regno Unito sono ormai più di tre milioni e mezzo e giornalmente vengono denunciati episodi di estremismo, di fanatismo e di sopraffazione verso le donne. A Birmingham, un delle città chiave della Gran Bretagna, i cittadini di fede islamica sono più del 22 per cento e in alcuni quartieri centrali di Londra sono vicini al 40 per cento. [...]

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La stragrande maggioranza degli immigrati, ovviamente, è approdata a Calais dopo aver attraversato mezza Europa. L’Italia, per quasi tutti, è stata il primo punto di contatto con il Vecchio Continente. Un elettricista eritreo ha raccontato al Daily Telegraph di aver pagato1.000 dollari per essere trasportato in macchina fino in Libia attraverso il Sudan con la moglie e la figlia. «Poi ce ne sono voluti altri 1600 a testa – ha detto – per raggiungere l’Italia con una barca. Qui è brutto, ma è meglio che in Eritrea. Almeno siamo liberi». 

Fonte: Il Messaggero

«L’Europa deve capire cosa sta avvenendo qui – ha affermato un ufficiale della polizia francese – Non è fisicamente possibile controllare tutto e tutti. Si va verso l’anarchia e l’anarchia può distruggere, insieme al fanatismo religioso, tutta l’impalcatura della nostra società»

dichiarazione di un ufficiale di polizia

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