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Il "vaffanculo" di Rossella: stronzette, padelle e pappagalli

Mi ero ripromessa di non spendere altre mie preziose parole su quelle due debosciate con la bocca sporca di latte, ma è piu forte di me. Qualcosa devo ancora dirla, anche perchè sia mai che pensiate che con le loro scuse (che puzzano di falso lontano chilometri) io mi ricreda su ciò che penso di loro.
Ma oggi però "...I' have a dream..."

Sì, sogno una mia "dittatura" ideale che tanto ci vorrebbe in questo paese ormai allo sbando e ridotto a una latrina. Uno stato etico, attento ai valori di giustizia e libertà, dove decreterei che le due stronzette, appena posato piede sul suolo patrio fossero poste in stato di immediato fermo a disposizione della autorità unica (la mia ovviamente).

Dopo di che le avrei private entrambe della cittadinanza italiana e le avrei cancellate dall'anagrafe, con la distruzione immediata del passaporto e di qualsiasi documento che potesse attestare la loro appartenenza alla nostra comunità nazionale. Su cui loro hanno largamente sputato.

Avrei ordinato poi che fossero condotte in un luogo di detenzione dal quale uscirebbero ogni giorno, al canto del gallo, ma solo per recarsi in case di riposo per anziani, cliniche oncologiche e ospedali pediatrici dove presterebbero la loro opera quindici ore al giorno, e ciò fino a quando non avessero prodotto un ritorno in servizi sociali almeno pari, anzi superiore, all'importo che i cittadini italiani hanno dovuto sborsare ai loro "amichetti" per riaverle indietro, e non parliamo di noccioline ma di 12 milioni di dollari.

Alla fine, infatti, non abbiamo avuto scampo. Certo non potevamo lasciar morire due ragazzine, seppur stronze, e alla fine pagare è stato meglio che rischiare la vita di qualche buon soldato italiano. Nel cambio Sgrena - Calipari, infatti, ci abbiamo già rimesso abbastanza.

Oggi le due debosciate, probabilmente imbeccate fin dal loro arrivo dal solerte Gentiloni (il nostro Ministro degli esteri ombra), hanno chiesto scusa agli italiani e hanno anche detto che in Siria non ci torneranno più, ma siccome sono comuniste e stupide (quasi sempre le due cose vanno insieme) come tutti i comunisti vivono di menzogna e falsità, e come tutti gli stupidi non vedono oltre la punta del loro naso.

Faccio dunque fatica a credere al loro pentimento e alla loro redenzione, ma ciononostante posso anche perdonare la loro leggerezza. In fin dei conti sono solo due mocciose e meritano una seconda possibilità, ma il perdono non può essere gratis. A casa mia non funziona secondo il ritornello della vecchia canzone napoletana "...chi ha dato, ha dato, ha dato...chi ha avuto, ha avuto, ha avuto...scurdammoce o' passato...".

Io il passato non lo dimentico, e quindi mi aspetto che il mio sogno divenga realtà. Mi aspetto che tra qualche giorno le due ragazzotte saranno al lavoro presso qualche ospizio di poveri vecchietti indigenti, che non hanno più nessuno, privi di affetti, che hanno dato tutto nella loro vita ma che oggi non ricevono niente. Abbandonati lì in attesa della morte.

Che vadano a fare volontariato lì, che diano prova di veri sentimenti di altruismo e si diano da fare con padelle e pappagalli, che imparino cosa è la vita e che restituiscano in amore quello che il loro popolo ha dato loro pagando il riscatto.

Questo chiedo e su questo sfido le due giovanottine e le loro ineffabili famiglie. Fatelo. Fateci vedere che avete capito sul serio e date prova di essere cambiate.

E vi avverto poi. Guai a voi se vi vedo dalla D' Urso o all' isola dei famosi, o in uno qualsiasi dei mille talk-show che ammorbano l'etere...Lì la mia penna non avrebbe davvero pietà e il mio vaffanculo omicida vi raggiungerebbe ovunque.

Non sto scherzando, nemmeno un po', e mi aspetto che farete esattamente quello che non solo io, ma milioni di italiani si aspettano da voi.

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