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Terzi: fucilieri? andiamo di male in peggio...

IO NON HO UNA PARTICOLARE SIMPATIA PER GIULIO TERZI DI SANT'AGATA, IL MINISTRO DEGLI ESTERI DI MARIO MONTI, IL MINISTRO CON CUI INIZIA LA VICENDA MARO'. OGGI RAZZOLA A DESTRA NELL'ILLUSIONE CHE DIMENTICHEREMO QUEL CHE FECE A VATTANI, MA NON SI PUO' NON DARE RISALTO A QUESTA INTERVISTA NELLA QUALE SPIEGA A LIBERO IL SUO PUNTO DI VISTA SULLA VICENDA DEI DUE FUCILIERI DI MARINA. (G.F.)

È uno schiaffo peggiore di quelli presi in passato: la nostra credibilità internazionale è sottoterra, e, fatto ancora più grave, ciò accade nel momento in cui Matteo Renzi guida il semestre di presidenza dellUe e Federica Mogherini è Alto rappresentante della politica estera Ue... Per fortuna che doveva essere la "carta decisiva"!». Giulio Terzi di Sant'Agata è approdato alla guida del Ministero degli Esteri dopo una lunga carriera ai vertici della diplomazia; si dimise pur di non avallare la scelta presa da Mario Monti e Corrado Passera, in Consiglio dei ministri di rimandare Massimiliano Latorre e Francesco Girone in India.
Ambasciatore Terzi, dall'India è arrivata una nuova doccia fredda: se l'aspettava?
«Francamente no, perché da otto mesi sentiamo dire dal premier, dai ministri degli Esteri e dal ministro della Difesa che il clima di collaborazione instaurato con gli indiani avrebbe consentito di risolvere la vicenda. Oggi, invece, scopriamo che stiamo peggio che in passato: il governo indiano non tiene più nemmeno conto delle condizioni di salute di Latorre e dei problemi familiari di Girone. Due servitori dello Stato vengono trattenuti illegalmente in India senza un capo di imputazione e senza un motivo valido».
Non torneranno per Natale.
«Continua la pretesa di assoggettarli alla giurisdizione indiana e, addirittura, viene considera ancora possibile l'applicazione delle leggi antiterrorismo, che prevedono pene che non voglio nemmeno menzionare…».
Il governo si è mosso male?
«Peggio: è evidente a tutti che la volontà del Governo è esattamente
quella di non fare nulla. Diversamente avrebbero intrapreso l'unica strada possibile, cioè quella dell'arbitrato internazionale e della internazionalizzazione della crisi, coinvolgendo l'ONU, il Consiglio
europeo, quello atlantico, il G20. Le sembra che Renzi o la Mogherini l'abbiano fatto, che abbiano mai sollevato il caso in quelle sedi? Muti».
Per l'arbitrato internazionale, cioè un processo, non serve troppo tempo?
«Questa è disinformazione dell'ex viceministro Staffan De Mistura, che è uno dei principali responsabili di questo orrore. Era andato là promettendo ai due militari che li avrebbe riportati a casa in due settimane…».
Si poteva avere un arbitrato veloce?
«Basta leggersi gli studi e le cose dette dai principali internazionalisti. Il Tribunale di Amburgo, che è quello competente,
avvierebbe il giudizio in pochissime settimane e a quel punto Latorre e Girone sarebbero spostati in un Paese terzo, quantomeno
lascerebbero l'India».
Perché, a suo avviso, la gestione del caso dei Marò è così torbida?
«Non mi spiego cosa impedisca al governo di muoversi in maniera trasparente. Che interesse c'è a non fare ciò che è previsto dal diritto internazionale? Se non ce lo spiegano chiaramente, viene il sospetto che si tratti di interessi torbidi, di malaffare».
A che genere di malaffare pensa?
«Ho letto di commesse internazionali, come tutti, dai giornali, anche se non ho prove. Così come ho visto quel un vulcano di orrori delle inchieste romane, che rivelano collegamenti tra criminalità, immigrazione, con personaggi ambigui che sedevano ai tavoli del Ministero dell'Interno... Quel 23 marzo in cui decisero di rimandare i due militari in India, visto col senno di poi, è accaduto qualcosa di molto losco. Renzi aveva la possibilità di togliere la polvere dal tavolo, ma non l'ha fatto».
Il Ministro Roberta Pinotti dice che il governo sta valutando «come
rispondere». Lei che farebbe?
«Mi è aspetto che facciano ciò che avrebbero dovuto anni fa; aprano la procedura di arbitrato e sottopongano la questione al Consiglio di sicurezza dell'Onu e al Consiglio atlantico, che già lavorano sull'antipirateria».
Per chiedere cosa?
L'immunità funzionale per i militari che operano nelle missioni di pace antipirateria. Nessun Paese ha mai accettato che un loro militare venisse giudicato da un altro Paese; direbbero subito di sì. Gli stessi indiani hanno preteso di riportare in India alcuni loro peacekeapers che avevano commesso atrocità in Congo. Siamo gli unici.

Intervista di Giulio Terzi a Libero

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