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EVVIVA LA COERENZA - GIORGIO ALBERTAZZI - "...Il mio mito - racconta - non era tanto quello di Mussolini (non apprezzavo la sua retorica), ma di Ettore Muti ucciso dai badogliani, di Italo Balbo abbattuto nel cielo della Sirte, degli eroi della Folgore. La parte legale dell’Italia per me era quella; ed io, rispondendo al bando della Repubblica sociale italiana, ho combattuto per l’Italia. Nessun pentimento, voltare gabbana, mai. Le cose che mi avevano spinto a Salò furono l’anti-clericalismo, l’idea sociale della Carta del lavoro e della partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende. Di che cosa dovrei pentirmi? Ciascuno fa nella vita quello che ritiene giusto di fare, giusto o sbagliato che sia. Non amo i pentiti. Il pentimento è un sentimento cattolico che ho sempre disprezzato e continuo a disprezzare..."

EVVIVA LA COERENZA - GIORGIO ALBERTAZZI - "...Il mio mito - racconta - non era tanto quello di Mussolini (non apprezzavo la sua retorica), ma di Ettore Muti ucciso dai badogliani, di Italo Balbo abbattuto nel cielo della Sirte, degli eroi della Folgore. La parte legale dell’Italia per me era quella; ed io, rispondendo al bando della Repubblica sociale italiana, ho combattuto per l’Italia. Nessun pentimento, voltare gabbana, mai. Le cose che mi avevano spinto a Salò furono l’anti-clericalismo, l’idea sociale della Carta del lavoro e della partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende. Di che cosa dovrei pentirmi? Ciascuno fa nella vita quello che ritiene giusto di fare, giusto o sbagliato che sia. Non amo i pentiti. Il pentimento è un sentimento cattolico che ho sempre disprezzato e continuo a disprezzare..."

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