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Scommetto che questa chicca ve la siete persa..

A giugno 2015, ben 102 europarlamentari sono partiti alla volta delle isole Fiji per un' assemblea paritetica con i rappresentanti di Africa, Caraibi, Oceania per parlare dei problemi climatici...Una delle schifezze che periodicamente si organizzano per fare svagare i "pupi" che evidentemente lavorano troppo.

Il viaggetto è costato ai contribuenti europei ( quindi anche noi) più di un milione di euro, ma il punto sul quale mi voglio soffermare però non è questo. La mia attenzione si concentra infatti su un aggettivo e un nome proprio che accostati l'uno all'altra mi fanno esplodere le arterie ogni volta che li leggo insieme:

E cioè " italiana" e "Kyenge"

Perché nell' articolo si legge che "...a guidare la pattuglia targata Ue, con il ruolo di vicepresidente dell' assemblea, Cécile Kyenge, unica italiana insieme al grillino Ignazio Corrao."

Italiana... ITALIANA? ITALIANA?!!

Di italiani li era presente, ed è già un bel risultato di cui vergognarsi, il grillino, perché qualcuno ci dovrà pur spiegare cosa avrebbe di italiano la "signora" Kyenge. Siamo spiacenti per lei e per i suoi fans, ma sarebbe meglio che se ne facessero una ragione di vita. Non è italiana e non lo sarà mai e non per una questione di pelle. Gli Ascari eritrei e somali erano negri ma erano italiani. Italiani orgogliosi, che combattevano e morivano per difendere la nostra bandiera, più di tanti bellimbusti nati qui.

Dunque il colore della pelle non c'entra un tubo e la mia non vuole assolutamente essere, come non è, un'affermazione razzista ( e non me ne frega nulla degli scemi che lo dovessero continuare a pensare) tracimata a fior di labbra, o meglio in punta di penna, per il rinomato disprezzo che nutro per questa orrida persona, ma è una semplice constatazione. Ragioniamo.

Cecile e' nata in Congo da una tribù locale nera e suo padre, oltre a essere musulmano e poligamo, pure oggi si diletta a fare stregonerie varie vestito da sciamano e con le piume in testa. La nostra eroina in quella tribù ci cresce fino alla maggiore età, acquisendone tutta la cultura e tradizione tipica, poi arriva qui DA CLANDESTINA, tramite i soliti giri, attraverso la Chiesa (e non una moschea), si fa appioppare una borsa di studio e, non si sa bene con che voto di laurea, diviene un'oculista (io cieca, piuttosto che farmi curare da lei).

Poi per uno di quei casi tipici della commedia all'italiana, nei quali si parla di "morti di figa" pronti a tutto pur di..., acchiappa un italiano tra i più brutti che la mia madre patria abbia generato, si fa impalmare, scodella due simpatiche frugolette ( più orrende della madre) e acquisisce con ciò la nostra cittadinanza. Dopo di che, divenuta Ministro, tira anche una bella pedata nel culo al marito supercesso levandeselo dai coglioni. E sulla base di questi presupposti la tipa sarebbe italiana?

No, cari miei, mi spiace ma non le riconosco questo diritto. Non è certo l'aver sposato uno sfigato cronico che ti fa diventare italiana, bella mia.

Perché se la Kyenge è italiana,  allora essendo io europea e di nonna tedesca, potrei anche dire che più che mediterranea mi avvicino al genere nordico. Alla Schiffer per capirci, almeno per tratti somatici simili. Una bella Brunilde teutoburgica. Bionda, alta, guerriera e incazzata come un picchio. Una vera castigamatti per certi sorci brutti, neri, sporchi e cattivi.

Ma Cecile li ha mai notati i suoi lineamenti e tratti somatici?

O ha gli specchi di legno in casa?

Lei può, anzi deve, proclamarsi, con pieno orgoglio, africana. Una africana che per caso (lo sfigato morto di figa) ha ottenuto (purtroppo) la cittadinanza italiana. Perchè da qui a credere sul serio di esserlo, mi spiace di nuovo per lei, c'e' un abisso laurenziano in mezzo.

Dunque le do un consiglio cara Cecile, e lo dico per per lei stessa: faccia un grande piacere a noi tutti, la smetta di farsi passare come una da curare, un patetico caso sociale che rinnega le proprie origini e la smetta di dichiararsi italiana perché la gente le ride dietro..

Anche perché è solo grazie al folklore delle sue origini che lei ha potuto appoggiare quel suo sedere ipertrofico e flaccido su una poltrona ministeriale italiana, e solo unicamente grazie a un partito che ha ormai perduto il ben dell'intelletto.

Grazie al cielo è durata poco, ma in quel poco ha fatto enormi danni agli italiani. Danni che prima o poi pagherà, perché sia lei che i suoi clandestini africani, i suoi fratelli, conterranei e concittadini avete ridotto la mia Italia una latrina a cielo aperto.

Ripeto, se ne faccia una ragione...

Lei non è e non sarà mai italiana e alle Fiji hanno visto solo un'africana un po' fuori di testa che pensava di rappresentare la Patria di Dante.

E per finire, vatteneaffanculo te, le gite alle Fiji, e la poltiglia meticcia che vorreste far divenire l'Italia.

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