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I sogni di Passera

CORRADO PASSERA E GIOVANNI BAZOLI (PIU' ALTRI) A GIUDIZIO PER TRUFFA PLURIAGGRAVATA E CONTINUATA SUI DERIVATI (BANKSTER)

Avrebbero fatto sottoscrivere prodotti derivati swap a due imprenditori dicendo loro che avrebbero permesso una "copertura dal rischio di variazione del tasso d'interesse" variabile dei mutui che essi avevano stipulato tra il 2004 e il 2011.

Invece - secondo l'accusa - ai due clienti furono fatti firmare derivati truffaldini che aggravarono la loro posizione perche' erano ingegnerizzati in modo tale da favorire solo la banca.

Per questo la procura di Trani ha fatto notificare agli ex vertici di Banca Intesa e di Banca Caboto (ora Banca Imi), gruppo IntesaSanpaolo, una citazione in giudizio per truffa pluriaggravata e continuata.

Tra gli imputati:

Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza ed ex presidente del Cda;

Corrado Passera, ex ministro per lo sviluppo economico e AD sino al 2011;

Giovanni Gorno Tempini, ex amministratore delegato di Banca Caboto, oggi AD di Cassa depositi e prestiti;

Enrico Salza, ex presidente del consiglio di gestione di Intesa-San Paolo;

Giampio Bracchi, ex vicepresidente e componente del comitato esecutivo di Banca Intesa;

Andrea Munari, ex AD di Banca Caboto.

Il reato di truffa e' ai danni degli imprenditori del nord barese Ruggiero Di Vece, titolare della ditta Euroalluminio, e Vincenzo Grimaldi, titolare del calzaturificio 'Vingi Shoes'. A tre funzionari della filiale di Barletta della banca, dove furono sottoscritti i derivati, viene contestato il reato di concorso in abusivismo finanziario, reato per il quale ci sara' il vaglio del giudice dell'udienza preliminare.

Secondo il pm Michele Ruggiero - lo stesso che ha condotto le indagini sulle fluttuazione del tasso Euribor e sulle agenzie di rating - i prodotti finanziari fatti sottoscrivere dalla banca a Di Vece e Grimaldi (riservati solo ad operatori "qualificati") erano "strutturalmente inadeguati a tale funzione per la loro peculiare natura speculativa (cioe' vere e proprie scommesse sui tassi), sempre sbilanciata in favore della banca".

I contratti hanno procurato agli istituti di credito un ingiusto profitto patrimoniale di rilevante gravita' stimato in oltre 260mila euro.

Agli ex vertici della banca il magistrato contesta di essere stati "consapevoli che i contratti swap" erano favorevoli solo all'istituto di credito.

Gli indagati - e' la tesi della pubblica accusa - "coscientemente e volontariamente (e quanto meno con dolo eventuale), predeterminavano le condizioni per la negoziazione di contratti derivati di natura truffaldina".

Quindi, amministratori e manager sono accusati di aver permesso il collocamento sul mercato dei titoli derivati, di non aver informato correttamente la clientela sui rischi; e di non avere tenuto conto delle segnalazioni dell'auditing interna della Banca d'Italia e della Consob.

In poche parole,"predeterminato, inducevano, consentivano e non impedivano" che la truffa si consumasse, "assumendosene le relative responsabilita'".

Detto in breve: per la Procura di Trani sono dei "banksters" e cioè dei banchieri gangster.

Fonte: Il Nord

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