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Sciacalli di tutto il mondo unitevi

di Gabriele Adinolfi -

 

Non avevo detto nulla perché lo ritenevo inutile. Ma quella foto di un bambino affogato in un mare in tempesta, con abiti non stracciati, non stropicciati, non rovinati dal sale e dal sole, quella postura compostamente adagiata e la presenza provvidenziale di reporter-avvoltoi, mi suonavano di falso. D'altronde ci fanno marciare con i falsi, lo hanno imposto fin dalla nostra "liberazione" con registi come Hitchcock e Capra che inscenavano scene di giubilo o di morte con le comparse ed il ciack.
In Iraq entrammo in guerra, assalendo un popolo sovrano, perché ci mostrarono le foto di un cormorano impiastricciato di petrolio che arrancava in acqua: vittima di Saddam si disse e il nostro io profondo, ormai siamo tutti, maschi compresi, delle povere, isteriche mamme, si ribellò alla sorte del pennuto, ché degli uomini che combattono non ci frega nulla. Si seppe poi che la foto era relativa a un disastro ecologico avvenuto altrove e in un altro momento.
Per sostenere le milizie della droga in Kosovo facemmo sfilare i nostri soldati come comparse che impersonavano profughi in fuga da pulizie etniche, e così promuovemmo sul serio una pulizia etnica nel senso contrario, con tanto di espianto d'organi da vivo e di traffico internazionale.
Oggi siamo alle solite e, finalmente, inizia a trapelare qualcosa.

Perché però conta poco smascherare quest'ennesimo ignobile falso? Perché, ci obietterebbero la solita banalità: "sarà magari anche un falso ma i bambini muoiono davvero e quindi ben venga un falso che mobilita le coscienze!". Non sono d'accordo sul principio perché il falso è sempre velenoso e corrosivo, ma soprassediamo e fingiamo che ci possa stare. Il problema più grosso non risiede infatti nel falso in sé e neppure nei cervelli all'ammasso di un'opinione pubblica che nemmeno ha scorto dai particolari come tutto fosse truccato: il problema è nel cervello che non s'usa più.
Cosa ci dicono le "non-bestie", ovvero quelli che hanno bombardato Iraq, Siria e Libia e che riforniscono puntualmente l'Isis, i miliziani curdi della droga e i narcoguerriglieri jihadisti-sorosiani? Che bisogna aprire le frontiere per evitare che gli annegamenti si ripetano.
Non mi addentro qui in quisquilie (terrorismo, ingiustizie sociali, frizioni etniche, scontri culturali ecc) ma mi attengo alla logica, sapete quella sconosciuta messa al bando perché dev'essere una cosa bestiale, forse perfino fascista.

I bambini che muoiono annegati non annegano perché li respingiamo ma mentre s'imbarcano. Attenendoci alla versione di comodo forniteci dalle "non-bestie" la colpa è degli scafisti. Cosa muove gli scafisti? La stessa identica molla che muove le associazioni "caritatevoli": il guadagno facile, la speculazione.
Ergo, più le frontiere sono aperte, più cresce la domanda, quindi il guadagno e la speculazione. Perciò più accettiamo immigrati più ammazziamo bambini. Se mettiamo fine all'invasione di massa e magari anche alla guerra laggiù, chessò magari smettendo di armare i tagliagola, i bambini la smetteranno di annegare.
Ma non datemi retta, sono pensieri bestiali, è una logica bestiale. Meglio seguire quella delle "non-bestie" che si sta dimostrando così avveduta, saggia e lungimirante.

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