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A ognuno il suo ?

(A.P.) - Il mondo è in fiamme, i cristiani vengono perseguitati, crocifissi, assassinati, decapitati, bruciati, ma il Papa si preoccupa per gli immigrati di Tor Sapienza e all’Angelus esorta la “comunità cristiana ad impegnarsi perché non ci sia scontro, ma incontro”, in modo che si plachi la tensione che si è creata tra immigrati e cittadini.

In pratica, dalle ovattate stanze vaticane, circondate da mura altissime e da giardini curati e silenziosi, sua Santità, ad esempio, non ha un pensiero nemmeno vago per Asia Bibi, la pakistana la cui condanna a morte è stata definitivamente confermata il 16 ottobre scorso dall’Alta Corte di Lahore, per blasfemia, perché la donna avrebbe sostenuto Gesù e non Maometto come profeta. Papa Francesco, dall’alto del suo magistero, il problema ce l’ha solo con l’accoglienza italiana nei confronti degli extracomunitari, per lui mai abbastanza solidale. I suoi appelli in proposito, ormai si susseguono da quando è salito al soglio di Pietro, e certo molti ci faranno notare che quello è il suo compito: adoperarsi per i più deboli e indifesi.

Ma allora, che aspetta ad aprire anche le porte vaticane all’accoglienza? E che ne è stato della sua promessa, fatta qualche tempo fa, di riconvertire tutti i vecchi siti di proprietà della Chiesa ormai svuotati dalla crisi delle vocazioni, e trasformati in alberghi e bed and breakfast con tanto di monachelle che gestiscono il ristorante e si occupano delle pulizie? Dove sta scritto nella dottrina della Chiesa che noi poveri peccatori così male seguiamo, che debba essere il business l’aspirazione vera del Vaticano? Certo, lo IOR, Marcinkus e altre cosette nel corso degli anni, avrebbero dovuto farci pensare, ma a questo punto non credevamo di doverci arrivare.

Per chi conosce Roma, sa che alla Porta di Sant Anna, uno degli ingressi allo Stato città del Vaticano. polizia da una parte e guardie svizzere dall’altra, controllano solerti i documenti di chiunque voglia entrare e, a parte chi ha i permessi, o chi è diretto alla farmacia vaticana negli orari di apertura al pubblico, di lì non passa nessuno. Diverso, secondo Papa Francesco, il discorso se deve essere applicato alle borgate già molto degradate delle città metropolitane italiane, dove povertà, difficoltà di vita, mancanza di servizi la fanno da padrone anche senza che rom ed extracomunitari le invadano. Eppure, quella è carità cristiana, e anzi le istituzioni italiane devono far marciare tutto alla grande, mettendoci la buona volontà, e naturalmente anche i soldi. E se c’è bisogno di discuterne tutti insieme appassionatamente, sua Santità ha detto che si potranno anche incontrare nella sala parrocchiale… purché, è sottinteso non si faccia confusione in prossimità di qualche bel convento storico convertito in un relais di lusso dove clienti con i soldini pesanti rimpinguano le casse della Santa Madre Chiesa…

Del resto, ognuno ha le sue priorità.

Fonte: ilquotidianogiovani on-line

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