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Le borse europee vanno a picco, Parigi, Berlino e Londra ai minimi di un anno, con gli investitori sempre piu' preoccupati dai crescenti segnali di una ripresa globale che vacilla, con l'Europa fulcro delle preoccupazioni. E alle tensioni europee si aggiunge la Finlandia, bocciata da Standard & Poor's che taglia il rating ad 'AA+' privando Helsinki della tripla A.

Le parole di Mario Draghi, che oggi ha ribadito che "se dovesse essere necessario" la Bce e' pronta "a usare ulteriori strumenti non convenzionali", stanno cominciando a provocare scetticismo dopo la presa di posizione della Germania, con la Bundesbank di Jens Weidmann e lo stesso ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble apertamente contrari agli acquisti di 'Abs' varati a giugno e che dovrebbero partire entro questo trimestre.

Un confronto all'interno della Bce che vede altri Paesi schierati contro l'interventismo dell'Eurotower - fra questi l'Olanda - e che secondo molti osservatori ha come vero nodo centrale la formazione, o meno, del necessario consenso perche' Francoforte - alle prese con aspettative d'inflazione a cinque anni sui minimi record - si lancia in un vero e proprio 'quantitative easing': l'acquisto massiccio di titoli per espandere il proprio bilancio, che coinvolgerebbe inevitabilmente i titoli di Stato. Fra le voci di un'imminente revisione al ribasso delle stime di Berlino sul Pil tedesco, la produzione industriale tedesca ha segnato una caduta mensile del 4%, con gli ordini industriali a -5,7%.

Dopo il calo dell'export tedesco pubblicato ieri, il peggiore dal gennaio 2009, e nonostante i segnali positivi dall'Italia (produzione industriale +0,3% ad agosto), per i mercati ce ne e' abbastanza per mettersi sulla difensiva. Anche il Fondo monetario internazionale avverte di una probabilita' del 40% di un ritorno dell'Eurozona in recessione e ha tagliato al 3,8% le sue previsioni sulla stima di crescita globale nel 2015, in un clima di peggioramento che coinvolge le economie emergenti. Se a tutto cio' si aggiunge il rischio-Ebola con alcuni casi riportati in Europa, e la guerra delle sanzioni innescata fra la Russia e un occidente che ha in Europa (in primis la Germania) l'area economica piu' esposta verso Mosca, e' il segnale di fuga dal rischio per le borse.

Il Dax della Borsa di Francoforte segna il peggior calo fra le borse europee con un 2,4% ai minimi di un anno, dopo aver perso quasi il 10% da inizio 2014. Per Milano e' -0,94%. In Francia, dove la produzione industriale e' risultata stagnante ad agosto, il Cac-40 cede l'1,6% mentre anche il Ftse-100 chiude in perdita ai minimi di un anno. Tensione crescente anche sui titoli di Stato dove la fuga dal rischio provoca un afflusso verso il porto sicuro dei titoli tedeschi: lo spread Btp-bund chiude in rialzo a 144 punti base, e se l'asta di Bot a 12 mesi si conclude con un tutto esaurito, il rendimento sale allo 0,3%. In calo anche l'euro, che cede quasi meta' centesimo sul dollaro poco sopra quota 1,26, mentre i timori per la domanda globale e l'aumento della produzione dell'Opec a settembre affondano il petrolio: il Wti scambiato a New York arriva a cedere il 2,5% a 83,59 dollari, chiudendo la peggior settimana del 2014.

 

Fonte:http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=3621#.VDjb_c9FZwM.facebook

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