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la nuova civiltà di Marino
la nuova civiltà di Marino

di Gianni Fraschetti -

Sul sacro colle del Campidoglio, il cuore della città che fu faro di civiltà nel mondo, si è svolto l'ultimo atto, per un verso, e il primo, per un altro, di un percorso che dovrebbe portare alla cancellazione del nostro modello umano così come lo conosciamo. Non hanno avuto pietà nemmeno per i bambini obbligati a partecipare a questa farsa come figuranti, importanti nel messaggio visivo che intendevano trasmettere. Al Campidoglio è andata in scena una infame commedia, che ci prefigura un mondo orrendo popolato non più di uomini e donne ma di gender-bender, questo orrido neologismo anglosassone che indica i portatori delle più incredibili identità di genere. Superati in questo modo due sessi (perchè due sono e restano e su quello non possono fare niente) si aprono le porte di un mondo di plastica, orwelliano, ove la procreazione, il più grande atto d'amore dell'uomo in quanto razza, perde ogni elemento di mistero e di divinità per divenire un fatto commerciale fatto di provette, uteri in affitto, e mercificazione dell'individuo. Dove in tutto ciò vi sia posto per il sentimento e per il sacro non l'abbiamo ancora capito ma il sindaco Marino ci ha fatto vedere in anteprima dove passa l'ultima frontiera che lui e la razza sua vogliono violare, ed è lì che gli esseri umani devono attestarsi a difesa. Pronti a una lotta dura, disperata, senza quartiere a difesa di quel che resta della nostra civiltà. Qui non è in gioco la politica con i suoi soliti teatrini, qui è in gioco la nostra stessa essenza di esseri umani. Non è un caso che il gesto di Marino abbia avuto quale cornice il cuore stesso della nostra storia e a pensarci bene della storia del mondo. Roma non è Milano e nemmeno Bologna. Una volta fummo tutti romani, cerchiamo di ricordarlo...

Volevano arrivare a questo. La foto del sindaco che trascrive, e nei fatti simula, la celebrazione di un matrimonio di una coppia gay con bambini in braccio. L'iconografia è curata nei particolari, ad uso della stampa e dell'effetto mediatico. Ad oggi nessuna legge prevede la celebrazione o la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso ed il prefetto annuncia che interverrà per annullare l'atto amministrativo, visto che la firma del sindaco, in questo caso,è solo un autografo e non ha alcun valore. Ma al sindaco ed ai suoi sodali del progressismo laicista e benpensante questo non interessa nulla. In quella foto c'è tutto quello che vogliono: il matrimonio omosessuale, l'adozione omosessuale, la definitiva dissoluzione della famiglia tradizional - l'unica, quella vera fatta di uomini e donne che fanno figli - a favore di un'entità ibrida, asettica, capace di autogenerarsi per via scientifica; sostanzialmente, la via moderna all'eugenetica umana e sociale. A Roma non abbiamo alcun sindaco da rimpiangere visto che da decenni si alternano solo pessime amministrazioni che ridotto la città allo stremo: certamente, però, abbiamo un sindaco da far dimettere al più presto e da dimenticare...

Marco Panella

L'ultimo oltraggio: a tanto si doveva arrivare...

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