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di Fulvio Grimaldi -

 

Insisto a leggere il “manifesto”, insieme alle testate ufficiali del potere e al “Fatto Quotidiano”(foglio stupefacentemente sia strepitoso fustigatore delle nequizie dell’élite domestica, sia aedo della criminalità geopolitica imperiale che tale élite esprime). La lettura del “manifesto” rivela le convergenze parallele con la controrivoluzione di giornalisti “comunisti” degli esteri, come Sgrena, Giordana, Battiston, Acconcia, Caldiron, o titolari di rubriche come quell’Ercole che spara nel cervello dei giovani i più splatter videogiochi Usa (lezioni di strage, nient’altro), perché “ben fatti”, o come la corrispondente da New York che esalta le fetecchie filmiche della Bigelow), serve a capire su quali piani, anche inusitati, si sviluppa la strategia degli specchi deformanti.

E’ per questo che lo leggo e anche perchè aria pura la danno, tuttavia, interventi come quelli di Dinucci, Colotti, Giorgio, Poggi (equilibrato successore del mangiarussi Dakli) e, in mancanza di altri “outlet”, di alcuni collaboratori esterni. Prendiamo qualche recente paginone del “quotidiano comunista” (ora,al termine di mille sbandate, tsiprasiano), encomiabili contributi alle più tossiche vulgate delle centrali di propaganda imperialiste. Insieme ai redditizi paginoni pubblicitari, con inserti a 4 pagine, fatti sembrare redazionali, di organizzazioni proletarie come Eni, Enel, Telecom,assicureranno ai 2000 gonzi o masochisti (compreso me) la continuità del quotidiano comunista.

Il 2 gennaio si esibiva su due pagine un coro gregoriano nella messa cantata nella cattedrale Usa della civiltà. Si parte con tre quarti di pagina scritti dalle prefiche del dramma planetario di Greta e Vanessa, le due giovinette partite alla guerra contro gli infedeli e che si sono ritrovate carcerate dai loro eroi. Anche qui, magistrale l’impiego USraeliano dei due assi. Uno in mano e l’altro nella manica: contractors islamisti “giovani rivoluzionari” a cui fornire sostegno d’ogni tipo, evolutisi in crudeli e famelici rapitori di innocenti fanciulle. Anche se la Sgrena, sotto il titolo incredibile di “Sono due di noi”(saranno di voi,maremma maiala, non di noi!),con richiamone in prima pagina,cerca di attenuare il palese artificio scoprendo uno straordinario “Fronte Al Nusra” (i sequestratori) che, fattosi bello per tre anni sotto la sigla Al Qaida con ogni sorta di nefandezza sadica e socio in affari e mire dell’ISIS, ora ci viene ripresentato come “mica tanto male”,“niente a che fare con i jihadisti”,“molto meno sanguinario dell’ISIL”.

Giuliana Sgrena ritiene sconcio e impossibile “lesinare la nostra solidarietà”a queste “due di noi,certo più giovani,forse inesperte,probabilmente un po’ ingenue, ma mosse da un sentimento umanitario….”.E guarda che te lo dice una che di sequestri se n’intende,specie se si deve sacrificare un onesto servitore dello Stato.

Tracima nel surreale un articolo che analizza le varie specificità dei rapimenti, i loro dove e i loro come, i loro esecutori, i loro obiettivi. Soldi o non soldi. Questi, comunque, a milionate, col riscatto per le “inesperte” e “ingenue” ragazze recatesi tra i peggiori sicari dell’imperialismo, stragisti di una nazione ,ma “mosse da un sentimento umanitario”,li abbiamo pagati dalle nostre tasche. Mandate a infiltrarsi ad Aleppo da una congerie di chiassosi propagandisti,anche siriani,del genocidio, ovviamente nella totale disattenzione dei nostri e altrui servizi segreti,vengono rapite il 1. Agosto del 2014 dai loro stessi “giovani rivoluzionari”.

Alla solidarietà con i combattenti anti-Assad,necessaria e sollecitata nelle fasi precedenti la comparsa dell’ISIL,essendo Satana Assad,e di cui abbiamo splendidi esempi nella stampa e tv italiane,si sovrappone,nella contingenza attuale,la commozione-indignazione per la sconvolgente sorte delle nostre sorelle,diventate vittime degli islamisti.Assad è retrocesso a Mefistofele,serviva un altro Lucifero.

Naturalmente,manca un solo accenno ai personaggi PD e Acli che hanno circonfuso di sostegno e affetto l’impresa delle due umanitarie anti-Assad, ai fiancheggiatori del gruppo “Horryaty”, oppure a quel Qalid Hayani (anche Qalid bin Ahmad Siraj Ali), capo del gruppo Liwa Shuhada Badr, fotografato insieme a Greta e Simona, che, dalle parti di Aleppo, tortura,ammazza e saccheggia e che viene esaltato nei cartelli levati dalle ragazze. Ci dispiace solo che per una porcata del genere abbiamo pagato noi.

 

Fonte: Mondocane - controblog di Fulvio Grimaldi

 

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