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Il paradosso italiano

- di Gianni Fraschetti -

Il bello dell'Italia è che riusciamo sempre a inventarcene una nuova. Abbiamo creato le convergenze parallele, il compromesso storico, la seconda repubblica, fondata su una legge elettorale e non su una profonda riforma costituzionale, e ora, per non farci mancare nulla, ci distinguiamo per essere l'unico paese al mondo che ha una maggioranza di cittadini di destra ma non ha un partito che li rappresenta. Pare strano ma è così. A pensarci bene in Italia non sono di sinistra nemmeno quelli che votano Renzi e il PD, e forse neppure quelli che votano per Vendola, ma grazie alla leggerezza e ai giri di valzer di Berlusconi siamo finiti prigionieri di un incubo. La maggior parte dei cittadini non vorrebbe l'euro e se lo ritrova in tasca ( e sarebbe poco male) e sopratutto a devastare la nostra economia (e questo è decisamente peggio), ma continua a votare partiti che continuano a tenerci incatenati a questo supplizio e finiamo puntualmente col ritrovarci il contrario di quanto avremmo voluto.

E non finisce qui, una minoranza settaria e prevaricatrice (i gay sono meno del 5% della popolazione), ci impone con diktat autoritari modelli culturali che sono quanto di più lontano dalla nostra indole, andando a demolire dalle fondamenta le basi stesse su cui poggia la nostra società. Sarebbe opportuno a tale proposito un referendum su genitore 1 e genitore 2, sulla fecondazione eterodiretta e sulle adozioni gay, per vedere cosa ne pensano gli italiani di questa spazzatura e certificare una volta per tutte quanto modesto sia il numero di persone che stanno portando in discarica i nostri valori. Ma tant'è e del problema clandestini non parlo nemmeno, altrimenti facciamo notte.

La moda buonista del politicamente corretto (per chi? deciso da chi?) sta ormai dilagando a tutti i livelli nei canali mediatici, ormai da decenni non più fonti di corretta informazione ma unicamente strumenti di manipolazione, indottrinamento e condizionamento. Poi vi è il capitolo doloroso che potremmo intitolare "tutti insieme appassionatamente", e riguarda i nostri partiti. Già, perchè in Italia nemmeno ai tempi dei teneri sbaciucchiamenti tra una Dc sempre più confusa e un Pci terrorizzato da un epilogo cileno della sua marcia verso il potere, c'era stato un consociativismo così sfacciato, sulla pelle della Nazione, come negli ultimi vent'anni. E ciò alla faccia dei ricorrenti e irritanti squittii di facciata di Berlusconi sui giudici comunisti e le anomalie di un sistema che, pur potendo, il nostro prode "cavaliere mascarato" si è guardato bene dal riformare, troppo impegnato con zoccole, affari, compagini ministeriali che sarebbe riduttivo definire vergognose e la riforma del sistema televisivo che lo ha impegnato duramente, fin dal primo giorno di ascesa al potere.

Finta destra e finta sinistra hanno sempre governato insieme, come i ladri di Pisa. Insieme hanno fatto affari (rubato, insomma) e insieme hanno ridotto l'Italia nello stato comatoso in cui si trova. Una alternanza fittizia (Berlusconi e Prodi si sono equamente divisi il ventennio appena trascorso), che modificava poco nella forma, lasciando inalterata la sostanza. Questo baratro senza fondo nel quale siamo stati precipitati lo hanno realizzato insieme, da bravi compari, e andatevi a vedere i nomi di coloro che hanno votato in parlamento i trattati che ci stanno uccidendo. Tutti insieme, destra e sinistra, uniti in un supremo afflato masochista e suicida.

E qui arriviamo al paradosso dei paradossi. Volendo infatti classificare gli italiani secondo l'abusato schema destra-sinistra, la maggioranza potrebbe senz'altro essere definita di destra. Una maggioranza che da 70 anni non trova rappresentanza politica. Prima c'era la DC, la grande balena bianca che includeva tutto e il contrario di tutto, e molti (troppi a dire il vero) la votavano, magari turandosi il naso, per avere poi a che fare con la vil razza dannata dei cattolici di sinistra: i Dossetti, i Granelli, i Galloni, gli Andreatta e tutto il resto dell'allegra brigata. Il peggio del peggio partorito dal cattolicesimo in affari, gli sciagurati padri politici dei Letta, delle Bindi e dello stesso Renzi il boy-scout. Erano gli anni felici e gaudenti della prima grande svendita dell'Italia, con Prodi all'IRI, i convegni della sinistra DC a Lavarone, la scuola della Cisl a Fiesole, i campi scout, le settimane teologiche della Fuci a Camaldoli, a inseguire dei veri maestri (e l'ironia è voluta) come Pietro Scoppola, Ermanno Gorrieri, Leonardo Benevolo e Achille Ardigò. Erano gli anni rampanti dell'associazione "Rosa Bianca" fondata a Brentonico, in Trentino, dal giornalista Paolo Giuntella, che Dio ha chiamato a sè pochi anni fa. Stiamo parlando di vera gentaglia, di feccia che aveva sostituito da tempo il proprio cuore con il portafoglio e il concetto di Nazione con quello settario di fazione e che fu, tra le tante che ne combinò, artefice della privatizzazione della Banca d'Italia e potente motore della trattativa Stato-mafia.

