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Magg.Giuseppe Musinu
Magg.Giuseppe Musinu

"Dio non ama i codardi..." (Carmelo Borg-Pisani)

Per i politici "...cumannari è megghiu ca futtiri...", per i militari l'onore e l'onere del comando impongono invece obblighi pesantissimi, cui NON CI SI PUO' SOTTRARRE, anche a costo della vita, tanto per essere chiari. La nostra storia è piena, purtroppo, di vigliacchi, che hanno pensato solo a se stessi e sono fuggiti,abbandonando i propri uomini al loro destino, basta pensare all'8 Settembre, ma è piena anche di comandanti che hanno fatto esattamente il contrario e sono stati sprone. esempio e guida per i loro sottoposti risultando sempre i primi nell'andare all'assalto e gli ultimi a ritirarsi...come il giovane Maggiore Musinu nella Prima Guerra mondiale durante i giorni convulsi di Caporetto.

- L'ultimo reparto a passare il fiume a Ponte della Priula fu un battaglione del 152º reggimento della brigata Sassari, inquadrato per quattro, fucile a bilanc'arm ed al passo, comandato da un piccolo ufficiale di Thiesi, un paese del Meilogu in provincia di Sassari, il Maggiore Giuseppe Musinu, futuro generale di corpo d'armata. «Gli austriaci - ricordò il generale Musinu - cercarono di fermarci in ogni modo, ma non osavano attaccare frontalmente e allora mandavano pattuglie a disturbare la nostra marcia. Il battaglione procedeva in perfetto ordine, rispondevamo al fuoco con le nostre pattuglie che ci proteggevano i fianchi e ci precedevano. Io stesso sparavo con il mio 91. Mi dissero che stavano per far saltare il ponte: temevano che gli austriaci riuscissero a passare il Piave. Mandai avanti un sottufficiale per dire di aspettare. Arrivammo appena in tempo. Io ero in retroguardia, per proteggere la ritirata. Quando l'ultimo dei nostri fu dall'altra parte del Piave, passai anche io. E il ponte fu fatto saltare»... La vicenda del passaggio del ponte del battaglione di Musinu fu raccontata dal comandante della compagnia d'assalto della Sassari, capitano Leonardo Motzo: «Passa mezzogiorno, passa l'una e ancora il battaglione non si vede. Finalmente, lontano, avanza una colonna. Sono i nostri! Sotto il fuoco nemico la colonna ondeggia, esita, si scompone. Finalmente imbocca il ponte: sottogola abbassato, passo cadenzato. Il comandante Musinu è l'ultimo e chiude la colonna. Arrivato all'altezza del gruppo dei generali grida: Attenti a destra! Il battaglione rende gli onori»

Musinu passò quando l'ultimo dei suoi uomini fu sull'altra sponda...Per ultimo, come si conviene a un comandante, nè le condizioni fisiche possono valere come scusa per sottrarsi a questa regola. Di esempi ce ne sono tanti, ma abbiamo scelto quello del S.Ten. Ferruccio Brandi, comandante di plotone paracadutisti ad El Alamein...Guidò il contrattacco dei suoi parà con la mascella che gli penzolava, staccata da un colpo di mitragliatrice inglese. I suoi uomini lo volevano portare all'ospedale da campo...ma non ci fu nulla da fare. A gesti Brandi fece capire che il suo posto era lì.....

«Comandante di plotone paracadutisti, attaccato da preponderanti forze corazzate, rincuorava ed incitava col suo eroico esempio i dipendenti a difendere a qualsiasi costo la posizione affidatagli. Sorpassato dai carri, raccolti i pochi superstiti, li guidava in furioso contrassalto, riuscendo a fare indietreggiare le fanterie avversarie seguite dai mezzi corazzati.
Nuovamente attaccato da carri, con titanico valore, infliggeva ad essi gravi perdite ed, esaurite le munizioni anticarro, nello estremo tentativo di immobilizzarli, si lanciava contro uno di questi e con una bottiglia incendiaria lo metteva in fiamme. Nell'ardita impresa veniva colpito da raffica di mitragliatrice che gli distaccava la mandibola; dominando il dolore si ergeva fra i suoi uomini, e con la mandibola penzolante, orrendamente trasfigurato, con i gesti seguitava a dirigerli, e ad incitarli alla lotta, tra fondendo in essi il suo sublime eroismo.
Col suo stoicismo e col suo elevato spirito combattivo salvava la posizione aspramente contesa e, protraendo la resistenza per più ore, oltre le umane possibilità, s'imponeva all'ammirazione dello stesso avversario. I suoi paracadutisti, ammirati e orgogliosi, chiesero per lui la più alta ricompensa».

motivazione MOVM al STen. Ferruccio Brandi

S.Ten.Ferruccio Brandi

S.Ten.Ferruccio Brandi

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