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Forza Renzi....

In una marmellata indegna ecco la fusione di due storici partiti italiani: quello che fu il vincente Forza Italia di Silvio Berlusconi, e il PD, l’ultimo dei grandi partiti di sinistra nato dalle ceneri del PCI

di A.P. -

Potrebbero chiamarlo Forza Renzi il nuovo partito nato dalle ceneri di Forza Italia e dai rimasugli del PD. Né l’una né l’altra delle due storiche compagini politiche, infatti, esiste più realmente. Si tratta di ectoplasmi che hanno valore solo sulla carta e per quelle poltrone occupate da gente eletta sotto la loro egida, quando avevano ancora un significato, una politica, ed erano opposti, non l’indegna “marmellata” che sono ora, tutta a scapito degli elettori, da una parte e dall’altra.

Renzi, dicono, fa una politica di destra. Berlusconi, dicono, fa una politica di sinistra. In realtà, sia l’uno che l’altro fanno soltanto i loro interessi personali. Il primo cercando sempre di più di radicare un potere ottenuto senza nemmeno passare per le urne elettorali, ma solo grazie a una spinta poderosa dei poteri forti che, prendendo una topica clamorosa, - ebbene sì, può accadere anche a loro e agli analisti che li assistono, di sbagliare – avevano erroneamente creduto che Renzi fosse l’uomo giusto al posto giusto, salvo poi ritrovarsi tra le mani una vera e propria mina vagante. Uno bravissimo a vendere la propria immagine, a promettere la luna nel pozzo, ma alla bisogna pronto anche a mordere la mano che l’ha nutrito fino a un attimo prima. Il secondo, cercando disperatamene di salvare il collo già messo sotto la lama della ghigliottina da una magistratura solo in parte al servizio di chi lo voleva fuori dai giochi. Sia il primo che il secondo, va detto, almeno per ora stanno ottenendo quello che desiderano. Renzi mantiene in Italia un alto indice di gradimento tra l’elettorato che pure non l’ha mai votato, per una serie di ragioni. La prima, come dicevamo, è la sua grande capacità di promuovere se stesso. Con faccine, ammiccamenti, battutine, risatine e tante, tante chiacchiere, è il tipo adatto a crescere nel cuore e nella testa degli italiani, abbastanza superficiali da non volersi quasi mai documentare per scoprire se ciò che qualcuno racconta loro ha un fondo di verità o è una panzana, salvo poi recriminare di brutto quando i nodi vengono al pettine. Poi c’è stato l’appoggio mediatico che, almeno fino a pochissimo tempo fa, era completamente in suo favore, tanto che se paragonato al MinCulPop, quest’ultimo avrebbe fatto una figura barbina. E se tutto ciò non fosse già sufficiente, a favore di Renzi ha giocato anche il giovanilismo ostentato in un paese molto più avvezzo alla figura di vecchio potente che di giovane rampante. Risultato? Un presidente del Consiglio sconclusionato, che corre dietro all’elettorato con prebende che poi non sa dove procurarsi, che da una parte concede qualche cosina mentre dall’altra bastona senza pietà. Per capirci, uno capace di tirarsi in testa il secchio di acqua gelata per fare il selfie a favore della SLA salvo poi togliere 100milioni di euro destinati alla SLA per partorire una legge di stabilità di cui nessuno è convinto, nemmeno lui stesso. Una sorta di elenco di linee guida, senza che venga specificato dove si prenderanno tanti soldi e perché, visto che era così semplice, soffrire tanto

Berlusconi, dal canto suo, a un certo momento se l’è vista davvero brutta. Non solo un giudice l’ha condannato a pagare un risarcimento a De Benedetti capace di far venire un colpo anche a Creso, ma allo stesso tempo la possibilità della galera gli si era appalesata in modo più che concreto. Urgeva corre ai ripari prima che fosse troppo tardi e, circondato dal suo cerchio magico, Berlusconi ha deciso. E’ andato in soccorso del governo Renzi impedendogli di finire preda della parte dissidente del PD e così, mentre diceva peste e corna dell’esecutivo, il ditino di tutti i suoi accoliti era già pronto sul pulsante del voto parlamentare favorevole. Un gioco furbo, che per un bel po’ di tempo, sempre per colpa di quella distrazione italiana a cui abbiamo già accennato, è andato anche bene. Poi, però, la situazione gli ha preso la mano. Complici gli esponenti di quel cerchio magico che di magico ha ben poco, e forse anche dell’età che avanza con tutti i guasti che porta con sé, ecco che i resti di un partito ormai allo sbando e che ha perso già 2/3 del suo elettorato finire tra le unghiette aguzze di Francesca Pascale che non paga di aver avuto dal cielo la grazia di finire in casa Berlusconi – a far cosa non è chiaro e nemmeno ci interessa – ha pensato bene di mettere la sua firma anche in quella parte della vita del suo fidanzato destinata alla politica. Così, ecco che una ragazzotta napoletana di buone speranze che probabilmente sarebbero finite tutte deluse, e niente altro, nemmeno una bellezza degna di nota o fascino, dettare letteralmente la linea politica di un partito che non ha più nemmeno una connotazione definibile, dove le poche personalità di spicco ancora rimaste sono lì solo perché non sanno ancora decidersi su dove approdare dopo l’eventuale fuga anche perché, è giusto dirlo, se l’approdo dovesse essere il nato morto NCD, meglio affogare subito.

In tutto questo, chi guarda alla nazione con un briciolo di onestà intellettuale, può solo piangere e dolersi per la fine della terra che fu dei Cesari, dei principi rinascimentali, dei grandi Papi, degli scrittori, dei santi, degli eroi e dei navigatori, arrivata ad essere il “centro profughi” dell’Europa, schiava della Germania come lo fu dell’Impero Austroungarico. E dove la popolazione italiana sparirà nel giro dei prossimi cento anni grazie allo Ius soli .

Fonte: www.quotidianogiovani.it

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