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L'antifascismo militante è morto. Ieri ha celebrato il suo funerale sgombrando il campo dagli equivoci. Il nemico vero, mortale che abbiamo è sempre lo stesso. Quello col quale abbiamo già fatto due guerre mondiali: l'usura, il globalismo e l'alta finanza. Da oggi dimentichiamoci dei tarantolati e concentriamoci su chi vuole distruggere le nostre vite.

(Maurizio Murelli) - In questa fase è bene capire una cosa: il nemico principale oggi non è (più) l'antifascismo post sessantottino di cui a Roma ieri si è celebrato il funerale (basta considerare non solo la mancata partecipazione di massa su cui poteva contare negli anni '70 ma anche solo un minimo di partecipazione di quella roba che loro chiamano "società civile"). Era lì, in piazza questo antifascismo psicopatico e residuale, ridotto all'osso, con spinellati, invasati, tarantolati, stortignaccoli, malformati nello spirito e nell'anima, a balbettare slogan logori e privi di ogni portato politico-culturale, sorretti dalle truppe cammellate di giovinastri africani scappati di casa, che da infami hanno lasciato al loro paese madri, padri e anche figli e mogli a sfangarsela con l'opressione imperialista, la fame e la guerra per venire qui a rivendicare diritti e cittadinanza.

 

No, non è questo il nemico principale. Il nemico principale è e resta il Mondialismo, l'Alta Finanza, l'usura legalizzata, i predatori del bene comune (l'acqua, l'aria, la terra...). E la truppa d'élite di questo soggetto non è il disadattato dei centri solciali (che detto per inciso — lo dico a beneficio di alcuni miei contatti che non riscono a cogliere la sostanziale differenza — niente ha a che vedere con il comunismo e neppure con la sinistra libertaria postcomunista), ma l'operatore mediatico. Ancora una volta sono gli imboscati nelle redazione dei quotidiani, dei TG della TV, dei programmi di "approfondimento" a svolgere il lavoro sporco. Sono questi che istigano, che manipolano i psicolabili, che tentano di fomentare e distorcono realtà e fatti. È su di questa truppa che va portata l'attenzione, la riflessione e riformulata una efficae strategia di contenimento.
L'antifascismo militante è in agonia, rantola, e rantolando assesta colpi di coda. i pennivendoli, gli imbonitori, i tragicatori vili prezzolati e retribuiti a cui si agevola la carriera sono la proiezione qualificata del nemico principale.

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