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QUESTA BELLA FACCIA DA CULO CHE VEDETE E' LORENZO SURACI, PROPRIETARIO DI RTL 102.5 (QUELLA CHE HA APPENA DEFINITO LE FOIBE..PENTOLE).

IL BUON SURACI E' INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA DALLA DDA (LA PROCURA ANFIMAFIA) PER I SUOI RAPPORTI CON LA COSCA TRIPODI E CON IL CLAN MANCUSO E PER COSPICUI GIRI DI DENARO DI INCERTA PROVENIENZA.

E QUESTO CIALTRONE LASCIA CHE UNA SQUINZIETTA AMERICANA DA QUATTRO SOLDI OFFENDA LA MEMORIA STORICA DI UN POPOLO?

BOICOTTARE LA SUA RADIO E LE AZIENDE CHE VI APPOGGIANO LA LORO PUBBLICITA' E' UN DOVERE CIVICO, PER GLI ITALIANI MORTI NELLE FOIBE E PER QUELLI CHE VIVONO OPPRESSI DALLE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE. (Gieffe)

 

'Ndrangheta - Da Vibo Valentia a Milano il clan Tripodi nella galassia Rtl

di Enrico Fierro da il Fatto quotidiano
 
Il loro biglietto da visita, il loro spot più noto, è sempre stato “Rtl, very normal people”. Eppure, da circa un decennio, sono protagonisti di un fatto eccezionale: hanno alle loro dipendenze il presunto capo di una cosca di ‘ndrangheta, Nicola Tripodi, stipendiato dalla Gest.i.tel, società controllata al 90 per cento da Rtl. Non solo. Le due società risiedono entrambe allo stesso indirizzo: via Scotti 11 a Bergamo. E tra i 16 dipendenti della Gest.i.tel – secondo un’informativa dei Carabinieri di Vibo Valentia – in questi anni c’è stato anche Nicola Tripodi, nato a Briatico nel 1948, arrestato la scorsa settimana in una maxi operazione contro la ‘ndrangheta.
 
Ed è proprio negli atti depositati con l’arresto che si legge: “Il boss Nicola Tripodi risulta dipendente della GESTI.TEL. S.r.l. società controllata dalla R.T.L”. E la dda di Catanzaro chiede ai Carabinieri di “riferire e riportare” le “emergenze procedimentali” sulla vicenda. In altre parole, la Dda sta indagando su questa assunzione. L’obiettivo è comprendere perché una società di Rtl - la Gest.I.tel, che si occupa di fabbricare apparecchiature per le telecomunicazioni, sistemi antifurto e segnalazioni antincendio – abbia avuto bisogno di assumere il presunto boss della cosca; quali mansioni gli siano state affidate; quali competenze abbia nel settore. Può darsi – anzi: lo diamo per certo fino a prova contraria – che il patron di Rtl, Lorenzo Suraci, non sapesse che Tripodi fosse l’uomo descritto dalle informative antimafia. I due sono entrambi originari di Vibo Valencia. Il Fatto Quotidiano ha provato più volte – inutilmente - a contattare Suraci (che non risulta indagato) sul suo telefono cellulare, inviando anche degli sms, per conoscere la versione del patron di Rtl su questa e altre vicende, descritte negli atti dell’indagine Libra, condotta dai pm Pierpaolo Bruni e Simona Rossi, della Dda di Catanzaro, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli .
 
Un altro uomo che – secondo l’informativa della polizia giudiziaria – è stato assunto da Rtl si chiama Fausto Congestrì. È il fratello di Nicolino Congestrì che, stando agli atti d’indagine, nel 2011 si stava “organizzando per la costituzione di una Gran Loggia Scozzese Mediterranea del Sud”. Il punto, però, è un altro. Fausto Congestrì – che allo stato non risulta indagato – per gli investigatori è un uomo da tenere sotto osservazione. Se non lui direttamente, quanto meno la sua automobile, una Skoda Fabia, dove i Carabinieri di Vibo Valentia, nel 2010, installano una microspia e intercettano una conversazione tra Tripodi e Fausto Congestrì. I due non parlano di ripetitori, o scalette radiofoniche, ma di affari nel settore edile a Milano.
 
I Carabinieri annotano anche – nel 2009 - che “Nicola Tripodi ha costituito la F.C. Global Service per entrare verosimilmente nei lavori della ricostruzione dell'Aquila”. E aggiungono: “Anche Fausto Congestrì non risulta estraneo agli interessi di Tripodi e, sempre con maggiore frequenza, si sposta con quest'ultimo, sia a Caserta che in Abruzzo”. Lo stipendio di Rtl e Gest.i.tel, a quanto pare, non è sufficiente. Ma andiamo oltre. Il fratello di Fausto Congestrì, Nicolino, era in contatto con l’attuale governatore calabrese, Giuseppe Scopelliti, all’epoca sindaco di Reggio Calabria. I Carabinieri annotano che, tra Nicolino Congestrì e Scopelliti – anch’egli non indagato - “si era creata un'intesa, nel senso che il primo cittadino di Reggio Calabria era in procinto di affidargli importanti opere pubbliche nella città dello Stretto”. Poi aggiungono un ulteriore dettaglio: “Lo stesso sindaco Scopelliti (che non risulta indagato, ndr) avrebbe elargito la somma di 600 mila euro per l'emittente radio Rtl, che trasmette stagionalmente da Reggio Calabria”. E chiosano: “Alla medesima emittente di Roma, risulta lavorare il fratello di Nicolino Congestrì, ovvero Giuseppe Fausto Congestrì”.
 
E cioè: l’uomo intercettato con Nicola Tripodi, il presunto boss arrestato pochi giorni fa, assunto dalla Gest.i.tel, controllata da Rtl, e interessato alla ricostruzione de l’Aquila e all’Expo di Milano. Non solo Fausto, in realtà, era in contatto con Nicola Tripodi. Anche “Nicolino Congestrì – scrivono i Carabinieri - ha rapporti di profitti economici con la famiglia Tripodi”.

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