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di Saveryø Tœmmasy -


Dunque. Flavia, sulla pagina del semicolto Tommasi, esprime in modo pacato i problemi del suo quartiere romano. Lo vive tutti i giorni e conosce il disagio provocato dal degrado. Una descrizione pulita, semplice, ben fatta. Tommasi trova in Flavia un bersaglio semplice: sei razzista, non sai ragionare, addirittura non sai AMARE. Ecco, caro Tommasi, sei un vile, un verme, un piccolo uomo con le dita sporche di merda.

Sei lo sgherro del potere, l'aguzzino culturale del pensiero unico globalista, la gemmazione finale di una sinistra che è passata dagli operai ai rom, dalle fabbriche agli aperitivi. Dall'alto di cosa dici impunemente a una ragazza che non è capace di AMARE? Dal tuo Pc del cazzo col culo al caldo sulla sdraio in terrazza? Ora che l'hai sbeffeggiata ti senti meglio, bulletto nano toscCANE? Ora che l'hai esposta al livore dei tuoi leccapiedi analfabeti politici e sociali riesci ancora a guardare in faccia tua figlia?

Ti dichiari di sinistra, ma sei solo un minuscolo borghese antinazionale, lacchè indegno della peggiore strategia possibile, quella del dirittismo coatto, del politicamente corretto violento e gretto, quella dei ribelli moderati in Siria, di Euromaidan, del femminismo prevaricatore, della negazione delle differenze biologiche e del rigetto totale del socialismo.

Be', sai cosa, leoncino da tastiera? SIAMO IN TANTI CON FLAVIA E NON LA LASCEREMO MAI SOLA. FIERI E BECERI, COL CUORE GRANDE COSÌ, ARMATI DELLA NOSTRA RABBIA, CI TROVERAI ALLA SAGRA DELLA SALSICCIA A GUARDARE LA LUNA, SOGNANTI, PENSANDO CHE, SÌ, PRIMA O POI NOI RITORNEREMO. E SARANNO CAZZI TUOI.

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