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I giovani del 1983 e quelli di oggi in un doppio sondaggio de L'Espresso. Ieri pronti a morire per le proprie idee, oggi hanno la De Filippi come modello. Tanti elementi hanno contribuito a questo risultato, ma al primo posto vanno sicuramente messe le televisioni di Berlusconi che hanno proposto e imposto modelli da voltastomaco. 

(Gianni Candotto) - L’Espresso in questi giorni sta pubblicando una serie di sondaggi sui giovani d’oggi. Età tra i 14 e i 18 anni. La prima domanda riguarda “chi è il personaggio di successo che ti ispira di più?” e la risposta è la più sconfortante possibile: stravince Maria de Filippi, seguita a da Valentino Rossi, Fedez, Buffon e Pif.

Zero fiducia nel futuro, pronti a scappare all’estero, totalmente disinteressati alla politica di cui non hanno nemmeno un’opinione personale e alla domanda “ti senti più di destra o di sinistra?” una marea di loro risponde con un idiota “non so”. Questo è il ritratto degli adolescenti italiani secondo il sondaggio.

Ma l’Espresso rincara la dose e ci mostra i dati di un sondaggio simile effettuato nel 1983. Nel 1983 i giovani (almeno a parole) si dichiaravano pronti a morire per le proprie idee (70%); si dichiaravano soddisfatti di vivere in Italia (89%), solo il 21% dichiarava di non aver idee politiche, anche se la maggioranza non si interessava attivamente di politica e avevano una grandissima fiducia nel futuro (alla domanda: pensate che la vostra vita sarà più felice o meno di quella dei vostri genitori il 70,1% rispondeva più felice e solo il 4,6% ipotizzava un futuro peggiore).

Cosa ha distrutto la nostra gioventù in questi 30 anni?
E’ stata la scuola? E’ stata la televisione? E’ stato il consumismo capitalista? E’ stata la politica?
Non c’è una risposta univoca. Di certo assistiamo a un volontà di distruggere completamente l’identità delle persone.

 
Distruggere l’identità nazionale: ancora nel 1983 oltre la metà degli adolescenti intervistati riteneva “il valore della Patria” come fondante, oggi parlare “di valore della Patria” fa sorridere i nostri adolescenti. E per distruggerla meglio bisogna importare maree di immigrati.
Distruggere l’identità culturale: oggi nemmeno la lingua italiana esiste più, è sostituita da un ibrido pieno di anglismi d’accatto e di dialoghi sincopati Facebook tra giovani che un nostro antenato non saprebbe nemmeno comprendere. La scuola è un ricettacolo di professori sessantottini che ha ucciso la cultura che avrebbe dovuto diffondere in nome di ideologie d’accatto.


Distruggere l’identità religiosa: ridicolizzare la propria religione è diventata la norma genuflettendosi  impauriti  di fronte alle altre (eh gli islamici si incazzano sul serio altro che i nostri preti interessati all’obolo e alla gestione dei “migranti”): perché bisogno esaltare il diverso se si vuole distruggere l’uguale identitario.
Distruggere l’identità sessuale: oggi bisogna eliminare, con una operazione ideologica che parte dalle scuole per arrivare alla televisione e alle istutizioni, tutto ciò che identifichi l’uomo e la donna. Deve essere tutto generico. Tutto gender.


E dove porta tutta questa operazione combinata?
Alla creazione di un uomo senza identità, senza cultura, senza interessi che non siano quelli di un consumatore di prodotti. Un individuo, anzi un atomo, privo di qualsiasi spessore, ma infinitamente manipolabile e infinitamente utilizzabile dalla propaganda mercantilista del capitalismo multinazionale.

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