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SECONDO LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE E' MEGLIO UNO STUPRO DEL SALUTO ROMANO....Secondo questi dotti e illuminati giudici, si può infatti violentare una donna costringendola a subire un rapporto sessuale completo e ottenere uno sconto di pena per aver commesso un fatto "di minore gravità". La Suprema Corte ha giudicato fondato il ricorso di un violentatore il quale ha sostenuto che, per valutare la gravità di una violenza fisica, deve "assumere rilevanza la qualità dell'atto compiuto, il grado di coartazione, il danno arrecato e l'entità della compressione", più che la quantità di violenza fisica esercitata. In proposito, la Cassazione esprime un concetto di cui dovrebbe vergognarsi per la carica di inciviltà che contiene: "...ai fini della concedibilità dell'attenuante di minore gravità, assumono rilievo una serie di indici, segnatamente riconducibili, attesa la 'ratio' della previsione normativa, al grado di coartazione esercitato sulla vittima, alle condizioni fisiche e mentali di quest'ultima, alle caratteristiche psicologiche, valutate in relazione all'età, all'entità della compressione della libertà sessuale e al danno arrecato alla vittima anche in termini psichici...". E dunque, se dopo aver subito violenza, una donna è ancora in grado di intendere e di volere, possono tranquillamente essere concesse le attenuanti allo stupratore e derubricare lo stupro come fatto di "minore gravità". È sconvolgente come il relativismo morale che è alla base di questo obbrobrio giuridico, porti a far venir meno ogni difesa della dignità della donna. Si attende una risposta dall'universo femminile..perchè se non parlano ora e non si ribellano a questa infamia sono attese da anni terribili. Per un certo genere di individui La strada diverrà un supermarket dove servirsi dagli scaffali... (G.F.)

SECONDO LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE E' MEGLIO UNO STUPRO DEL SALUTO ROMANO....Secondo questi dotti e illuminati giudici, si può infatti violentare una donna costringendola a subire un rapporto sessuale completo e ottenere uno sconto di pena per aver commesso un fatto "di minore gravità". La Suprema Corte ha giudicato fondato il ricorso di un violentatore il quale ha sostenuto che, per valutare la gravità di una violenza fisica, deve "assumere rilevanza la qualità dell'atto compiuto, il grado di coartazione, il danno arrecato e l'entità della compressione", più che la quantità di violenza fisica esercitata. In proposito, la Cassazione esprime un concetto di cui dovrebbe vergognarsi per la carica di inciviltà che contiene: "...ai fini della concedibilità dell'attenuante di minore gravità, assumono rilievo una serie di indici, segnatamente riconducibili, attesa la 'ratio' della previsione normativa, al grado di coartazione esercitato sulla vittima, alle condizioni fisiche e mentali di quest'ultima, alle caratteristiche psicologiche, valutate in relazione all'età, all'entità della compressione della libertà sessuale e al danno arrecato alla vittima anche in termini psichici...". E dunque, se dopo aver subito violenza, una donna è ancora in grado di intendere e di volere, possono tranquillamente essere concesse le attenuanti allo stupratore e derubricare lo stupro come fatto di "minore gravità". È sconvolgente come il relativismo morale che è alla base di questo obbrobrio giuridico, porti a far venir meno ogni difesa della dignità della donna. Si attende una risposta dall'universo femminile..perchè se non parlano ora e non si ribellano a questa infamia sono attese da anni terribili. Per un certo genere di individui La strada diverrà un supermarket dove servirsi dagli scaffali... (G.F.)

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