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Mi ero ripromessa di tranquillizzarmi, prima, e di non spendere più di due parole (di disprezzo) per il festival del Pd di San Remo ma ho cambiato idea….

Voglio recensire questa schifezza televisiva pagata dal canone che adesso l’ebete toscano ci fa pagare tramite la bolletta elettrica, superando il limite consentito della vergogna. Innanzitutto faccio notare che, come tutti gli anni, questa buffonata la fanno sempre coincidere con la ricorrenza della giornata della memoria delle Foibe, una data carica di dolore della storia italiana. Già che ci sono potrebbero anticipare il tutto di due settimane in coincidenza con la ricorrenza della Shoah e sentire cosa ne pensano i nostri amici ebrei, oppure, com e buonsenso suggerisce, fare le persone serie e aspettare che queste ricorrenze drammatiche siano passate. Ma tant'è: siamo in Italia.

Il guitto di regime Carlo Conti, totalmente prono ai voleri dei suoi padroni (se vuoi condurre anche quest’anno il festival di San comunista devi fare come ti diciamo noi) gli ha giusto dedicato 10 secondi e prima di andare in pubblicità, della serie “ leviamoci dalle palle sta' stronzata che poi vado a farmi 3 minuti veloci di lampada”.Mentre Conti imperversava sul palco in una nuvola di nastrini multicolore, ai microfoni di RTL 12.5, la radio dei “very normal peope”, l'emittente più renziana della galassia che aveva chiaramente una sua postazione all'"Ariston", una speaker americana da 20 anni in italia, con tre lauree di cui una in giornalismo, tale Jennifer Pressman, moglie del direttore della radio (il cui editore è un simpatico calabro-lucano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa) durante la diretta radiofonica, pensando (eh si, anche le oche pensano, e chiedo scusa ai simpatici palmipedi) di fare una battuta simpatica che facesse scapicollare dal ridere tutto lo studio e tutta l’Italia,se ne è uscita con: “ma le Foibe cosa sono? Una marca di pentole?”…

Silenzio di tomba in studio. La mentecatta, sempre in virtù del fatto che le onde magnetiche le hanno ridotto il cervello in segatura, non paga e non avendo compreso il significato di quel gelo, ha pure insistito: “ vabbè dai era carina questa”. Un minuto dopo si è scatenato l'inferno e la pagina della radio su Fb è stata letteralmente presa d'assalto da migliaia di persone inferocite che chiedevano il licenziamento dell'extracomunitaria e le immediate scuse della emittente.

Ma la radio, evidentemente complice, non si è scusata immediatamente. Ha atteso che il caso montasse a livello nazionale e quando si è decisa a farlo, lo ha fatto con un comunicato vergognoso definendo il tutto “un’infelice battuta” e senza prendere le opportune distanze

Ora, provate a immaginare se la Pressman avesse detto che il nome Shoah ricorda una marca di saponette, magari di quelle profumate. Inginocchiamento del calabro lucano, scuse immediate, ma che dico scuse...richiesta di pietà, licenziamento in tronco della cretina con pubblicazione della lettera sulla pagina, e silenzio radio per due giorni con musica rabbinica espiativa. Questo è il minimo che sarebbe accaduto

Eh si, perché in questo paese di mentecatti, ci sono i morti di serie A e morti di serie Z. Gli infoibati stanno dopo la Z e meno se ne parla e meglio è. L’hashtag #boicottartl è continuato per giorni, nonostante quei pezzenti di RTL. frequenza da me immediatamente cancellata in ogni stereo di casa mia e macchina, abbiano continuato imperterriti a postare notizie sul festival di San Remo, mentre l’oca Pressman veniva momentaneamente mandata in missione non si sa bene dove, perché ovviamente licenziare la moglie del direttore della radio non è plausibile…..

Poi, il miracolo. L'americanina sbuca fuori dal suo rifugio con una lettera di scuse più che decorosa, una lettera nella quale afferma che se si fosse trovata in Istria in quegli anni avrebbe combattuto per la sua terra contro i titini. Brava, anche se dubito che il calabro lucano l'abbia presa bene. Dalle pentole a una dichiarazione di patriottismo deve essere dura da digerire per la nostra volpe dell'Aspromonte. Infatti dalla sua radio non è uscita mezza parola di commento a riguardo.

