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State sereni, dice la Lorenzin agli italiani perplessi e impauriti, ma a leggere la circolare del Comando dei VVUU di Roma al proprio personale pare proprio che di motivi per stare sereni ce ne siano proprio pochini... "...non toccare sudore, sangue e liquidi organici di sconosciuti...". E perchè ?

 

VIGILI_ROMA

 

di Davide Gambardella

Lavarsi bene le mani dopo aver starnutito. Persino dopo un colpo di tosse e dopo aver utilizzato il bagno. Usare guanti e mascherine. Evitare ambienti chiusi e, soprattutto, nessun contatto con sudore, sangue e altri liquidi organici delle persone sconosciute.

E’ un crescendo di precauzioni igienico-sanitarie l’ultima circolare della Polizia Muncipale diffusa dopo il picco di «malattie della povertà», come le ha definite l’osservatorio dell’Istituto di Medicina solidale. Sono così rigide da scatenare quasi una psicosi per il potenziale contagio da virus che erano scomparsi in Italia da almeno 50 anni. E che oggi sarebbero tornati attivi dopo l’ingresso nel nostro di paese delle centinaia di migranti provenienti dall’Africa. In molti l’hanno già ribattezzata la «circolare anti-virus»: una sorta di vademecum per scongiurare il contagio da scabbia, epatiti, tigna e tubercolosi, che sono proprio le malattie in aumento.

LE PATOLOGIE
Dunque le patologie infettive veicolate dai grandi flussi migratori,e l’allarme ebola, fanno paura anche ai piani alti del Corpo della Municipale, tanto da stilare un decalogo di misure preventive da attivare tra i dipendenti operativi a maggior rischio di contaminazione. È per questo che nelle sette pagine della circolare distribuita lo scorso 26 settembre, si parla esplicitamente del «rischio derivante da esposizione ad agenti biologici ed ai parassiti umani», tratteggiando anche l’identikit di quei soggetti che presentano tosse persistente, evidenti alterazioni sulla cute – bolle o pustole – ed una profusa sudorazione.

L’ALLARME
L’allarme a Roma inizia a dilagare di pari passo con gli interventi straordinari scattati nelle ultime ore per le strade, dal trasporto di nuovi extracomunitari da un centro d’accoglienza all’altro, fino alle operazioni di controllo nei campi nomadi. Uomini e donne che operano in condizioni limite e che spesso finiscono in ospedale [...]

 

Fonte: Il Messaggero

 

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