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Vita e opere della Pascale, badante per vocazione, fidanzata di professione

SECONDA PARTE

Francesca Pascale, vita ed ascesa della fidanzata ufficiale di Silvio Berlusconi, nonché attuale ideologa della Nuova Forza Italia e spin doctor del partito fondato dal suo uomo

di A.P.

Abbiamo visto nella prima parte di questo nostro servizio su una delle donne più ammirate e invidiate d’Italia, Francesca Pascale, come l’affascinante ragazza avesse alcuni obiettivi nella vita: sfondare nel rutilante mondo dell’arte scenica, affermarsi in politica, conquistare il cuore del suo principe azzurro, in questo caso Cavaliere Nero, ex sua eccellenza Silvio Berlusconi.

Il primo obiettivo l’ha già conquista con le sue note performance nello show Telecafone, sul secondo e il terzo, ci sta lavorando. Soprattutto, la conquista di Silvio Berlusconi le riempie mente e cuore, e non riesce proprio a soffocare il suo trasporto di amorosi sensi nei confronti di quest’uomo unico e, all’epoca per lei, forse inarrivabile. Ma è cosa nota, quando l’amore è puro, vero, serio, alla fine vince sempre su tutto. Così un giorno, per essere sempre quanto più vicina possibile al suo Silvio, Franceschina giunge a Roma insieme ad alcune sue amiche e aderenti al gruppo “Silvio ci Manchi”. E’ il 5 ottobre 2006, e la nostra eroina è a conoscenza del fatto che Silvio insieme a dei collaboratori pranzerà al ristornate Duke’s, in zona Parioli. La bella guagliona si apposta proprio accanto all’uscita e srotola lo striscione “Silvio ci manchi”. Berlusconi vede, legge e non può fare a meno di avvicinarsi. Come le è accanto, Francesca lo fissa negli occhi e sussurra ammaliata: “Presidente, come è bello lei!” Lui, schivo e modesto come è sempre, sorride: “Beh, ci difendiamo…”, risponde. Poi ci riflette un attimo, e aggiunge: “Ma, signorina, è sicura di vederci bene?” (Fabrizio d’Esposito) [Fat 17/2/2013]. Ora, qualcuno potrebbe pensare che con quella battuta, Silvio volesse dileggiare Francesca per il complimento. Errore! Da vicino lui aveva notato un certo arrossamento degli occhi di lei, un po’ gonfi per via delle lacrime di commozione che aveva versato vedendolo arrivare e, sinceramente preoccupato, si stava informando. Comunque, anche Francy e le sue amiche vanno a pranzo al Duke’s e, mentre sono lì, solo per sapere se la giovane donna che tanto lo aveva colpito stesse bene, e privo di qualsiasi secondo fine, meno che meno sconveniente, Silvio va al loro tavolo. Subito Francy gli chiede se può lasciargli il suo numero di telefono perché vorrebbe avere con lui un bilaterale politico dove discutere la problematica pregnante dei concorsi di bellezza truccati e le passerelle farlocche. Così, Silvio capisce subito che ha a che fare non solo con una ragazza di non comune fascino, classe e bellezza, ma anche con una giovane donna colta, impegnata e politicamente preparata forse quanto se non di più del suo allora amico Sandro Bondi e forse, ma qui non può esserne ancora certo, anche della sua igienista dentale Nicol Minetti. Alla fine, Silvio prende il numero della ragazza riservandosi un confronto, ma non concede il suo per via che di questi confronti ne ha talmente tanti in programma che si deve organizzare per trovare tempo per tutti, e ha scordato l’agenda a casa.

Dopo l’incontro, quando torna a casa, Franceschina è al settimo cielo. Silvio ha il suo numero, forse un giorno la chiamerà. Insieme, potranno gettare le basi su un percorso fatto di politica, ispirati provvedimenti e operazioni per il superiore bene del Paese. Sua mamma, quando la vede così presa e lieta, intuisce che forse sua figlia è innamorata e la richiama pacatamente: “Lo ammiriamo anche noi ma potrebbe essere tuo padre”, le dice. [Audiffredi, cit.]. Francy fa spallucce. Se è per questo, vista la differenza d’età potrebbe anche essere suo nonno, ma cos’è una manciata di decine d’anni davanti all’amore vero? Confida ai suoi biografi: “Pochi giorni dopo, quasi a mezzanotte, chiama. Mi ha detto che voleva fare un regalo al comitato: visita a Villa Certosa. Ci mandava lui l’aereo». [Audiffredi, cit.].

I due così cominciano a conoscersi, a frequentarsi, ma ovviamente solo per questioni politiche. Lei si sente pronta a fare il grande salto, e vorrebbe essere candidata alla regione Lombardia perché da quando è nata ha un accento del nord, ed è stanca di sentirsi prendere per milanese a Napoli. Lì, però, il posto è già stato promesso a Nicole Minetti e Francesca, sempre così generosa e disponibile con tutti, non fa opposizione. Anzi, qualcuno dirà che quando il Cavaliere le dà la notizia, lei si mette addirittura ad urlare per la gioia della fortuna capitata a una ragazza tranquilla, schiva, silenziosa, poco appariscente e lavoratrice come Nicole. Così Francesca torna a fare politica in Campania, dove il partito la considera una mina vagante, nel senso della sua capacita di portare in ogni dove competenza, presenza e capacità. Praticamente, una grande ed esplosiva trascinatrice. Ha un solo cruccio, si rende conto che le donne in politica sono un filo svantaggiate, e si muove anche nel senso delle quote rosa. In proposito dirà testualmente: “A volte ce la prendiamo con i giornali perché fate i servizi sulle veline, ma almeno voi fate il vostro mestiere. Invece nel Pdl campano c’è, e mi spiace, un po’ di misoginia. Comunque, perché odiarmi? Io sono una che si fa ammazzare per il partito. Nella mia vita ci sono tre cose: la famiglia, la volontà del presidente e la politica. Sono esuberante, anche il presidente me lo dice “Sei insopportabile” (Conchita Sannino) [Rep 12/12/2012]. Poi: “(…) Ho detto no in Campania perché lì i colonnelli del partito si erano già impegnati con la Carfagna e la Mussolini, non ce l’avrei fatta. Allora il premier mi ha prospettato il Lazio, ma con un’avvertenza: pensaci bene, mi ha detto, tu sei campana, sarebbe meglio se corressi lì. Perciò mi sono fatta da parte. Ma se nella mia terra ci fosse stato il listino bloccato, avrei accettato subito (…)» (gio.vii.) [Rep 25/2/2010]. Insomma, è sempre la solita Francy, modesta, disponibile al passo indietro, innamorata di Forza Italia (e del suo adorato Silvio), e pronta a dare il sangue per il partito e per le altre donne della compagine che non vede mai come avversarie alla sua ascesa, ma come il simbolo di quello che lei sogna per le donne di tutto il mondo…(continua)

Fonte: Quotidiano Giovani

http://www.quotidianogiovanionline.it/PrimoPiano/Esploso/9964/Chi--Francesca-Pascale-Vita-e-opere-di-una-donna-che-met-ne-basta-II-parte

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