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(Piero Visani) - Ora è chiaro: la notte del 31 dicembre 2015, a Colonia e in alcune altre città tedesche, non è successo niente. Qualche giovinotto in sovraccarico ormonale, intento a molestie e palpeggiamenti giusto per coprire l'azione di squadre di borseggiatori e ladruncoli.
Nessuna reale minaccia sessuale; eccessiva concentrazione di testosterone (orrore, orrore: grazie a quest'ultimo si diventa maschi/maschi e non maschi/femmine, come piace a molte europee, in preda ad evidente deriva "lellista"...) e, al più, qualche comportamento sopra le righe.

In una parola, un colossale abbaglio. Un po' come quando tuo figlio ti ritorna da scuola pestato per bene da una squadretta di "bulli" e comincia la corsa alla minimizzazione dell'evento da parte di preside, professori, famiglie dei (presunti, ovviamente...) colpevoli. Alla fine, infatti, si scopre che il tuo figliolo si è pestato da solo, facendosi ecchimosi varie, tirando testate contro i muri della scuola, mentre i presunti bulli guardavano senza capire quel suo attacco di follia. Alla fine il ragazzo se la cava con una "paterna" ramanzina del preside, mentre i bulli - tutti allegri di essere rimasti ancora una volta impuniti - si cercano un nuovo obiettivo.

Anche la polizia tedesca è rimasta sorpresa: se riesce ad essere particolarmente severa con le tifoserie calcistiche, specie se italiane, con i migranti non riesce a trovare mai la giusta misura, anche perché prendersela con essi potrebbe compromettere molte carriere sviluppatesi all'ombra del passivo ossequio alle direttive del potere politico, specialità - da sempre - di tutte le forze del (dis)ordine...

Tentato stupro di massa o tentato furto di massa, poco cambia. Il minimo comun denominatore è uno solo: il termine "massa". E' l'essere in massa che consente ai predatori di predare, di attaccare certi dell'impunità o del fatto che le perdite che si subiranno saranno SEMPRE inferiori ai danni che verranno subiti dall'avversario. Questo è il dato inquietante.
La risposta delle autorità tedesche pare un esercizio di misurazione di attributi virili (genere: "l'espoir des femmes"...) e come tale è completamente fuori strada. Non siamo ad un'esercizio di "contrasti di genere".

Siamo all'evidenziarsi di cosa ha provocato la "femminilizzazione" della cultura europea: l'incapacità di difendersi da tutto e da tutti; e, nel caso in cui lo si faccia, beccarsi pure l'accusa di "esibizione di muscolarità" (orrore, orrore, machismo!!!).
Parafrasando Lenin, si potrebbe dire: minimizzate, minimizzate, qualcosa resterà! Certo: "la soumission". A volte, a forza di deplorare i ruoli di genere, si finisce per sviluppare le parafilie...

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