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Noi nell'Apocalisse

di Gabriele Adinolfi -

Le primavere arabe sono diventate l’autunno d’Europa. La lunga marcia del Campo dei Santi, scandita, come attestano i filmati, sugli slogan dell’Isis, è stata esaltata dai media – tutti di proprietà sospetta. Le varie piovre “umanitarie” si sono mobilitate e hanno fatto in modo di mettere in evidenza solo quei servitori sciocchi che in Austria e in Baviera hanno accolto battendo le mani a comando i nuovi invasori. Già negli anni Quaranta fu utilizzato lo stesso espediente quando vennero filmate le prostitute accorse in cerca di contratti carnali, i camorristi e le cellule comuniste convocate da Togliatti che applaudivano l’entrata dell’invasore nelle nostre città. Erano quattro gatti e nell’immaginario divennero il popolo. La stessa cosa accade oggi con i militanti mobilitati davanti alle telecamere dei media che obbediscono agli ordini impartiti. Questi vengono da New York (l’Onu), da Soros, dal Papa, con il silenzio complice e soddisfatto di Pechino.
Cosa accadrà domani
Ci hanno informato, i padroni dei media e i burattinai dei papponi del buonismo stile Buzzi-Odevaine, che l’emergenza durerà vent’anni e che dovremo accogliere al più presto duecento milioni di profughi. Da guerre che spesso non esistono e che, quando esistono, sono state provocate proprio da coloro che oggi ci chiedono di lasciarci sommergere. I disegni sono chiari e sono anche stati formalizzati nelle relazioni al Cfr e al Congresso americano. Siamo al penultimo atto della Seconda Guerra Mondiale che fu scatenata per sterminare i nostri popoli, il nostro gene, l’Europa e la Civiltà e che non è mai finita.
Ci torneremo nei dettagli. Per ora preme ricordare a chi non ha mandato il cervello completamente all’ammasso che l’Europa accogliente tanto esaltata oggi dalla Mogherini è un’invenzione propagandistica. L’Europa subisce passiva un’invasione che la mette in pericolo di sopravvivenza, non come Ue ma come società, culture, etnie. Un cataclisma globale che la gente non capisce, che non vuole, che subisce e che spera, povera illusa, possa essere un disastro passeggero. Ma nella commedia quella stessa gente viene rappresentata ben diversamente della realtà sicché la maggioranza viene incalzata da complessi di colpa e paure di scomunica.
Noi inutili
Va anche detto che perché ciò non avvenisse nulla è stato fatto da parte di chi aveva tutti gli strumenti per prevederlo e va registrato che chi si oppone oggi a quest’invasione troppo spesso lo fa prigioniero del pregiudizio democratico secondo il quale la gente potrebbe far qualcosa senza essere stata organizzata solidamente e seriamente prima da una minoranza d’avanguardia. Lo fa prigioniero dei meccanismi della società dell’avanspettacolo che si esaurisce nel twitter, nel face book, nei talk show e poi punta a far raccogliere voti alla valvola di sfogo di turno (Salvini o Marine Le Pen) senza che sia fatto nulla perché le cose cambino radicalmente. Può essere piacevole sentire – talvolta – una voce contro ma a cosa serve se non c’era prima e non c’è in seguito alcunché che contrasti il nemico in ogni fronte e su ogni piano? A cosa serve che qualcuno ululi alla luna se non ha le zanne né, in alternativa, la capacità di costruirsi pascoli liberi e autonomi? Chi parla controcorrente aumenterà voti, così come le Caritas varie aumenteranno i guadagni nell’aumento dei “migranti” e tutto ciò sarà sempre e solo la stessa tragicommedia.
Confessiamolo: di fronte all’avanzata travolgente dell’ultimo esercito di coloro che ci hanno invaso già da settantadue anni siamo impotenti, patetici e grotteschi.
Per ora serve
Ci saranno reazioni spontanee che ci permetteranno di correggere in corsa tutti i nostri errori? Non lo so, me lo auguro e, soprattutto, intendo perseverare nell’agire per costruire una minoranza qualificata, con metodo, al di fuori dall’avanspettacolo e perché possa intervenire in qualcosa nei nostri destini.
Per ora mi appello perlomeno a chi ha la freddezza e il coraggio di prendere atto di tutto ciò e di smettere di delegare illusioni. Non esiste alcun dio che combatte al posto di colui che invece di farlo prega, né alcun futuro per chi s’attende qualcosa dalle elezioni o dall’implosione del sistema che non è mai stato così forte come lo è adesso.
Servono nervi saldi e cuori traboccanti da parte di gente che abbia mantenuto un minimo della virilità olimpica che il nemico sta combattendo così accanitamente. Gente che non nutra speranze, che non provi angosce e men che meno cerchi risposte da altri invece di darle da sé.

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