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HANNO UN PROBLEMA SOLO: FARSI RIELEGGERE IN QUALCHE MODO

 
(Gianni Fraschetti) - Se ci si sofferma, anche per poco, a osservare le convulsioni e i contorsionismi dei politici "de panza" e dei "peones" che da essi dipendono, qualsiasi vaga speranza che questa gente abbia minimamente a cuore le sorti della Nazione e di sessanta milioni di italiani va immediatamente a farsi benedire. A questi, infatti, non gliene frega una mazza di noi, dei nostri problemi, di come facciamo ad arrivare alla fine del mese e del fatto che l'Italia, per alcuni quinta, per altri sesta potenza industriale del mondo, ai tempi della vituperata Lira, si avvia ormai a fare parte stabilmente nemmeno del Terzo mondo ma direttamente del Quarto, ove saremo forse nuovamente competitivi e avremo la possibilità di fare un campionato di vertice come ai bei tempi, nella categoria che attualmente ci compete, però. Quella dei pezzenti senza speranza, ovvero là dove ci hanno portato Prodi, Amato, Ciampi, Draghi, Monti, Napolitano e tutta la fottuta dinastia del Partito unico dell'Euro, con la fattiva collaborazione del sistema dei partiti nel suo complesso, e dei nostri magnifici mille parlamentari. Tutti compresi, senza salvarne uno.
Una banda di maledetti cialtrioni che, in questi anni, hanno hanno votato i vari trattati che ci stanno portando alla rovina senza nemmeno averli letti. Perchè così funziona, e per dire come siamo ben messi basta sottolineare che al momento il nostro illuminato Premier, quello attuale, che riassume in sè il meglio di tutte le peculiarità di chi lo ha preceduto, sta cercando di promuovere, come un piazzista da strapazzo di aspirapolveri o di pentole, la svendita in saldo dell'Italia. A prezzi stracciati. Qualità italiana (basta pensare a Finmeccanica) a prezzi cinesi. All'ingrosso, al dettaglio e pure in stock. Liquidiamo tutto e vedrete che la banda dei lecchini fiorentini ( e non solo quelli) alla fine gli dirà anche bravo. Quanto a noi, avremo il finale che ci siamo meritati. Rimarremo in mutande, soli, a piangere calde lacrime mentre il nostro debito pubblico, rigorosamente in valuta estera e pertanto inestinguibile, continuerà a crescere allegramente, come abbiamo potuto constatare anche in questi anni di quaresima impostici da Monti e dai suoi successori che anzi, si sono dimostrati addirittura superiori a Berlusconi e Prodi quanto a capacità dissipatoria.
Poveri in canna, dunque e disperati. Rintontoniti di bugie dal piazzista di Rignano e avvinti in un abbraccio mortifero a questa invereconda classe politica che, pur giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale, sta sfasciando la Costituzione e ci ha condotti fino a dentro il baratro senza naturalmente rinunciare a una minuscola scheggia dei propri privilegi e prebende. Paghiamo pesantemente dazio per la nostra dabbenaggine e il nostro colpevole disinteresse. Ci abbiamo messo settanta anni per capire che abbiamo sbagliato tutto e nemmeno tutti lo hanno ancora capito. In troppi denotano infatti preoccupanti vuoti mentali e carenze di comprendonio che già da sole basterebbero a giustificare il nostro attuale e mortificante posizionamento sia nello scacchiere geopolitico mondiale che nelle speciali classifiche economiche dei morti di fame.
Ragazzi, se uno squalo come Marchionne ha detto ... addio patria ingrata... ed è emigrato negli USA, vuol dire una cosa sola. Che siamo finiti. Qui non è rimasto più nulla da sgranocchiare per questi fuoriclasse del capitalismo coi soldi degli altri. Nemmeno qualche osso sbiancato dal sole. Un popolo di santi, di eroi, di navigatori e di imbecilli dunque, e pure di quelli tosti che si ostinano caparbiamente a negare anche l'evidenza solare dei fatti e che continuano a riporre, almeno per un terzo del campione statistico rilevato, una fiducia assolutamente demenziale in Fanfulla da Rignano e alla corte dei miracoli (affaristici) che lo circonda. Già perchè mica solo Berlusconi ha il problemino del conflitto d'interessi. Pure al centro ed a sinistra si confligge, eccome se si confligge. Solo che a lui ci si fa caso, agli altri ( la Guidi, tanto per dirne una) no e dire che nel nostro squalificato parlamento sono in parecchi a mischiare gli affari loro con quelli della cosa pubblica. Molti sono lì e parecchi altri svolazzano intorno, come quel simpatico Montezemolo, un altro evergreeen del quale il padre (putativo) Gianni Agnelli disse..."...poi Luca ci fara' sapere che vuole fare da grande....", che detta così non è che riverberava poi tanta considerazione verso il giovine virgulto (si fa per dire, visto che Luchino aveva già quaranta anni suonati da un pezzo quando l'Avvocato gli dedicò questo madrigale).
Adesso lo stagionato giovanotto pare avere finalmente deciso cosa vuole fare. Dopo avere sfruttato la prima e la seconda repubblica a fondo e in ogni possibile modo, adesso va in cerca delle Olimpiadi di Roma, quale doveroso dessert che gli addolcisca la vecchiaia (che brutta parola !) e quale succulento premio finale per una vita ben spesa e per farsi aiutare nell'impresa ha arruolato tutti i manager disoccupati presenti sul mercato. Insomma sta preparando una sorta di carica dei 101. Ma non sono cuccioli di dalmata questi. Sono sciacalli affamati. Proprio quello che ci vuole per darci l'ultima sistematina. Il tutto nel totale disinteresse dei nostri fantastici mille deputati e senatori che hanno ben altro cui pensare e ormai sembrano esattamente ciò che in effetti sono. Afflitti e mentalmente disturbati da un'unica immensa angoscia che toglie loro il sonno ed il respiro. Quella di essere trombati o meglio, di non essere nemmeno ricandidati.Un vero incubo.
Neri nuvoloni carichi di tempesta si vanno addensando sulle loro teste senza che sia data loro la possibilità di poter fare nulla. E' una sommatoria di negatività che lascia agli uscenti ben poco spazio alla possibilità di scamparla ed è ovvio che in siffate circostanze di voglia e tempo per pensare anche di sfuggita all'Italia ed agli italiani, ne avanza veramente pochino Anzi per niente. A dire il vero, anche prima ce n'era proprio poca poca ma almeno si tentava di salvare le apparenze. Adesso nemmeno più quello e quindi non hanno nulla da dire, da suggerire e da proporre rispetto a un Premier e a un governo che da parte loro stanno riportando l'Italia a quella condizione pre-risorgimentale di espressione geografica che ci calza ormai come un guanto. Ormai ci sputano in faccia tutti, dagli indiani, agli egiziani, ai nigeriani. Gli americani confessanno tranquillamente che le conversazioni dei nostri premier e dei nostri ministri non hanno segreti per loro ma i nostri eroi, detta molto sinteticamente, se ne fregano. L'unica vera ossessione di tutti loro, da Gennaro Migliore al redivivo Gianfranco Fini, è tornare in parlamento, e mantenere o rimettere il loro venerando culo su quegli scranni. Quanto al resto, ovvero i problemi di sessanta milioni di italiani, che si fottano. Non hanno certo tempo per queste quisquilie.

 

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