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(Informare) - E’ un fatto, che l’intero paese, tragicamente privo anche di significativi progetti infrastrutturali, appare in via di svuotamento, di raschiatura del fondo, di gestione terminale, ad esaurimento, non di preservazione e tantomeno di rilancio.

Come si può parlare di ripresa economica mentre si tagliano i redditi, si aumentano le tasse e le tariffe, e si procurano soldi alle banche all’1,7% non affinché finanzino la “ripresa” ma affinché continuino le loro speculazioni finanziarie? Dove va un paese che offre lavori instabili da 700 Euro al mese, e pensioni da 400, con un pari costo della vita rispetto a paesi dove stipendi e pensioni e servizi sono molto migliori e le tasse inferiori? Che senso ha vivere in esso, per un lavoratore, anziché emigrare?

Credo che il disegno franco-tedesco di cui parla Galloni nel recentissimo saggio Chi ha tradito l’economia italiana  sia di eliminare, attraverso la demolizione del reddito, dell’autonomia nazionale e della capacità manageriale, tutte le strutture socioeconomiche e politiche autoctone, e insieme indurre ad emigrare gli imprenditori più attivi, a chiudere quelli meno forti (soprattutto la sacca di resistenza dura a morire delle piccole e medie imprese del Nord-Est), per poter poi plasmare, su un terreno spianato e sgomberato, incapace di opporsi, un’Italia diversa, a loro convenienza, facendone un bacino di mano d’opera a basso costo, vicino e direttamente controllato, che funga anche da mercato di sfogo per loro produzioni non meglio vendibili.

Questa ipotesi di drastico abbattimento economico spiega perfettamente le scelte demolitive compiute negli ultimi tre anni in Italia . Tutto quadra, tutto ha una sua coerenza. Anche l’elevare la pressione fiscale a livelli tali che gli investimenti non possono ripartire. Anche il porre sui carburanti accise tanto alte, che il conseguente crollo dei consumi determina una calo del gettito di accise sui carburanti, oltre a un generale rincaro dei prezzi e abbassamento della domanda, dovuti ai maggiori costi per trasporto, e che abbatte ulteriormente il gettito fiscale.

La leva fiscale è usata per indurre imprese, capitali e cittadini capaci ad emigrare, a lasciar libero il territorio. Conosco consulenti che fanno proprio questo servizio alle aziende, aiutandole a restare legalmente operative in Italia, ma con sede, redditi e capitali esterizzati. Questo è stato il Salva-Italia di Monti ed è quello di Renzi che ne sta proseguendo l'agenda: un Accoppa-Italia, dunque. Precipitare il paese nella spirale dell’avvitamento fiscale facilità chi ne deve prendere il controllo da fuori.

E la supertassa per le supercars? I rivenditori italiani di Ferrari, Lamborghini e Maserati hanno avuto un crollo delle vendite, mentre i governi tedesco, francese e ungherese hanno introdotto norme che consentono di immatricolare tali automobili nei loro paesi risparmiando il 50% sul bollo e sull’assicurazione. Quindi il ricco italiano va là per comperarsi la supercar, e porta là il soldi del prezzo, del bollo e della polizza. E i rivenditori italiani si associano a partners stranieri per eludere il superbollo, trasferendo capitali e vetture all’estero. La Lamborghini se l’è già presa la Audi e ora fa concorrenza dura alla Ferrari, mentre la Maserati e la Ducati sono in procinto di essere rilevate da altri tedeschi.

Analoga la storia della supertassa sugli ormeggi dei natanti: i natanti e i loro utenti se ne vanno all’estero e ormeggiano in marine straniere e pagano là, con danno per le marine e il turismo italiano. Difficile credere che misure così anti-italiane non siano fatte allo scopo di far emigrare chi può emigrare. 

Però io credo che questo sia un bene (e non sto scherzando, lo farei anch’io!), perché il sistema Italia è tanto guasto e inemendabile, tanto asfittico e distruttivo, che spingere le imprese e le persone capaci e creative a trasferirsi in altri paesi sia veramente il modo migliore di fare il loro interesse. Un atto di amore. Inconfessabile, ma di amore. Esodo è bello. Resteranno, a contendersi il poco reddito e il poco welfare rimasti, le persone aventi scarso valore di mercato: i pigri, i vecchi, gli umanisti, i soggetti privi di utile formazione professionale. E naturalmente terranno loro compagnia i nostri superbi politici, i renditieri e i turisti di lusso che si godono il Belpaese come sempre, anzi più che mai.

Del resto, quando una società viene messa in forte e aperta interazione con società più grandi, più forti, più avanzate, più efficienti, come succede all’Italia nel contesto dell’Unione Europa, la storia mostra che quella società tende a dissolversi. Così come quando una società debole e “vecchia” viene esposta e compenetrata da popoli molto più prolifici e aggressivi. E anche questo è il caso dell’Italia.

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