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(Gianni Fraschetti) - La stampa europea sostiene che il fronte repubblicano, una via di mezzo tra il nostro vecchio arco costituzionale, ancor più sfacciatamente settario, se possibile, e il nascente partito della nazione di Renzi, in salsa bernese, ha sbarrato la strada al movimento della Le Pen. Nel rendicontarci di ciò, tutti, ovviamente, fanno finta di ignorare che l'oggetto del contendere dei ballottaggi era (al massimo) l'amministrazione di qualche regione francese, non certo l'Eliseo. Fanfalucche, pinzillacchere. 

Il Front poteva sì aspirare a qualcosa, ma si trattava di amministrazioni locali che lo avrebbero invischiato  sabotandone ogni mossa. Una polpetta più che avvelenata, dunque. Tossica. Quelli poi che “Marion non è Marine” e si attendono non si sa perché da lei una svolta verso la linea di Alba Dorata che nessun altro partito occidentale, et pour cause, porta avanti, possono essere particolarmente soddisfatti. Se la pulzella (anni 26) avesse vinto nella sua Regione avrebbe dovuto poi vedersela con il meglio di tutte le mafie locali ed europee che lì sono radicate, onnipotenti, fanno affari d'oro e non scherzano nemmeno un po'. Provenza-Costa Azzurra è un po' come essere eletti in Sicilia e Calabria. Ma forse sono ottimista.

La tenaglia repubblicana evocata da Valls, novello druido del globalismo, si è dunque chiusa, come da copione. Micidiale. Feroce come solo la forza della disperazione di una classe dirigente all'ultima spiaggia può esserlo. E la Francia si è alfine svegliata, “salvata” da quello che veniva definito l’incubo, lo choc, lo sfregio, l’insulto di un FN alla guida di parti importanti del territorio francese. Ma siamo sicuri che sia andata proprio così? Oppure una ragazzina che fa politica da tre anni e sarebbe stata divorata e spolpata, si è invece salvata e può continuare a far sperare? 

Certi toni da crociata per "salvare" la Francia e certe evocazioni di guerre civili imminenti sono stati talmente distanti dalla realtà che per il momento, fatti i debiti conti, una sola cosa è chiara che più chiara non si può. E sono i numeri.

Sono decenni che questo becero marchingegno elettorale, costruito per difendere la "conventio ad excludendum" transalpina scatta per fermare il Front national. E funziona sempre peggio. Non è davvero un caso che Le Figaro abbia messo in rilievo che “dal 2012 gli eletti del FN non hanno mai smesso di aumentare".

Senza andare lontano ricordiamo che tre anni fa i deputati frontisti erano due, tre quelli europei, 59 i consiglieri municipali e solo un frontista siedeva in un Consigliere regionale. Oggi ai due deputati nazionali si aggiungono due senatori, 24 deputati europei, 1544 consiglieri municipali, 358 consiglieri regionali e 62 dipartimentali.

Che ne dite, impressionante no? FN marcia dunque spedito verso le presidenziali, dove la patetica rappresentazione messa su in tutta fretta da Sarkozy  e Hollande  avrà parecchi problemi ad andare in scena un'altra volta. Nel frattempo il governo Valls è bocciato su tutta la linea. Più dell'amministrazione Alemanno che prese la ormai storica legnata da Marino. Hollande e i soicialisti sono riusciti a fare di peggio. Ed è tutto dire.

 

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