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Pochi paesi, pochissimi, potrebbero fare quel che sta facendo ora la Russia in Siria. Uno sforzo militare ed economico prolungato e uno sfoggio di tecnologia alla portata solo di economie con solide basi.

(Alexander Mercouris) - Chiunque legga i media occidentali sull’intervento della Russia in Siria noterà che una nota di perplessità s’è insinuata. Come può la Russia, il Paese “che non produce nulla”, la cui economia è presumibilmente più piccola di quelle di Gran Bretagna o Spagna, e che si dice essere economicamente alle corde, condurre una campagna aerea in Siria? La sintetica, e ovvia, risposta è che l’economia della Russia è molto più grande di quanto politici e commentatori occidentali immaginano. Non solo Gran Bretagna e Spagna non potrebbero attuare il tipo di operazioni aeree che i russi conducono in Siria.

Non possono avere un’enorme programma spaziale, sviluppare missili come gli Angara, costruire un centro spaziale come Vostochnij, sviluppare l’Artico, costruire rompighiaccio a propulsione nucleare e nutrirsi. Né possono costruire un ponte più rapidamente di quanto i russi facciano in Crimea. Né possono creare alternative a Google come Yandex, o alternative al GPS come GLONASS, o alternative allo SWIFT come i russi hanno fatto in pochi mesi. Nella produzione militare, qualsiasi idea che uno Stato europeo possa sviluppare contemporaneamente caccia di quinta generazione, come il Su T-50, carri armati, come l’Armata, sottomarini, come gli Jasen e Borej, o missili come i Bulava e Jars, è pura fantasia. La Russia fa tutte queste cose, e molto altro. 

Li fa senza sforzo. Nel pieno di una recessione e con un deficit di bilancio da 3% del PIL, meno di Gran Bretagna o Spagna; quanto gli Stati Uniti. La sua bilancia commerciale è in attivo. Lungi dall’essere economicamente esausta, la Russia ha un debito molto più basso di qualsiasi Stato occidentale.

Il popolo russo accetta un tenore di vita inferiore per pagare queste cose? Difficilmente! Fino a quest’anno il tenore di vita cresce annualmente in Russia dal 1998. La caduta di quest’anno del tenore di vita è dovuta dall’inflazione comportata dalla svalutazione nello scorso anno del rublo. Ora è acqua passata. Secondo le mie impressioni necessariamente soggettive, gli standard di vita in gran parte della Russia, soprattutto a Mosca, ora reggono il confronto con i migliori d’Europa. Ci si domanda, la Russia può fare queste cose solo grazie ai soldi dalle vendite di energia?

Non solo ciò è grandemente esagerato, il settore energetico rappresenta solo il 16% del PIL della Russia, e si tratta dell’industria energetica, come se non fosse una risorsa, il che è assurdo. Inoltre, dicendo ciò s’ignora il fatto la Russia fa bene le cose che fa. La maggior parte delle persone accetta le misure convenzionali del PIL della Russia sulla base errata dei dollari USA. FMI e Banca mondiale preferiscono stimare il PIL della Russia sulla base del potere d’acquisto. 

Su tale base la Russia è la quinta maggiore economia del mondo, dalle dimensioni della Germania. Anche tale stima a mio parere è sbagliata. Non che le statistiche lo siano, è che ciò che viene confrontato sono piuttosto dati statistici di due economie totalmente diverse. Conosco bene la Germania. Posso dire con certezza che l’economia della Russia opera su una scala molto più grande. E’ fisicamente impossibile per la Germania fare molte delle cose che la Russia fa senza sforzo. Al contrario non c’è nulla della Germania che la Russia non possa fare se vi s’impegnasse. Le uniche economie che possono gareggiare o sorpassare la Russia per profondità tecnologica e di risorse, potendo fare tutte le cose che la Russia fa, sono quelle di Cina e Stati Uniti. India, Germania e Giappone possono anche fare alcune delle cose che la Russia fa, ma non tutte. Alcun altro Stato vi si avvicina.

 

 

Fonte: Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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