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CON L'APPASSIONATA PARTECIPAZIONE DELLA MELONI E DI SALVINI

(Marcello Veneziani) - Voi direte. Ma non avevano alternative, il sistema elettorale è quello, non vanno da nessuna parte senza alleanze. Però che brutta caduta per Salvini, e non solo per lui. Tornare all'ombra di Berlusconi, anzi del suo cadavere politico, ritrovarsi ad Arcore, sostenere candidati marziani, perdenti o estranei a Milano, Torino, Roma e Napoli per volontà di Berlusconi che ormai da anni non esprime una posizione politica e non rappresenta più il centrodestra; diciamo da quando il suo ideologo è la Pascale, il suo stratega è la Rossi, il suo militante tipo è Dudù, e chi non si conforma lo caccia via. Berlusconi il politico morì alcuni anni fa, poco dopo il decesso politico di Fini. Sostenne e poi ripudiò Monti, Letta, Napolitano bis, Renzi. Evacuò lungo la strada molti suoi fedelissimi, perfino Bondi e Verdini, sfasciò tutto quel che aveva costruito, desertificò il centro-destra per cedere poi l'area fabbricabile a Renzi. Assente nelle grandi questioni politiche, nazionali e internazionali, etiche, economiche e sociali, assente al family day, Berlusconi è politicamente trapassato.


Ma lui, la sua parabola l'ha fatta, al governo c'è stato svariati anni, ha dato e ha preso. E' triste vedere invece che sta trascinando nella fossa anche biografie politiche assai più giovani di lui, fino a ieri recalcitranti. Salvini godeva di buona salute politica ed elettorale, anche la Meloni ha acceso in tv qualche fiammella di una destra residua o rediviva. Tornando ad Arcore, invece, si fanno tumulare nel mausoleo egizio di Silvio, che è pronto a giocarseli al primo giro di partita. Dove può andare un'alleanza così malconcia, priva di strategia e di energia, inadatta ad attirare vita e speranze, incapace di opporre una linea appena credibile a Renzi? Può servire solo per decretare la vittoria di Matteo prima ancora di giocare la partita; vittoria assoluta per assenza totale di alternative. Il vero patto del Nazareno, il vero catering politico pro-Renzi si sta realizzando adesso. Il suo centro-destra è un gigantesco caso personale, contornato da una miriade di casi personali. Capisco che non si vedono alternative, che si trattava di saltare un giro, stare fuori.

Le strade per la Lega e Fratelli d'Italia erano due, difficili ma perlomeno non compromettenti come questa: o confederare un terzo interlocutore al centro, tra i moderati sparsi, così puntando al dopo Berlusconi; o cambiare gioco, passare all'opposizione radicale, virare su una versione italiana del Front National, incassando consensi ma senza prospettive di governo. Ma questa terza via no, non porta né al governo né all'opposizione, dà solo a Berlusconi un potere negoziale con Renzi, usando a intermittenza le aperture e le chiusure; è un ricadere indietro, al buio, nonostante i fallimenti passati e le defezioni massicce.  Un tempo Berlusconi costruì una Casa dove andò ad abitare tutto il centro-destra. Per tante ragioni, interne ed esterne, quel palazzo è caduto ormai da anni, gli abitanti fuggirono, restando homeless. Ora bisogna sgomberare le macerie, non si può tornare a vivere tra le rovine. Con Grillo che vuole ritirarsi, con Salvini e la Meloni imbrigliati da Berlusconi, Renzi davvero si potrà autoproclamare Imperatore d'Italia e d'Etruria...

 

Fonte: Affari Italiani

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