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(Gabriele Adinolfi) - Yamato ha sette anni. Per punizione i suoi genitori lo hanno lasciato solo in un bosco, vi si è inoltrato e si è smarrito. E qui inizia il bello perché il bambino non si è perso d'animo, ha girovagato ed è sopravvissuto comportandosi come un uomo fatto. Si è riparato in una caserma abbandonata che serve per esercitazioni estemporanee e lì lo ha ritrovato dopo sei giorni, disidratato e affamato, un soldato giapponese. Non ha pianto, ha chiesto qualcosa da mangiare e quando è tornato tra la gente ha sorriso e fatto il segno della vittoria.

Yamato ci è riuscito, probabilmente nessun bambino occidentale, attualmente, ce l'avrebbe fatta.
Il bambino ha nel dna e nell'educazione, tutta la tempra e la forza della sua razza.
Ai nostri giorni, anche nella destra radicale, va di moda inorridirsi quando si pronuncia quella parola che contiene però quasi tutto: dalla memoria del dna all'attitudine a un'educazione comportamentale degna e forte. Gente di razza si diceva un tempo e non si sottintendeva affatto il disprezzo degli altri, che è una forma di razzismo borghese e vetero-testamentaria, bensì l'orgoglio di sé, che è tutt'altra cosa e che ci manca paurosamente. La vorremmo sostituire con presunti valori sociali più o meno universali: pietà!
Yamato si è comportato come Hiroo Onoda, sopravvissuto per trent'anni in armi nella foresta, e come tanti altri guerrieri giapponesi oltre a lui, lo aveva nel codice genetico.
Razza giapponese direte voi. Sì, certo. Ma i pellerossa, gli zulu e gli spartani dove li mettete?
Razza guerriera. Perché c'è anche questo spartiacque tra gli uomini che valgono e quelli che s'arrangiano come possono.
Impariamo dunque da Yamato e dal contesto che lo ha prodotto.
Prevedo le obiezioni scontate: noi qui non avremmo mai punito un bambino lasciandolo solo in una foresta. Nemmeno è così vero, ma quand'anche lo fosse?
Yamato non è stato viziato, ha già imparato a prendersi in carico da solo e a fare perno sul proprio asse. Non si lascerà sgozzare tanto facilmente quando sarà grande, non abbandonerà le donne alle molestie della canaglia e molto probabilmente avrà una discendenza retta.
Da queste parti non è che si possa dire altrettanto senza barare.

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