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Le invasioni barbariche...

(N.T. per Informare) - Stiamo subendo un'invasione, e chi osa parlarne o se ne lamenta, come minimo viene accusato di razzismo. Ma vuol dire essere razzisti cercare di preservare la propria civiltà, le proprie tradizioni, il proprio modo di essere e di sentire? Per certe "anime illuminate" evidentemente, sì. E se a questo pensiero molto "politicamente corretto", si aggiunge un governo come quello di Renzi, un ministro degli interni come "Omar Simpson" Alfano, una moltitudine di Onlus e associazioni di vario tipo che hanno tutto l'interesse perché l'invasione continui copiosa magari sotto l'occhio benevolo di invadente Vaticano, e un'Unione europea furba ed egoista, ecco lì che il gioco è fatto e noi siamo fregati.

No? Non siete d'accordo? Pensate che stiamo esagerando? Beh, allora forse avreste dovuto fare magari qualche passeggiata per Roma nel mese di agosto, quando tre quarti dei romani erano in ferie, e la città sembrava una metropoli mediorientale, popolata di donne più o meno velate, seguite da miriade di ragazzini con gli occhi grandi e neri, e la pelle ambrata. Sono loro la punta di diamante dell'invasione, perché giustamente non spaventano nessuno, si accettano facilmente mentre prendono possesso di quello che li circonda e lavorano, caparbi ed entusiasti, per far vincere le loro idee e la loro civiltà. Tanto di cappello a questa determinazione incrollabile che noi non sappiamo nemmeno cosa sia anche se, per la verità, bisogna ammettere che l'invasione è cominciata in modo subdolo e strisciante, silenziosamente prima, e poi tutta ammantata di quel buonismo che ci vede "salvatori del mondo", gente di buon cuore pronta ad aiutare chi soffre. Ma chi soffriva ed è stato salvato, poi ci accetta e ci è grato? Non sembra proprio.

Ed è così che a soffrire già cominciamo ad essere noi, e andrà sempre peggio. Ricordate la polemica sul crocifisso nelle aule scolastiche che offendeva i mussulmani. Ebbene, fatevi un giro nelle scuole italiane e controllate quanti crocifissi sono ancora appesi al muro. E' stata poi la volta del presepe. Al di là della propria fede, il presepe natalizio fa parte delle nostre tradizioni e, comunque si voglia pensarla, narra di un bimbo povero, nato in una grotta illuminata da una stella. C'è in questo qualcosa che possa offendere? Ovviamente, no. Ma se si vuole cancellare una civiltà e sostituirla con un'altra, ogni scusa è buona e così via i presepi dalle scuole, e via anche le recite natalizie con bimbi e bimbe vestiti da pastorelli, e con le barbe finte per impersonare Giuseppe accanto al bambolotto che rappresentava Gesù bambino. La tradizione resiste in qualche scuola privata, ma nelle scuole pubbliche i bambini a Natale fanno le recite vesti da pesciolini, da elefantini o fiorellini per non destabilizzare l'acuta sensibilità dei piccoli mussulmani e, soprattutto, dei loro genitori. Ed arriviamo così all'ultima trovata delle signore di fede mussulmana... L'Associazione italiana difesa animali e ambiente, tramite il suo blog lancia un appello, per altro assolutamente condivisibile: "Al ministro dell'Istruzione, agli assessori regionali alla Scuola, agli assessori comunali alla Pubblica Istruzione. Oltre ai provveditori regionali nelle scuole e ai presidi affinché nel programma scolastico vengano inserite almeno due visite in una fattoria didattica e in un canile o rifugio in modo che si possa introdurre il rispetto per la vita e i diritti degli animali nella cultura scolastica italiana" . Vi sembra un'idea malsana od offensiva? Pensate che i bimbi possano correre pericoli ed essere malamente influenzati da queste esperienze? Ovviamente, se siete italiani e persone normali la vostra risposta non potrà che essere no. Ma in Italia, gli italiani ormai non contano più niente e dopo questa richiesta ecco che cominciano a piovere lettere di mamme islamiche che "intimano" di non condurre i loro figli nelle fattorie o nei canili perché lì potrebbero venire a contatto con "animali impuri", come il maiale e il cane. Niente di nuovo in questo atteggiamento, visto che il web è pieno di foto dove si vedono "solerti" signori di religione islamica mentre tagliano la testa a dei cagnolini e nessuno sembra scandalizzarsi o inorridire, ma la domanda che sorge spontanea è: nelle scuole poniamo di Riad, capitale del regno saudita, una monarchia islamica molto vicina politicamente all'occidente, come ci si comporta nei confronti dei bambini cristiani? Beh, molto semplice... non ci si "comporta", visto che i pochi cristiani presenti nel paese i figli li mandano in scuole separate. Così come ad esempio, se sei una donna e fai un viaggio da quelle parti, devi sapere che non puoi guidare un auto, non puoi uscire a capo scoperto, non puoi fumare, non puoi farti vedere in giro con un uomo che non sia tuo marito, tuo padre o tuo fratello. E da sola non puoi prendere nemmeno un taxi.

Direte voi: ma lì sono arretrati, noi invece siamo moderni e bla... bla... bla... Ecco perché signori miei l'invasione è cominciata e abbiamo già perso, perché noi trascorriamo il nostro tempo e sprechiamo le nostre energie preoccupandoci di non ferire la sensibilità altrui, mentre "i nostri invasori" sono lì a tentare di capire quale sia la via più semplice per cancellarci e sostituirci. Un progettino che non dovrebbe essere difficile vista la velocità con cui abdichiamo alla nostra tradizione e alla nostra cultura mentre loro non si spostano di un millimetro rispetto agli insegnamenti ancestrali e religiosi immutabili da millenni, e qualcuno è anche disponibile ad ammazzare una figlia perché veste all'occidentale o si vede con un ragazzo italiano e "infedele". Così, mentre nel resto del mondo la persecuzione ai cristiani è iniziata in grande stile, noi ci dobbiamo preoccupare che un bimbo islamico inserito nella nostra scuola - molto spesso a spese nostre - non accarezzi un cagnolino.

Riflettete, che ne sarà di un paese a crescita demografica zero dove continuano a sbarcare migliaia di bambini con le loro indottrinate mamme? Quei pochi nostri figli, in quale cultura cresceranno? Nella cultura dell'accoglienza acritica, imbelle, tollerante, prona, succube adottata da noi cristiani del terzo millennio, o in quella di un Islam forte, pretenzioso, preponderante, e violento?

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