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Il "vaffanculo" di Rossella: Istanbul, un'altra tappa della nostra resa

Nei giorni scorsi "Frankye il bianco", il primo papaimam della storia, era in Turchia, dove è entrato scalzo in una moschea e ha fatto atto di adorazione vicino a un Imam che gli leggeva alcune Sure, finendo poi la sua visita con i soliti deliri sul dialogo e la "pacifica convivenza", magari con l'ISIS che si è installato a Derna, in Libia, a poco più di quattrocento miglia marine dalle nostre coste, e sicuramente con gente che tanto per stuzzicarsi l'appetito, trucida in media una trentina di cristiani al dì, in quelle oasi di pace, amore, fratellanza e tolleranza che sono le loro città, senza che nessun esponente dell'islam profferisca verbo per condannare questo massacro!

Ho ragione di credere che tra quelle prescelte, a "Frankye" sia stata prudentemente evitata la lettura della Sura 2:191 “...Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate. Questa e’ la ricompensa dei miscredenti...” o la 8:12-17 "...Instillerò il mio terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita... I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! ... Non siete certo voi che li avete uccisi: e’ Allah che li ha uccisi..." e sicuramente anche la Sura 47:4 "...Quando incontrate gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei prigionieri...".

Ma poco sarebbe cambiato anche fossero state lette. Una qualche spiegazione accomodante per giustificare i suoi fratelli , "Frankye" la trova sempre. Compresa quella, assolutamente fuori concorso nel particolare concorso delle stramberie, del voler fermare i tagliateste dell'ISIS con le parole e le chiacchierate.

Una posizione talmente demagogica che surclassa, quanto a originalità, anche quella di Di Battista che sembrava aver toccato il fondo del pozzo della demenza. Evidentemente c'era spazio per scendere ancora più in basso, visto che tra le Crociate e la poco dignitosa posizione a 90° assunta dal capo della cristianità, esistono tutta una serie di alternative che il Vicario di Cristo in terra si rifiuta ostinatamente di ponderare.

La sottomissione e la resa incondizionata sono la sua scelta e la bandiera che contrappone ai tagliagole. Ne prendiamo atto con dolore, preparandoci, di questo passo, a vedere le insegne del Califfato sventolare su Roma, la capitale morale dell'occidente e della cristianità, e le sue basiliche cariche di storia trasformate in moschee, per l'immancabile gioia di tutti quei coglioni italiani, per la maggior parte cattocomunisti, che paiono non accorgersi che stiamo danzando sull'orlo dell'abisso.

A loro va tutto il mio disprezzo, accompagnato da un gigantesco vaffanculo, veramente di cuore e fuori dai denti. Questi maledetti stronzi ci porteranno alla rovina e alla schiavitù, perchè il peggio deve ancora arrivare. Purtroppo.

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