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...PENSIAMO ALLE SOFFERENZE ATROCI CHE INFLIGGIAMO A ESSERI VIVENTI E SENZIENTI. 

 

SEMPRE A PROPOSITO DI CATTIVISSIMI NAZISTI

Il 24 novembre 1933 il cancelliere Adolf Hitler firmò la “Legge sulla protezione degli animali”,Tierschutgesetz. Il testo ufficiale fu pubblicato nelReichgesetzblatt, Gazzetta Ufficiale del Reich, n. 132 del 25 novembre 1933, alle pagine 987-989.

La legge è suddivisa nelle seguenti sezioni:

  1. Crudeltà contro gli animali
  2. Misure per la protezione degli animali
  3. Esperimenti sugli animali vivi
  4. Provvedimenti per le pene
  5. Conclusione

La legge era stata preceduta da varie iniziative locali, specialmente in Prussia e in Baviera. Nell’agosto del 1933, in Prussia, Hermann Göring aveva abolito la vivisezione. I colpevoli rischiavano di finire in campo di concentramento. La decisione di Göring venne presentata in un articolo di R. O. Schmidt pubblicato su Die Weisse Fahne 14, 1933, pagine 710-711.

... Ben rileva Schopenhauer che il cristianesimo, «contrariamente alla natura, ha staccato l’essere umano dal mondo degli animali, al quale esso essenzialmente appar­tiene, dando valore esclu­si­vamente all’uomo e considerando gli animali addirittura come cose […] Il suddetto errore fondamentale è però la conseguenza della creazione dal nulla, secondo la quale il creatore (capp. 1 e 9 del Genesi) consegna all’uomo affinché li domini, cioè faccia di essi quello che vuole, tutti gli animali, come se fossero delle cose e senza nessuna raccomandazione di trattarli bene, come fa persino un venditore di cani quando si separa dai suoi cuccioli; dopo di ciò, nel secondo capitolo, il creatore eleva l’uomo al posto di primo professore di zoologia, dandogli l’incarico di scegliere i nomi che essi avrebbero dovuto portare per sempre; questo è di nuovo soltanto un simbolo della loro completa dipendenza dall’uomo, vale a dire della loro privazione di ogni diritto >>
Ed ancora, implacabile:
«Evidentemente è giunta l’ora di porre fine in Europa alla concezione ebraica della natura, almeno riguardo agli animali, e di riconoscere, ri­sparmiare e rispettare in quanto tale l’eterna essenza che, come in noi, vive anche in tutti gli animali. Sappiatelo! Ricordatelo! È una cosa seria e non si transige, doveste riempire l’Europa di sinagoghe. Bisogna essere ciechi in tutti i sensi oppure del tutto cloroformizzati dal foetor judaicus, per non riconoscere che l’anima­le, nelle cose es­senziali e principali, è assolutamente la stessa cosa che siamo noi, e che la differenza sta soltanto nelle cose accidentali, nell’intelletto, ma non nella sostanza, che è la volontà. Il mondo non è un’opera raffazzonata, né gli animali sono prodotti di fabbri­ca per nostro uso e consumo. Simili opinioni dovrebbero essere lasciate alle sinago­ghe e alle aule filosofiche, che in sostanza non sono tra loro molto diverse…

(Gianantonio Valli, I complici di Dio, Effepi Edizioni, pag.185, E.D.)

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