Nel frattempo, l'ignobile Carlo Conti, ha pensato bene invece di portare avanti la battaglia per la quale era stato schierato, ossia sostenere, esaltare e propagandare quella schifezza ignobile del DDL Cirinnà che guarda caso in quella settimana andava al voto al Senato..

Si si, parlo di quel DDL comunista dove vogliono fare di tutto per arruffianarsi la potente lobby LGTB rendendo legale e l’adozione di creature inermi e innocenti da parte di coppie gay e quell’abominio della pratica dell’utero surrogato.

E come? Facendo esibire i cantanti ( vabbè…) in gara con uno straccetto filamentoso attaccato al polso con i colori dell’arcobaleno, che voi tutti sapete essere il simbolo delle cosiddette famiglie (per modo di dire) formate da gay e lesbiche..

Te guarda se sti' pervertiti si sono dovuti appropriare di una magnificenza della natura, su cui da che si è bambini si inizia a credere, ovvero che alla fine all’arcobaleno si trova un pentolone con tante monete d’oro e che da adulti invece si guarda romanticamente mano nella mano con il proprio amore per cercare in tutti i modi di far passare per naturale ciò che naturale non è e non sarà mai, e cioè l’accoppiamento tra persone dello stesso sesso e il voler a tutti i costi far nascere un bambino tra di loro. In nome del diritto alla genitorialità...Ma diritto di che??!!

E ovviamente non bastava che i cantanti italiani si esibissero con il mocio vileda colorato sventolante, nooooooooo, dovevamo anche chiamare i rinforzi dall’estero, con ospiti super strapagati (leggi canone in bolletta) attentamente scelti tra i migliori rappresentanti della perversione omosessual-comunista tutta tesa a sgretolare la famiglia normale, e cioè scomodando niente meno che Sir Elton John, baronetto di Sua Maestà britannica.

E con la scusa che il baronetto doveva lanciare il suo nuovo album (che Dio strafulmini chiunque lo compri o lo scarichi), eccolo arrivare in riviera al seguito del suo bel giovane marito e le due povere creature nate da uteri affittati per chissà quanti migliaia di euro, perché loro, due uomini, un figlio non avrebbero certo mai potuto partorirlo, al massimo potrebbero fare un gigantesco stronzo!

Merde, merde, merde!

“ non mi sono mai sentito completo finchè non sono diventato padre”……. Ecco cosa ha dichiarato il baronetto.

Poi ecco che arriva una bravissima attrice americana premio Oscar ( e brava lo è sul serio), miss Nicole Kidman, non si sa bene a far che cosa, forse a pubblicizzare le marche di botox visto che ne ha abusato talmente tanto che è praticamente un’altra persona, perché di film in uscita non ne ha e qualora ne avesse non ha certo bisogno di pubblicizzarlo dal misero Teatro dell Ariston, trattasi di una delle più famose e stapagate attrici di Holoywood eh, ma poi scopriamo l’arcano quando inizia a parlare dei suoi figli, dati alla luce con madre surrogata perché per una sua malformazione fisica non avrebbe mai potuto mettere al mondo un bambino,

Ecco, capito? Bisognava pur trovare qualcuno che dicesse che la maternità surrogata era ANCHE E SOPRATTUTTO usata da donne che pur tali non potevano avere figli per motivi patologici! Ovviamente nessuno ha fatto notare che stiamo parlando di miliardari, perchè la maternità surrogata costa, non è roba da frocetti di borgata. Pasolini ci avrebbe scritto un capolavoro su sta' roba qua.

Pensavate fosse finita? Ma no!! E allora ecco arrivare una cantante italiana idolatrata in tutto il mondo che io detesto fin dalla sua prima apparizione a San Remo dove vinse nelle nuove proposte con la lagna di “ Marco se ne è andato e non ritorna più” ( e adesso capiamo anche perché…), la signora Pausini, a cui va il premio nobel della rovina famiglie, che con straccio multicolor ovunque asserisce che “ se siamo tutti simili dobbiamo proteggerci”, e che non si sposa perché “non lo farà finchè non si potrà sposare anche la mia migliore amica lesbica".

