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LO DIMOSTRANO I DATI STATISTICI DEGLI ULTIMI 50 ANNI

Dimenticate quello che raccontano giornali e politici.  Secondo uno studio OCSE (Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo), l’immigrazione non porta nessun beneficio finanziario ai paesi ospitanti.

Prove raccolte in tutto il mondo negli ultimi 50 anni dimostrano secondo l’OCSE che gli immigrati non servono a rilanciare la crescita economica.

Nel complesso, l’impatto fiscale della migrazione nei paesi dell’OCSE è stata “sostanzialmente neutrale” con le tasse pagate dai nuovi arrivi di solito corrispondente a quello che ricevono in benefici. Ergo: l’immigrazione non porta nessuna ricchezza.

Ed è da tenere presente che questo studio non tiene conto dei clandestini. Né del loro costo sociale e  dell’impatto su sicurezza, sistema sanitario e tutta una serie di servizi che li fanno entrare in concorrenza con gli strati deboli della popolazione autoctona.

Fino ad ora, l’idea che l’immigrazione generasse ricchezza era l’unico motivo sbandierato ai quattro venti per darle una parvenza di utilità in mezzo a fattori negativi quali aumento del crimine e diminuzione di risorse pro-capite. Questa ricerca dell’OCSE pone termine a questa illusione.

“Misurare l’impatto dell’immigrazione sul bilancio pubblico è un compito complesso”, scrive Jean-Christophe Dumont, responsabile della Divisione Migrazioni Internazionali dell’OCSE.

“Tuttavia, negli ultimi 50 anni gli immigrati sembrano aver avuto un impatto sostanzialmente neutrale nei paesi OCSE. In altre parole, le tasse che hanno pagato sono state azzerate dai benefici che hanno ricevuto.”

C’è anche da dire che prendere in esame gli ultimi 50 anni, significa prendere in esame un’epoca nella quale gli immigrati erano europei che andavano in Nordamerica – tutto un altro tipo di immigrazione, rispetto a quella recente. Ergo, se prendessimo in esame gli ultimi vent’anni, e la sola immigrazione dal Terzo Mondo, scopriremmo come hanno scoperto studi recenti, che l’impatto anche fiscale è negativo.

Non solo, se l’OCSE dice che l’immigrazione è un ‘gioco’ a somma zero che non genera né fa perdere ricchezza complessiva all’economia, è evidente che, aumentando la popolazione, fa diminuire la ricchezza pro-capite: più immigrati arrivano, più il singolo autoctono si impoverisce.

Altro che risorse. E se lo dice l’OCSE, che è un organo dei governi, la realtà è sicuramente ancora peggiore.

 

Fonte: Vox

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