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di Fabrizio Fratus -

Nell’ambito delle trattative per la ricostruzione di un polo alternativo alla non-più-sinistra renziana, è apparso di recente un articolo intitolato “Lega-Fratelli d’Italia: verso un partito unico”, che ha lasciato molti di stucco. Come dare torto a chi, negli ultimi tempi, deluso e arrabbiato ha deciso di trovare “casa” nell’unico movimento identitario in Italia che con l’arrivo di Matteo Salvini alla segreteria ha anche dato una svolta maggiormente comunitaria, anticapitalista e patriottica alle già ottime idee della Lega di Bossi? Nell’articolo si legge che alla festa di Atreju sarà annunciato qualcosa… Che cosa, ovviamente non lo sappiamo, ma il tentativo di Giorgia Meloni di “riciclarsi” con l’aiuto di Matteo è scontato soprattutto dopo i risultati delle elezioni europee e della svolta verso una politica di tipo lepenista in Europa.

Parliamoci chiaro, Fratelli d’Italia è destinata a morire, se prima delle Europee spiegavamo che il partito della moribonda destra nazionalista non sarebbe arrivato al 4% (e abbiamo avuto ragione) e conseguentemente si sarebbe ridisegnato tutto il progetto, è normale che la Meloni sia agitata e cerchi strade percorribili, non vuole certamente fare la fine di Storace o compagnia a poco meno di 40 anni, proprio quando la politica italiana sta passando nelle mani della sua generazione. F.d.I., perdendo le elezioni Europee, è rimasta con 9 deputati e tanti tanti disoccupati da sistemare. Come la storia insegna, quando la nave della destra nazionalista affonda, chi è al timone fugge e trova riparo per mantenere i suoi privilegi. Poco importano le idee con le quali si è combattuto sino al giorno prima, prima di tutto bisogna trovare lo strumento per continuare con la politica retribuita, poi si vedrà.

Avendo solamente 9 deputati e, al contrario di quello che si dice, essendo in difficoltà a causa della sonora delusione, la strada della Meloni è segnata. Con buona pace per La Russa che invece cerca di restare a galla raccontando che il partito è in crescita, i sondaggi migliorano… Ignazio, non diciamo stupidate, F.d.I. alle Europee ha raggiunto il 3,66 solo perché la percentuale dei votanti è stata molto bassa (circa il 58%) e la verità è che F.d.I. non attrae gli elettori perché Matteo Salvini è stato bravissimo ad occupare lo spazio lasciato vuoto dalla mancanza di una politica forte, identitaria, a difesa della sovranità, della Tradizione e contro l’immigrazione. Con i 9 deputati si vivacchia sino alle prossime elezioni politiche, poi la truppa diminuirà ancora congiuntamente ai voti (al sud arriva Salvini e F.d.I. avrà meno appiglio, lo stesso Alemanno se ne è già accorto e ha lanciato l’allarme).

Giorgia Meloni, giustamente, vuol esserci anche domani e vuole quindi partecipare a quanto Salvini sta cercando di creare da Nord a Sud. Un nuovo punto di riferimento in linea con i presupposti leghisti ma ben concentrato ad essere alternativa reale alla sinistra come al vecchio modello di centrodestra. Le scelte di Salvini sono evidenti, il percorso politico scelto per la ricostruzione della Lega è ben definito e il punto di riferimento ideologico è certamente di tipo comunitarista, antiglobalizzazione e basato sull’indipendenza dei popoli per la creazione di piccole patrie.

LA LEGA DEL SUD. Lo abbiamo scritto nel documento di idee presentato al congresso della Lega Nord il 20 luglio: la strada da percorre è quella della Lega delle Patrie, strada che si sta percorrendo grazie ad un bravissimo Raffaele Volpi, attivissimo nel coordinare e gestire i tantissimi movimenti, associazioni, circoli e quant’altro interessati alla creazione di un’asse politico contro il sistema centralista e clientelare che da quasi 70 anni ci ha governato provocando danni drammatici per tutto il territorio della penisola. Essendo comprensibile a tutti l’impossibilità di riproporre al SUD la Lega Nord come movimento rappresentativo degli interessi dei meridionali, si è scelto di procedere come descritto. Nasce la Lega Sud tramite l’adesione di tutti coloro che si riconoscono nel progetto di essere padroni a casa propria con un programma speculare a quello della Lega Nord. A livello territoriale si agisce indipendentemente lavorando verso la creazione di forze collaborative ad un progetto di stato federale in cui si difenda la produzione locale come la lingua (dialetto), il cibo e tutto ciò che è caratteristico per le diverse “anime” che rappresentano la penisola. Al momento delle elezioni politiche (questa è la vera sfida del segretario della Lega) la Lega Nord e la Lega Sud si presenteranno unite in una confederazione (Lega delle Patrie, diciamo noi) creando così tutti i presupposti per avere un’ampia e granitica rappresentanza nel futuro Parlamento. Un disegno ben preciso e realizzabile dove finalmente anche il SUD avrà una vera e propria rappresentanza a sostenere i loro interessi. Sarà grazie a questa intuzione di Matteo Salvini che in futuro si potrà realizzare il sogno iniziato a fine anni ’80 da Umberto Bossi di realizzare il federalismo.

GIORGIA MELONI E LA LEGA NORD. Non sappiamo se Giorgia sappia o abbia compreso i passaggi ipotizzati dalla nuova segreteria della Lega Nord, crediamo che abbia però compreso che il futuro non sarà più come prima, la destra non avrà più un bacino di voti al centrosud sicuri da permettere l’elezione di deputati, anzi è probabile il contrario, con la creazione della Lega SUD questo bacino sarà sempre minore e allora è certamente meglio cercare di partecipare quando si ha ancora un buon ruolo politico, quando sulla bilancia della trattativa si può essere interessanti. Matteo Salvini ha tutto l’interesse di creare uno strumento in cui la Meloni possa agire al suo fianco, ovviamente lasciando a casa tutto il “vecchio” del suo partito rappresentato dal mondo riconducibile a Ignazio la Russa e Gianni Alemanno, così come spiegato da Vincenzo Sofo in un intervento sul think tank Barbadillo.it. Non crediamo, invece, alla rabbia di Crosetto, lui stesso prima delle elezioni Europee si incontrò con Matteo Salvini e si accordarono per un incontro dopo la tornata elettorale in modo da potere ipotizzare nuovi percorsi politici. Crosetto non è un nemico di Salvini, In F.d.I. gli scontri tra la linea romana (Meloni) e quella di Milano (La Russa) hanno visto Crosetto alleato con la prima fazione e non certo con Ignazio.

Se davvero la Meloni procederà in una collaborazione con Salvini per la creazione di un movimento basato sulle idee di Marine Le Pen per un’Europa dei Popoli in un territorio peninsulare basato sul federalismo allora, certamente, è benvenuta. Dovrà fare delle scelte e abbandonare qualcuno sulla strada. Il suo punto di forza sarà il centrosud e a farne le spese saranno tutti coloro che al nord l’hanno seguita, hanno puntato su di lei e oggi sono rimasti a piedi. Al sud le possibilità sono tantissime, una coppia come Salvini e Meloni potrebbero realmente sconvolgere i flussi elettorali; al nord, invece la Lega Nord manterrebbe la sua forza accrescendola divenendo sempre più credibile, lo spazio per ciò che rimarrà di F.d. I. sarà minimo, questo è la paura di ex parlamentari europei come Carlo Fidanza, lui ha scelto Giorgia Meloni nel confronto con Ignazio La Russa ma oggi, probabilmente, resterà fuori…

Fonte: Il talebano

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