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Quello che non si deve sapere su Augias il moralizzatore.

(Gianfrasket) - Qualche anno fa, Antonio Selvatici, scrupoloso giornalista d’inchiesta italiano, rese pubbliche una serie di informazioni provenienti dagli archivi della STB, i vecchi servizi segreti cecoslovacchi, che contenevano un dossier dedicato a un loro informatore italiano: tale Corrado Augias, nome in codice “Donat”. I documenti, raccolti in un fascicolo di 135 pagine, si riferivano a rapporti, verbali d’incontri, schede, a partire dal 1963, quando Augias era un giovane funzionario Rai con frequentazioni importanti. Tutto è documentato con maniacale precisione. Corrado Augias, nome in codice «Donat». Ecco com'è stato avvicinato dai cecoslovacchi: «Il contatto con Donat è stato preso da Kotva e Jaros durante il ricevimento all' ambasciata bulgara il 30 maggio 1963. Il mediatore della conoscenza era l'agente Dox». Quando il futuro giornalista e commediografo venne avvicinato dagli uomini dei servizi d'Oltrecortina aveva poco più di vent'anni. Era un ragazzo di buona famiglia, brillantemente laureato, si era appena sposato e da poco era stato assunto in Rai. Il quadro che offrono gli uomini dell'STB i Corrado Augias sembra evidente: un irrequieto giovane di buona famiglia, tendenzialmente sinistrorso, che svolge un lavoro ben remunerato all'interno di una struttura rigida e politicamente ostile che non gli lascia lo spazio d'espressione personale e politica. Ma perché i cecoslovacchi concentrano la loro attenzione proprio verso il giovane Augias? Forse troviamo la risposta nel testo dell'informativa: era il novello marito di Daniela Pasti (futura inviata del quotidiano Repubblica), figlia del noto generale Nino Pasti, allora effettivamente «sottocapo di Stato maggiore dell' aeronautica militare». Probabilmente il tentativo degli uomini dell'STB era quello di cercare di ricevere informazioni sulle attività dell'alto ufficiale attraverso il genero. Ed è probabilmente per questo motivo che all'interno del dossier troviamo un trafiletto di stampa con la nota manoscritta Donat che ha come oggetto: «Nuovo incarico nella Nato del generale Pasti». Una sorta di ulteriore accreditamento. La moglie di Corrado Augias era a conoscenza degli incontri de marito? Dalla lettura dei documenti d'archivio traspare che Daniela Pasti non solo sapesse, ma che abbia anch'essa collaborato. In una nota dell' 8 febbraio 1967 firmata dal maggiore Vaclav Majer del ministero degli Interni, si legge: «Donat aveva detto tutto ciò che sapeva. Altre informazioni non gli venivano chieste. Invece la moglie, alla prima richiesta, aveva portato l'elenco telefonico del ministero della Marina. Non era stata sfruttata ulteriormente». La polemica che seguì alle rivelazioni di Selvatici spinse in campo una buona fetta della sinistra al caviale in sua difesa, guidata dall'insuperabile maestro Furio Colombo, uomo della FIAT, buono per tutte le stagioni, il quale portò a vette irraggiungibili la sua opera immaginando che quelle rivelazioni fossero in realtà frutto di un accordo tra Berlusconi e Putin teso a produrre dossier taroccati per colpire uno alla volta i nemici del Cavaliere. Augias minacciò unao sfracello di querele e denunce, che non presentò mai e la questione è stata seppellita sotto uno strano silenzio, come è nostro costume e come si usa fare quando vengono toccati uomini o ambienti della sinistra. Augias alla fine fu costretto ad ammettere i suoi rapporti con i cecoslovacchi (che in epoca di guerra fredda erano il "nemico", così tanto per ricordarcene), definendoli però “blande frequentazioni”. Resta da capire perché un uomo che ha un rapporto così contorto con il proprio passato,si permetta di impartire lezioni di moralismo. Ultima quella dalla Bignardi, altra campionessa di ipocrisia che dovrebbe guardare più suo suocero che i padri del suo prossimo. Scava scava i grandi moralizzatori dei comportamenti altrui sono dunque personaggi che evitano accuratamente il giudizio sui propri; e preferiscono censurare Berlusconi o quei “quasi fascisti” dei grillini, piuttosto che fare una sincera autocriti sull'immondizia che nascondono nei loro armadi, a cominciare da quello dell'agente Donat.

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