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di Gianni Candotto -

 

Partendo dall’ipotesi che sia vera la alquanto realistica tesi che il riscatto sia stato pagato, occorre domandarci se lo Stato possa rivalersi su Vanessa Marzullo e Greta Ramelli per recuperare i soldi pagati come chiedono insistentemente alcuni politici e opinionisti di destra o di area leghista.
 

La risposta ad avviso di chi scrive è sì. Assolutamente sì. E in questo ci sentiamo confortati dal parere, dato in forma privata a chi scrive, di un importante magistrato italiano, sulla sostenibilità tecnica di quanto andremo a enunciare.
 

Già in Italia esiste la prassi che per esempio nel caso di un soccorso alpino cagionato da colpa o dolo dell’alpinista lo stesso paghi le spese sostenute dai soccorritori.
Il risarcimento per fatto illecito è normato con l’articolo 2043 del Codice Civile che dice che “Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.
 

Quindi assumendo che l’andare in una zona di guerra, fortemente sconsigliata dalla Farnesina, costituisca una condotta incauta da parte delle due cosiddette “cooperanti”, ecco che scatterebbe l’ipotesi di cui all’articolo 2043 del Codice Civile per cui le signorine Ramelli e Marzullo dovrebbero risarcire per intero quanto speso dallo Stato per il riscatto e i costi delle operazioni di intelligence e salvataggio.
La legge lo prevede. Speriamo vogliano applicarla.

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