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"Il sistema bancario italiano è solido" (Pier Carlo Padoan)

Comprereste un'auto usata da quest'uomo?

 

Pesantissima denuncia il prima pagina pubblicata giovedi' 31 marzo 2016 dal più importante quotidiano finanziario d'Europa contro il sistema bancario italiano, una denuncia che ha pochi precedenti a livello europeo, se non al riguardo delle disastrate banche della Grecia.
"Quello italiano, è un sistema bancario appesantito dai consigli d'amministrazione piu' stravaganti di qualsiasi altro posto in Europa, con poche donne (appena il 16%) e ancor meno stranieri, nei quali e' difficile trovare meno di 15 consiglieri la cui retribuzione è dell'altro mondo con una media di 850.000 euro".

E' il giudizio sprezzante e drammatico del Financial Times sulle banche italiane, che "negli stress test della Bce del 2014 hanno preso la bocciatura piu' sonora di tutte eppure elargiscono stipendi d'oro ai loro amministratori che continuano a occupare cda assolutamente in sovrannumero".
E il quotidiano della City londinese non rimane sul generico, fa nomi e cognomi, citando a mo' d'esempio i 18 consiglieri di Bper, i 24 di Banco popolare, i 23 di Ubi Banca. 

"La lunga recessione ha certo pesato molto sui 360 miliardi di sofferenze lorde accumulate dalle banche italiane, ma a giudizio del Ft pesa anche una cultura del credito clientelare garantita da una governance nella quale le fondazioni nominavano spesso potenti locali, collegati alla politica oltre che alla comunita', nei cda". 

 

Ed è evidentissimo il riferimento a MPS oramai ridotta a una banca-zombie con davanti il fallimento.
"E' una situazione che si avvia a conclusione anche se fra molte tensioni secondo il quotidiano britannico . Giocano a favore del cambiamento la trasformazione delle popolari in spa, le fusioni in arrivo (ultima quella fra Bpm e Banco popolare dopo un lungo tira e molla con la Bce che chiedeva una cda piu' snello) e alla vigilanza su scala europea affidata ora alla Bce, e dunque potenzialmente meno vicina alle sensibilita' clientelari".

Delle vere e proprie sassate, queste del Financial Times.
Una stoccata, infine, il Financial Times la riserva a Intesa SanPaolo: "28 consiglieri con il duale (che tuttavia la banca sta abbandonando) e la scelta di nomi con scarso spessore internazionale che avrebbe scioccato un grosso investitore istituzionale. Gli analisti di Mediobanca ritengono che sia l'ultimo giro in cui le fondazioni eserciteranno una tale influenza, nel frattempo scrive il Ft Intesa San Paolo sembra andare alla sfida dell'internazionalizzazione con un consiglio di persone piu' a proprio agio con i bizantinismi del capitalismo italiano che con il modo di pensare che prevale a New York, Londra o Shanghai".

Il risultato di questo articolo di rara ferocia non si sono fatti attendere: quando il giornale portavoce del primo mercato finanziario al mondo, qual è la City di Londra, sferra un attacco del genere, significa che i mercati stanno per travolgee le banche italiane, ed infatti questa settimana tutto il settore bancario è andato a picco in borsa.

 

 

Fonte: www.stoppabanche.com

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