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Seguendo la sua natura infida, il Pd renziano a Roma gioca su due tavoli e mentre afferma di volere Marino fuori dalle palle, nei fatti cerca di invogliarlo a rimanere. Un gioco sporco sulla pelle dei romani.

(Gianni Fraschetti) - Davanti a tremila persone radunate per l'occorrenza un Marino sempre più "stonato", dopo aver citato Che Guevara, annuncia ai suoi supposti sotenitori che lui non li deluderà. E dunque la telenovela continua, con il forte sospetto, per non dire la certezza, che dietro a questo ripensamento e soprattutto alla mobilitazione di piazza ci sia proprio il Pd, che da una parte afferma di volere resettare il Comune ma dall'altra trema solo all'idea di dovere affrontare il copro elettorale e, soprattutto, la corposa possibilità di non arrivare nemmeno al ballottaggio, e allora, sotto sotto e nemmeno troppo, istiga Marino alla resistenza e gli apparecchia una piazza ad hoc che lo implora a restare. 

Credo che nella storia d'Italia non sia mai esistita una formazione politica più disgustosa, priva di ideali, etica e morale del Pd, specie nella su ultima versione renziana. Se l'Italia non troverà il modo di liberarsene ci trascinerà tutti nell'abisso.

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