Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

6 febbraio 2014. Quel giorno duecento migranti africani hanno la sconsiderata idea di tuffarsi in mare dal territorio marocchino intorno a Ceuta per cercare di raggiungere la spiaggia dell'enclave spagnola. Ad aspettarli trovano un reparto della Guardia Civil che li accoglie a colpi di lacrimogeni e proiettili di plastica. In pochi minuti 14 migranti colpiti alla testa dai proiettili di plastica o svenuti per l'effetto del gas, scompaiono tra le onde e riemergono cadaveri. I malconci sopravvissuti vengono invece ripescati, imprigionati e immediatamente rispediti in Marocco.

E' la via spagnola all'accoglienza fatta di triple barriere alte sei metri incorniciate da tagliente filo spinato. E botte da orbi per chi riesce ad oltrepassarle. Ma se non bastano quelli, anche lacrimogeni e proiettili di plastica. E se alla fine qualcuno mette piede - nonostante tutto - nella terra promessa il respingimento non è certo un problema. Prima ancora di aver invocato il diritto all'asilo, lo sfortunato migrante si ritroverà pesto e ammanettato su un furgone della Guardia Civil che lo ributterà su quel versante marocchino da cui s'era illuso di prendere il volo. Altro che Viktor Orban, qui si fa sul serio. Si spara. In confronto a quanto succede ogni giorno ai confini di Ceuta e Melilla, le immagini che giungono da Grecia, Macedonia e Ungheria rappresentano una felice Disneyland.

La prima barriera eretta intorno all'enclave di Ceuta, in Marocco, risale al 1993, ovvero ai tempi dell'illuminato governo socialista di Felipe Gonzales. E anche la tripla barriera dell'altra enclave di Melilla costata, nel 2005, oltre 33 milioni di euro, alta più di sei metri e costellata di sensori ottici e sonori è figlia non dell'odio xenofobo di qualche estremista di destra, ma del governo di sinistra di Luis Zapatero.

Funziona?

In Italia quest'anno sono già sbarcati 125mila immigrati e in Grecia più di 230mila. In Spagna, invece, gli arrivi superano a stento quota duemila. Fate un po' voi.

 

Molto liberamente tratto da un articolo di Gian Micalessian

Condividi post

Repost 0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: