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(Gianfrasket) - Poveri belgi dicono, poi, però, se vogliamo essere onesti, le cose ce le dobbiamo raccontare tutte e fino in fondo. Il Belgio è stata la peggiore e più abietta potenza coloniale del mondo, e i belgi dei veri animali sotto le mentite spoglie di esseri umani civilizzati. E animali lo sono rimasti per parecchio, almeno fino a quando abbandonarono la colonia negli anni '60.Lo sfruttamento della popolazione indigena e la disumanità furono portati da questa gentaglia al parossismo. Le mutilazioni per punizione erano all'ordine del giorno.

Giorgio Bocca scrisse una volta che la nota e diffusa pedofilia dei belgi nasceva proprio lí, in Congo, dagli abusi sui minori neri di entrambi i sessi che - ipse dixit - sarebbe stata prassi diffusa tra i belgi in colonia. Leopoldo II che era il "padrone" di quelle terre, fece fuori una decina di milioni dei suoi sudditi, solo tra il 1885 ed il 1907, ma fino alla decolonizzazione degli anni '60 andò comunque avanti così, alla faccia dell'immagine del popolo belga "pacifico" e "illuminato". E se qualcuno ha poca memoria coi poveri negri si ricordi almeno degli Italiani che con l'accordo del "carbone" andavano o venivano mandati a fare i minatori in Belgio e collocati per anni in veri campi/ghetti in quanto ritenuti esseri inferiori.

Quella che vedete qui sotto è una fotografia scattata nel 1958... A Bruxelles, dicasi Bruxelles, non nella Berlino 1938 dove la vulgata demoliberale vuole essersi realizzato il peggior razzismo biologico. Si tratta di uno degli "zoo umani" allestiti da quelle parti. Avete capito bene, "zoo umani" dove bambini di colore venivano rinchiusi per la gioia dei  bruxellesi che portavano  i loro frugoletti a vedere queste strane scimmiette e a dare loro noccioline e banane. Questi dementi che vedete  sono i padri (e le madri) di quelli che hanno poi costruito l'attuale Belgio cosmopolita, il "Belgistan", e la Bruxelles "capitale d'Europa", come amano dire i nostri servili giornalisti. E ancora oggi da quel paese di mentecatti, qualcuno ogni tanto  si permette di dare lezioni di etica e di politica dall'alto della cattedra dell'antifascismo. 

 

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