Ditemi voi…

Sorvolo su quella cosazza lercia tanto quanto il padre, comunista miliardaria quanto il padre, e accogliente sempre con le case degli altri, la signorina Irene Fornaciari, che con la sua canzoncina pro immigrazione selvaggia e clandestina pensava sicuramente di riscuotere qualche voto in più e andare direttamente in finale e invece è stata silurata all’ultimo posto. Forse forse mentre cantava “accogliamoli tutti” qualcuno è andato a vedere su internet il pezzo di spiaggia della bellissima Lerici, di proprietà privata del paparino Zucchero, dove ha fatto costruire un resort privato a 5 stelle e dove ovviamente non ci sarà un solo (finto) profugo accolto ma solamente ricchissimi amici di paparino…mi piacerebbe vedere la sua faccia se domani dovessero scaricare sulle spiaggie un bel barcone di giovanottoni africani che pretendono vitto, alloggio e wifi.

Per fortuna che tra gli ospiti non tutti si sono prestati a questa squallida pantomima ordinata da Renzi per sostenere il DDL Cirinnà in tutti i modi, infatti devo dire che sono rimasta sorpresa dal grande Renato Zero che nel suo modo a volte per me incomprensibile ma sempre molto poetico, ha speso bellissime parole a favore della famiglia, quella vera, quella formata da uomo, donna e bambino, e detto da lui che ha condotto la sua intera vita su una ambiguità sessuale, è stato davvero sorprendente.

Ovviamente… apriti cielo! bufera, insulti e minacce di morte sulle sue pagine social, da parte di tutti quelli non chiamati in causa, perché lui non ha parlato ne di gay ne di lesbiche ma ovviamente loro, coda di paglia, si sono riconosciuti nelle sagge parole di Zero e da parte di quelli che li sostengono in tutta la loro pretesa di distruggere ciò che Madre Natura ha creato, e cioè comunisti e orrida compagnia bella.

Stessa sorte subita da Brignano, che non è mai stato uno dei miei comici preferiti, anzi, ho sempre evitato di incrociarlo sulla mia strada, infamato in maniera “democratica” come solo i comunisti sanno fare per gli stessi motivi del grande Re Sorcio.

Mi sono ripromessa d’ora in avanti di seguirlo nei suoi monologhi comici, Zero mi è sempre piaciuto ( e poi c’ho la mamma sorcina io che a 70 anni se ne è andata da sola al concerto tutta pepata e gasata…) e adesso mi piacerà più che mai.

Aggiungo inoltre la mia personale standing ovation al duo Panariello-Pieraccioni, soprattutto alla frase di Panariello che testualmente riporto “ ma perché lui c’ha interpellato a noi italiani per fa il presidente del Consiglio?” E l’Ariston ha applaudito sonoramente mentre la rai indugiava sui sorrisini schiumanti di rabbia di Antonio Campo dall’Orto e Monica Maggioni, rispettivamente, per chi non lo sapesse, direttore generale e presidente della Rai comunista di Renzi.

Insomma, a parte qualche momento ludico (bravissima Virginia Raffaele) e qualche momento di pura arte, con lo statuario Roberto Bolle (gay anche lui eh) che balla, il bravissimo maestro Ezio Bosso, malato di sla, che suona al pianoforte e ti incanta, i Pooh che nonostante tutto sono 50 anni che ancora cantano e di canzoni belle ne hanno fatte tante, il festival di San Remo quest’anno è stato strumentalizzato tutto ed esclusivamente per dare pubblicità agli omosessuali.

Per una settimana San Remo si è trasformata in una succursale del gay pride, dentro e fuori dall’Ariston, con inviati di Gay.tv ovunque pronti, davanti alle telecamere, a farti sentire un omofobo razzista se osavi dichiararti sfavorevole alle unioni gay e all’altro abominio della stepchild adoption, una succursale diligentemente diretta dal Pd in persona, lo stesso che ti impone di pagare il canone tv per foraggiare questo schifoso tentativo di traviare più menti possibili a proprio vantaggio.

E allora mi chiedo, dove sta davvero andando a finire il rispetto nella società?

La cosa che mi fa più piacere è che nonostante lo share positivo riscontrato ogni fine serata, ma si sa... SanRemo è San Remo..., sia la pagina di quell’ignobile radio che la pagina del festival sul social netwoek di Fb sia stata, ogni santo giorno, subissata di commenti negativi di italiani schifati tanto quanto me e ove possibile, anche di più. Un mare di vaffanculo ai quali ho aggiunto volentieri il mio. Perché sapete…. “muoiono gli uomini, ma non le idee”. e penso che ne vedremo ancora delle belle.

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