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o, se preferite, più volgarmente...tutti contro tutti

(Piero Visani) . Più di tre secoli fa, Thomas Hobbes scrisse che, senza la funzione regolatrice dello Stato, la società sarebbe rapidamente sprofondata nella "guerra di tutti contro tutti" ("bellum omnium contra omnes").

Da qualche decennio a questa parte, molti Stati europei non solo hanno rinunciato a qualsiasi funzione regolatrice ma, per sostentare le classi politiche e le burocrazie che li compongono, partecipano attivamente a questa guerra, attaccando fiscalmente, finanziariamente e normativamente i cittadini, ormai declassati a sudditi, con la stessa ferocia con cui i "terroristi" li uccidono per le strade.

La logica è sempre la stessa: fare cassa per intascare somme e privilegi crescenti, esattamente con la stessa logica con cui sono gestiti i fenomeni migratori di massa (che, storicamente parlando, sono sempre stati terribilmente polemogeni, se qualcuno - nelle nostre classi dirigenti - avesse mai letto un libro di storia...).

Occorre solo prenderne atto, rinunciare ad essere mere vittime sacrificali, NON rassegnarsi a vivere tra i due fuochi o - peggio - pensare che questi Stati vogliano difendere i loro sudditi. Questa sarebbe la suprema delle fole, la più risibile di tutte.
Il nemico è duplice, anche se uno ha la suprema doppiezza di fingersi amico

Deve altresì essere assolutamente chiaro che "l'inimicus" (il nemico interno), quello che gestisce i flussi migratori per finta compassione e per colossali somme di denaro, e non organizza alcuna vera difesa contro "l'hostis" (il nemico esterno), è INFINITAMENTE PIU' PERICOLOSO del secondo, perché quest'ultimo vuole la guerra per motivi ideologico-religiosi, l'altro la alimenta scientemente per una bassa speculazione di denaro e di potere, alla quale ha da tempo affidato la propria unica soluzione di sopravvivenza.

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