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Salvatore Buzzi: "I politici del Pd di Roma e Lazio? Famelici, mai pagato così tanto".

Ha cominciato a parlare, Salvatore Buzzi. E a giudicare da quanto riportato ieri sera da La7, lo ha fatto in cinque interrogatori in carcere, due a giugno e tre a fine luglio, per difendersi dall’accusa di associazione di stampo mafioso, e raccontare ai magistrati una serie di particolari sulla corruzione ai politici della Capitale. Tanti da rischiare di far crollare l’intera impalcatura politica del Comune, ma anche della Regione.

Stando alla testata giornalistica diretta da Enrico Mentana, il re delle coop ha riesumato anche una vicenda che, nella campagna elettorale per le regionali del 2013, fece molto discutere. “Il palazzo della provincia all’Eur, comprato da Zingaretti prima della costruzione? Secondo Odevaine presero soldi il capo di gabinetto Maurizio Venafro, il segretario generale Cavicchia e Peppe Cionci per Zingaretti“.

Insomma il grande manager del mondo di mezzo è sicuro: Cionci, l’imprenditore che aveva raccolto soldi per le campagne elettorali di Zingaretti e di Ignazio Marino, per Buzzi sarebbe coinvolto anche “nella gara per il calore (l’energia negli ospedali del Lazio ndr), un appalto da un miliardo e duecento milioni oggetto di una spartizione millimetrica”.

Una vicenda che fa entrare nel fango di mafia capitale, per quanto proprio l’associazione mafiosa sia uno dei capisaldi dell’inchiesta che la strategia difensiva dei legali di Buzzi intende abbattere, la provincia di Roma e il suo ultimo presidente eletto, cioè l’attuale governatore Nicola Zingaretti.

Ovviamente nelle carte che stanno pian piano venendo alla luce c’è dell’altro, dai soldi ai consiglieri comunali e regionali al marchio di “famelici” affibbiato a esponenti assai in vista del Pd e delle partecipate del Comune, tra cui l’ex capogruppo Coratti e l’ex ad Panzironi, ai conti pagati all’ex presidente del municipio di Ostia Tassone.

Quindi, Buzzi ha parlato. E ora rischia di venir giù l’intera impalcatura politica romana.

 

Fonte: Il Giornale d'Italia

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