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e di Europa romano-greco-germanica

 
 
(Gabriele Adinolfi) - Durante l'estate del 1973 la maggior parte dei quotidiani italiani cambiò di proprietà senza che la gente se ne rendesse conto. Era un'operazione immaginata dalla Commissione Trilaterale e da Henry Kissinger per spostare l'asse politico italiano e permettere d'includere il Partito comunista nella maggioranza sottogovernativa. L'opinione pubblica si lasciò soggiogare e quasi nessuno capì in seguito la correlazione tra le manovre estive e la stagione dello stragismo che esplose implacabile subito dopo, essendo parte integrante di quella strategia. Per certi versi l'estate del 2015 ripercorre gli schemi sinistri di quarantuno anni fa.
 
Centrali ieri Allora esistevano delle centrali che perseguivano una strategia e che sconvolsero l'intero scenario mondiale travolgendo tutti coloro che vivevano alla giornata. Non si trattava di una centrale unica, ce n'erano diverse, anche parzialmente rivali tra loro, ma ce ne fu una che le condusse a sintesi, forte della potenza del segretariato di Stato americano e, soprattutto, della rete mondiale del CFR (Council of Foreign Research), un think tank privato che dal 1932 ad oggi ha prodotto ininterrottamente le amministrazioni della Casa Bianca, Kennedy escluso, e affondava i suoi gangli in Europa.
 
Centrali oggi Oggi di vere e proprie entità strategiche ne annoveriamo due, vale a dire l'immancabile CFR e la Open Society del finanziere Soros. A queste, da noi e nella BCE si assomma il partito gesuita (Draghi, Bergoglio, Mattarella, pool Renzi). I tre soggetti su una cosa sono compatti e cooperativi: l'invasione dell'Europa da parte d'immigrati africani a ondate di milioni e milioni. Non lo nascondono, anzi, ne fanno un vanto e una predica.
 
Soros In quanto a Soros, all'indomani della “crisi greca” uscì allo scoperto senza minimamente celare il fatto di essere il padrone di Syriza e di Tsipras e dettò le condizioni delle trattative. Erano queste. “L'Europa deve sapere che ha ora due fronti, uno a est e uno a sud. A est si devono prendere le distanze dalla Russia, a sud si deve aprire a ondate di migranti. La Germania deve ridurre le sue pretese di leadership”. Detto fatto. Tutto quel che succede lo vedete da voi.
 
CFR Non solo Soros. Il CFR lo scorso anno pubblicò un documento nel quale rivelava di avere due sole preoccupazioni reali e di essere disposto a tutto, anche a scatenare una guerra mondiale, pur di sventare quanto temeva. I due timori erano: un'Europa compatta a dirigenza tedesca e un'intesa organica germanorussa. Tutto il 2015 è leggibile come un'azione americana contro l'Europa e in particolare la Germania. Anche lo scandalo Volkswagen, come appare sempre più chiaro leggendo la stampa specializzata, non è altro che questo, essendo lo stesso escamotage utilizzato da altre marche automobilistiche che restano indisturbate.
 
Spartizione Ancora al CFR una relazione interna di pochi mesi fa, sempre nell'ottica anti-europea e anti-tedesca, proponeva la divisione della UE in tre zone d'influenza da affidare alla Polonia (est), alla Francia (ovest) e a Israele (sud). Per realizzare questo disegno era – ed è – necessario far leva su sentimenti antirussi e antitedeschi alle frontiere orientali e separare la Francia dalla Germania nel cuore della UE. Tutto quanto accade da qualche settimana va in quella direzione. Ma c'è di più. La Polonia, con l'intervento alla testa dei Paesi ex comunisti refrattari all'invasione migrante, ma contrassegnata comunque da un'apertura di trattative, si è candidata a sostituire l'influenza regionale tedesca. A sud Israele ha siglato accordi strategici con la Grecia. A ovest non solo dalla Francia è partita la critica finanziaria alla Germania ma si è proposta la candidatura transalpina per un ruolo di punta in Siria. Dove, va detto en passant, tutti ma proprio tutti (anche russi e tedeschi) sono concordi con Israele per difendere i suoi interessi e impedire ai turchi di combattere i curdi che sono la narcomilizia su cui Soros e Tel Aviv fanno affidamento per smembrare Siria, Iraq, Iran e Turchia.
 
Apocalipse now Queste le manovre che hanno preceduto l'autunno. Cosa ne conseguirà? Ancora ondate di migranti (che sono piene zeppe di ufficiali wahhabbiti di Al Nusra), tensioni etniche e probabile terrorismo non sono che quanto tutti purtroppo ci si aspetta. Tuttavia le manovre in atto lasciano paventare scenari ben più apocalittici e, con lo sfondamento anti-tedesco, possiamo dire che non esiste più alcun perno sul quale far leva. Bisogna attraversare l'apocalisse acquisendo assialità virile e imperiale e rifiutando i due sentimenti meno virili e più ingannevoli che esistano: la speranza e l'angoscia. Facendo leva sulla stirpe, sullo spirito e la civiltà, sull'autonomia e l'anarco-gerarchia dobbiamo opporre a tutto ciò l'Europa. Che è romana di spirito e legge, greca di anima, germanica di fibra e che altro non può essere. Poi quando avrete finito la vostra goduria de eunuchi per le disgrazie tedesche, magari ci proveremo

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