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Il "buongiorno" di Rossella:  una ricorrenza, una speranza e perchè no...un bel vaffanculo

Oggi e' il 28 ottobre, l'anniversario della marcia su Roma!
La marcia fu una insurrezione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista, guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l'ascesa al potere del partito stesso in Italia e la cancellazione definitiva del vecchio ciarpame rappresentato dallo Stato liberale, già fortemente in crisi.

"...A Napoli ci piove!". Il 28 ottobre 1922, decine di migliaia di militanti fascisti, suddivisi in colonne militarmente organizzate e provenienti da tutta Italia, si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano Vittorio Emanuele III la guida politica del Regno d'Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere "manu militari". Il Primo Ministro Facta si recò dal Re per farsi firmare la proclamazione dello stato d'assedio ma il Maresciallo Diaz dietro precisa domanda se l'Esercito fosse fedele rispose che "l'esercito avrebbe certamente fatto il suo dovere, ma sarebbe stato bene non metterlo alla prova".

Parole di non difficile interpretazione che tutto dicevano e tutto spiegavano, le colonne fasciste erano infatti formate da reduci, molti dei quali decorati, e ben difficilmente i militari avrebbero aperto il fuoco contro di loro e Diaz, il Maresciallo della Vittoria, lo sapeva bene. Il Re comprese e il suo diniego a Facta fu senza appello, motivato dal fatto che " Dopo lo stato d'assedio non c'è che la guerra civile...".

L'insurrezione fascista si concluse quindi inevitabilmente con il suo pieno successo e il 30 ottobre il re incaricò Mussolini di formare un nuovo governo.

La Marcia su Roma venne celebrata negli anni successivi come il prologo di quella "rivoluzione fascista" che rese l'Italia una nazione moderna, ordinata e rispettata nel mondo, e il suo anniversario divenne il punto di riferimento per il conto degli anni secondo l'era fascista. La nostra Patria era entrata nel futuro, dalla porta principale e con le sue sole forze.

Questo racconta la storia.

Una nuova marcia su Roma è quello che sogno io oggi.

Al di là di ogni appartenenza politica.

D'altronde la Lega dopo il successo del 18 ottobre può benissimo pensare di ripeterlo a Roma, magari a braccetto con chi sabato scorso è sceso in piazza contro il malvagio pittibimbo e le sue girls. Gli stessi che votano comunista eh!

Una bella rivoluzione rosso bruna. Quel Fascismo immenso e rosso, sogno dei due giganti della letteratura del secolo passato, evocato in "Gilles" il romanzo-capolavoro di Pierre Drieu La Rochelle e da Robert Brassillach ne "La morte in faccia", dove lo scrittore definì il Fascismo "la poesia del XX secolo", consegnandolo alla storia come eredità cristallina, quasi storicamente disincarnata ...Chissà...

Eh sì caro pittibimbo, tu, le tue girls, il tuo governo non eletto, chi ti appoggia (compreso il vecchio satiro) e i tuoi amici-controllori (e padroni) banchieri, in Italia e fuori di qui, siete la vera espressione di quella destra economica che sta distruggendo l'Italia e adesso siete sull'orlo di una crisi isterica perchè sapete bene che la pacchia non durerà ancora per molto...qualcosa succederà...
Un bel vaffanculo a te, dunque, e a chi non te lo dice, oggi più che mai torna utile e santifica questa gloriosa giornata!

... i nostri programmi sono decisamente rivoluzionari; le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero di sinistra; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta e puntuale dei programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esservi dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo. [...] Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta viene da destra...

Benito Mussolini

...I bimbi che un giorno saranno ragazzi di 20 anni – scrisse in "Lettera a un soldato della classe ’40" – apprenderanno con oscura meraviglia dell’esistenza di questa esaltazione di milioni di uomini, i campeggi della gioventù, la gloria del passato, le sfilate, le cattedrali di luce, gli eroi caduti in combattimento, l’amicizia tra i giovani di tutte le nazioni rinate. Josè Antonio, il fascismo immenso e rosso. E io so che il comunismo ha, anch’esso, una sua grandezza del pari esaltante. Può addirittura essere che, tra mille anni, si confondano le due rivoluzioni del XX secolo...

Robert Brassillach

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