E' in questo bell' ambientino che sono cresciuti Enrico Letta e Matteo Renzi, tanto per dirne due che hanno pesato e pesano nella nostra vita. Cresciuti alla vita (e alla politica) tra parrocchie, scout, il movimento studenti dell'Azione cattolica, tra Pisa e Firenze, nel cattolicesimo toscano influenzato da don Lorenzo Milani, padre Ernesto Balducci, la rivista "Testimonianze", l'Isolotto di don Enzo Mazzi. Un incubo a occhi aperti.

Poi, con tangentopoli, è arrivata Forza Italia e la presa in giro è continuata, peggiorando. Sono vent'anni che Berlusconi ci tritura le palle con le sue storie di comunisti e di congiure. Bene, cominciasse allora a ripulire le sue reti televisive, storicamente e cronicamente infestate dai Mentana, dagli Sposini, dalle Palombelli, dai Telese, dai David Parenzo, dalla Luxuria, da Chiambretti e da tutto quel ciarpame tossico che avvelena per mestiere, quotidianamente, la nostra vita. E lo stesso fanno la Mondadori e la Medusa film e tutte le altre aziende del gruppo che hanno vocazione e forza mediatica. Saviano lo hanno creato loro, non ce l'ha portato la cicogna. I TG delle reti Mediaset sono inguardabili. Imbottiti di giornalisti di sinistra e impegnati solo a cantare le lodi di Renzi e delle sue girls, e non parliamo poi della classe dirigente da lui tirata su. I Frattini, i Mauro, gli Alfano, le Lorenzin, gli Schifani, i Cicchitto, i Lupi, i Quagliarello e via discorrendo... un vero troiaio. E questa gente, secondo lui, doveva rappresentare un elettorato di destra?

Ecco spiegato il 50% di italiani che ha smesso di votare. Largamente il primo partito in Italia, stimato in netta crescita. E per chi dovrebbero votare poi? In Francia hanno Marine Le Pen, da noi c'è la scelta tra il museo degli orrori che abbiamo appena illustrato, oppure Grillo e Casaleggio che occupano uno spazio politico che non è il loro, e lo sanno.

E' il nostro quello spazio, sarebbe di diritto del partito che ancora non c'è, di quelli che non votano ma vorrebbero votare e di quelli che votano e si ritrovano poi a votare Berlusconi o...udite, udite, udite...addirittura Renzi, trovando subito dopo il vuoto pneumatico, oppure di quella nebulosa che pare addensarsi intorno a Salvini. Ma il vuoto in fisica non esiste. E in politica ancora meno. Viene sempre riempito da qualcosa e i padroni dei nostri giochi tragici, i nostri burattinaia oltre-confine, hanno confezionato anche il partito non partito, con il non statuto, le non idee e la democrazia diretta, dicono, e hanno risolto il problema di rinviare la resa dei conti, prendendoci per i fondelli un altro po'.

E così gli italiani di destra, ossia la maggioranza del paese, continua la sua marcia nel deserto in beata solitudine, illudendosi che il cavaliere torni a interpretare i suoi sentimenti e non si faccia troppi affari suoi, che Denis Verdini sia una persona onesta e Angiolino Alfano una persona intelligente, e che Grillo domani, o il giorno dopo, o quello dopo ancora, chissà, farà il referendum (che NON si può fare) e ci porterà, novello Mosè, fuori da questa macelleria sanguinolenta che è l'attuale Unione Europea. Milioni e milioni di italiani che vagano inebetiti, sempre più poveri e disperati, senza una patria politica, senza il conforto di una speranza e soprattutto senza una meta.

E' questo il grande paradosso italiano. Questo assurdo buco nero. La mancanza di una vera destra, che parli da destra e che faccia la destra. Senza mezze misure, senza buonismi, senza compromessi e senza volere apparire quello che non è. E' chiedere troppo? Salvini pare averlo capito, anche se ancora cincischia troppo con le smanie di secessione, la Meloni non è ancora pervenuta. Attendiamo sue notizie, speriamo che si sbrighi.

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