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Destra italiana: dopo Milano "marciare o crepare" non ci sono altre vie

di Martina Turco -


L'unica testata giornalistica che avrebbe potuto smentire le cifre della manifestazione salviniana ha chiuso i battenti. Eppure, non possiamo negare che Piazza Duomo fosse stracolma ieri pomeriggio al grido di "STOP INVASIONE". Tale ovazione è obiettivamente un pugno sui denti per i nazionalisti, impegnati in altre 6 piazze italiane con lo stesso problema. Che fossero o meno centomila non lo sapremo mai; però sappiamo che la Lega, dopo gli scandali degli anni precedenti, ha restituito tutto: il trota e le sue braccia all'agricoltura e Bossi alle partite di briscola nelle osterie (atto di coraggio, un anno fa circa, quello del senatùr che in lacrime a Pontida ammetteva gli errori tornando un anonimo anziano qualunque). Quanti sedicenti politici, dopotutto, indagati o condannati "pappano" sulle nostre spalle, assecondati, tra le varie cose, anche da una legge elettorale non ingiusta ma addirittura INCOSTITUZIONALE?! Morale: la Lega, ma prima ancora i leghisti, da un acritico: "io non so niente, ma Bossi el gà semper rasòn" alle elezioni del leader federale passano attraverso una rosa di candidati nemmeno troppo impresentabili, eleggendo (in un periodo in cui le percentuali del partito registrano il minimo storico) l'uomo profetico: Salvini. Quest'ultimo, che non rinnega la sua inclinazione secessionista, incassando sportivamente fischi in tutta Italia per questa tendenza, ha però capito un paio di cose: che l'assetto politico italiano è cambiato e che la destra, ahimè, arranca molto, troppo. Compie cosi la prima svolta epocale scendendo sotto il Po e scoprendo che l' "hic sunt leones" in realtà è una bufala (circa). E viene pure accolto con applausi dalla gente che, esasperata, pensa tra sé e sé: "Franza o Spagna, purché se magna"! Riprende quota la Lega, si, robe da non credere, Salvini attira i giovani in maniera direttamente proporzionale a come Berlusconi attira i transessuali, o Renzi attira Berlusconi...insomma, con tutti 'sti tira e molla il segretario verde parla di cose che tutti capiscono: cibo made in Italy da tutelare, Euro, UE, BCE e diktat da combattere fermamente, impoverimento della popolazione e concorrenza sleale. E tutto ciò recitato in maniera talmente elementare che pure i commenti elementari su Facebook o Twitter si sprecano: "W Salvini, io thi (non dovuto a errore di svista ) voto, sei il nuovo duce e bla bla bla"...insomma, anche qualche grillino dal monotono "vaffa...." si sbilancia e urla "Roma ladrona", qualche missino poco propenso alla moderazione attua una vera e propria "secessione dalla casa madre" e il Matteo Padano stringe l'alleanza forse nemmeno troppo sbagliata con CPI ritrovandosi cosi il parlamentare italiano più votato in Europa.
In tutto ciò mi sento di fare qualche riflessione del giorno dopo: sì, perché se Renzi è il leader che mette apparentemente d'accordo sx e dx (intesa come anziani che lo ritengono simpatico e bello), Berlusconi è in caduta libera e Grillo troppo preso nel pensare a quale numero tirare fuori dal cappello nel suo prossimo pubblico comizio...insomma un LEADER della destra vero e proprio in tutta questa panacea non esiste.
E questo è il problema di fondo! La nostra Giorgia Meloni, invece che in Giorgio Almirante, si sta trasformando agli occhi dei più in Silvia Berlusconi. Molti la volevano a Milano a scaldare i motori in vista delle prossime nazionali a fianco di Salvini (ed io, francamente, la penso come molti suoi sostenitori; anzi, io la penso come un sostenitore in particolare, che le intima non solo di andare in Piazza Duomo, ma, con questo atteggiamento di manifestare per il medesimo oggetto a Reggio Calabria, la accusa di creare fratture invece che un terreno favorevole ad una futura intesa). Si, perché mentre la Giorgia nazionale sventola il tricolore, a Milano di bandiere ne sventolano decine, con ogni vessillo e colore! E uno spaccato di Italia che non vuole più piegarsi sotto una bandiera che rappresenta tasse, mala amministrazione, mare nostrum, Renzi, Napolitano, UE e il maledetto Euro...è un simbolo che non unisce più, non vale più come collante, anzi, divide. Divide perché si è persa l'abitudine di giurare sulla bandiera (non esiste più il servizio militare obbligatorio), nessuno si sente più legato ad una nazione che lo affama, nessuno si sente tutelato. In tutto ciò mi rammarico non per quello che è FDI (tanto per fare un esempio, ma i partiti di destra in questo caso sono innumerevoli), ma per le occasioni perse a livello nazionale ed europeo, per quelle percentuali che non spiccano il volo, per la storia granitica che si porta dietro, quella del MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO. Ora, da persona critica perché arrabbiata, perché al posto della Lega Nord ieri, là, ci voleva una VERA ALLEANZA NAZIONALE, mi chiedo perché, quando Fini ha fatto il salto della quaglia, chi guidava il partito assieme a lui abbia preso la curva in maniera cosi larga facendo finire tutti fuori strada. Forse ci si è troppo adagiati sugli allori pensando di vivere all'infinito di luce riflessa? La Meloni urla e si sgola, sì, si sgola, ma quasi tutti gli italiani ci sentono bene, e se non sentono alzano il volume della TV. Il problema è che nessuno ci vuole più ascoltare e, dopo gli esiti delle europee, bisogna prenderne atto. Perfino i meridionali votano Lega Nord, ragazzi, questa è l'apocalisse! E quindi? Quindi nessuno batte ciglio se non c'è il tricolore, il verde basta; dopotutto il verde è un colore bellissimo, significa speranza, rinascita. Ah, il verde! Ah, il ricordo di un'Italia unita ora si ammira solo sotto la Madonnina.

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