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LE BORSE AFFONDANO, LE BANCHE A PICCO E L'ETRURIA VERSO LA BANCAROTTA FRAUDOLENTA, CON GRANDE GIOIA DI MARIA ELENA

(Giuseppe Maneggio) - Tutto come da copione peraltro ampiamente anticipato ieri proprio da queste colonne. Il rimbalzo positivo registrato dalle borse europee è stato spazzato via dall’ennesimo crollo di quest’oggi. Un’ondata impazzita di vendite che non cessa dall’inizio dell’anno e che sta facendo piombare nel baratro i listini dei mercati europei. Piazza Affari come di consueto è quella che fa registrare una delle più pesanti perdite (-5% circa), ma anche Londra (-2.56%), Francoforte (-3% circa) e Parigi (-3%) non sono rimaste immuni dai forti ribassi. Sul fronte dei titoli di Stato torna a farsi sentire lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco risalito oltre la soglia dei 150 punti base.

Diversi i fattori che stanno contribuendo ad innalzare il livello di panico tra gli investitori: dalla rinnovata debolezza del petrolio – che veleggia sui 26 dollari al barile – alla debole crescita economica mondiale (Cina in testa). Timori e preoccupazioni che sono peraltro emersi ieri durante l’audizione al Congresso del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen che molto pragmaticamente ha fatto intendere di non voler innalzare i tassi statunitensi nel breve periodo.
 
A Milano le vendite come di consueto hanno colpito le banche italiane, i cui titoli si confermano, assieme a quelli della Grecia, i peggiori sull’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx 600. Ma se si vende da una parte si acquista dall’altra. I paesi periferici come l’Italia risultano tra i più colpiti, mentre i titoli di stato britannici e tedeschi stanno diventando un rifugio per molti investitori, così come si registrano forti acquisti sullo yen e l’oro.
 
Si ha la sensazione che i mercati abbiano perso la fiducia nelle capacità delle banche centrali di rilanciare la ripresa e allontanare i rischi di deflazione. Banche centrali che continuano al gioco al ribasso nei confronti dei tassi, già negativi, con l’ennesima sorpresa giunta questa mattina dalla Svezia che ha deciso di tagliarli ulteriormente alimentando la possibilità di una nuova guerra valutaria.
 
A completamento di questa tragica giornata finanziaria è arrivato questa mattina l’atteso pronunciamento del Tribunale di Arezzo sullo stato di insolvenza di Banca Etruria. Il collegio fallimentare del Tribunale aretino ha decretato il fallimento dell’istituto rigettando l’eccezione di costituzionalità sul decreto salva banche. L’istituto si avvia così verso la bancarotta fraudolenta che andrebbe a coinvolgere tutti i membri del consiglio di amministrazione compreso Pierluigi Boschi, ex vicepresidente e padre del ministro per le riforme Maria Elena Boschi. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) che chiedono il rimborso integrale per le famiglie truffate ed espropriate.
 
 
 
Fonte: Il Primato Nazionale

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