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di Gabriele Adinolfi -

 

Tutto a posto dunque. Parlamento e Ue approvano il piano-Tsipras. Così come dice la
farsesca opposizione interna a Syriza esso consiste in "un accordo che verrà fatto sotto la pressione e la minaccia di una uscita dalla Ue. Sono previsti dai 50 ai 70 miliardi di prestito per lo sviluppo in tre anni e allo stesso tempo tagli e aumenti delle tasse tra i 10 e i 13 miliardi di euro. Dobbiamo chiarire alcune misure sulle pensioni, che nella nostra bozza sono chiamate "riforme" ma in realtà sono delle controriforme: non parlo di quelle baby, sul quale siamo sempre stati d'accordo al dare una stretta". Cioè Tsipras non ha offerto proprio nulla e sta rinnegando il voto domandato ai Greci il 5 luglio che apparentemente, e sottolineo apparentemente, sembra inutile.

L'altro nodo: "Abbiamo un aumento delle tasse indirette tramite l'Iva, e però non viene affrontato il problema del debito. Noi vogliamo che venga fatto da settembre in poi, anche se la Germania non vuole sentirne. Ma confidiamo nella pressione del Fmi". Tutto a posto, dunque, con lo strangolamento in cambio di una spalmata del debito e di una strozzatura ulteriore? Sembrerebbe di sì anche se non è affatto da escludere che ci siano irrigidimenti “sorprendenti” che lascino temere che salti tutto. Altrimenti come si potrà speculare ulteriormente sul panico borsistico?

Di fatto la partita è un'altra e i greci sono stati presi in ostaggio da Soros e dall'Fmi. La Germania non può accettare che si spalmi il debito, è a rischio la tenuta del suo governo e, poiché è difficile che trovi un compromesso, sarà chiamata a rottura. Ma se va a rottura ricerà il niet degli alleati pulcinella, in primis Francia e Italia, e consegnerà l'Eurozona alle speculazioni della City.

Frattanto Soros ha parlato chiarissimo: se volete che la situazione sia risolta (sempre e comunque ai danni del popolo greco) allora dovete indurire i rapporti con la Russia dove, mentre voi europei applicate le sanzioni, noi americani aumentiamo le esportazioni e soprattutto dovete accettare un'Europa aperta. Che in soldoni significa mandare in soffitta la proposta tedesca di creare una flotta europea d'intervento nella situazione nord-africana. E intanto, giorno dopo giorno, “salviamo” centinaia e centinaia di “profughi” e arricchiamo centinaia di Buzzi.

I greci sono carne da macello mentre la pressione è sulla Germania: le cose non si risolveranno così facilmente. L'obiettivo primario è di far saltare la ledership tedesca in Europa per creare il Salvatore, un Mr. Draghi per esempio che tirerà da fuori dal cilindro la formula magica per il compromesso, così avremo la ratifica del potere tecnobancario senza piùingerenze industriali o statlali.

Le due forbici della tenaglia che può sventare almeno in parte quest'incubo incombente sono perciò due: il governo tedesco e Alba Dorata.

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