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UN OSPITE CI RACCONTA LA COMUNITA' DI CAPODARCO VISTA DA DENTRO. PARLIAMO DELLA COMUNITA' DI DON BUGIARDO IL PRETE DI FERMO CHE HA VISTO TUTTO, CAPISCE TUTTO E SA TUTTO. DA OGGI UFFICIALMENTE DIVENUTO DON MERDA

(Cocculus) - Questa storia tra me e la Comunità di Capodarco non so da dove rincominciare a dirla. A spingermi a riprendere il filo del discorso è lo stato di angoscia entro cui sono paralizzato. Gli incubi notturni mi scuotono e mi fanno mancare l’aria perché il cuore mi va a mille e non so come calmarlo.

Tre ernie al disco che mi fanno impazzire dal dolore e mi invalidano sono diretta conseguenza di 15 anni di assistenza e collaborazioni in Capodarco. La pensione sociale è da € 323,60 (arrotondata a 324 per decisione della ragioneria dello stato) anch’essa diretta conseguenza della mancanza del versamento dei contributi della comunità di Capopdarco. C’è anche una mamma da assistere e, molto, ma molto ancora. L’importante non sono le storie di ingiustizie e mobbing che racconto, anche quelle sono importanti, ma sopratutto è capire come mai capodarco nel suo complesso ha potuto ordire e, al momento opportuno, potute tessere storie intrise di malevolenza come la mia. Come è potuto accadere?

Non racconterò di me per suscitare la vostra compassione e commuovere trascinandovi dalla mia parte. Non l’ho mai fatto in vita mia. Pur indicando nei responsabili della Comunità di Capodarco cioè i vari don Albanesi, don Franco Monterubbianesi, i don Fanucci, i don Reveland i principali soggetti che hanno prodotto e provocato scientemente ed intenzionalmente la mia sfortuna .

Pur dolendomi di quanti si sono avvantaggiati della mia assistenza e dei tanti amici comunitari che sapendo chi erano i colpevoli e perchè, si sono girati, con diverse motivazioni, dall’altra parte; pur apprezzando tutti coloro che hanno limitato la loro testimonianza al pilatesco: “ io l’ho detto”; pur sapendo quanta iniquità e malevolenza questi signori hanno disseminato contro di me, se mi fosse dato il potere di incenerirli all’inferno o putrefarli in una cella araba non mi avvarrei di un simile potere.

Non mi avvarrei di un simile potere non perchè non sento la pulsione della vedetta,non per mia bontà, non perchè sono un illuminato o perchè è intervenuto il mio angelo custode (scombinato quanto e più di me) a consigliarmi carità, pietas e indulgenza verso coloro che con contrita indifferenza hanno ferito la mia anima, in maniera provocatoria ed intenzionale affinchè io non nutrissi dubbi ed intendessi che in comunità le cose per me sarebbero andate sempre peggio così come poi sono andate. A cosa i signori del vapore di Capodarco si appellano per ottenere la mia magnanimità? Cosa volete ancora che non vi ho già dato?

Le cose stanno più o meno così: ho vissuto l’esperienza di Capodarco e l’ho costruita. Se tento di raccontarla mi accorgo che il mio raccontare è inadeguato, così la mia parola ha il limite di non esprimere e comunicare l’indicibile a cui sono scampato. Non è rivelando le varie terribilità, casomai enumerando per ordine di gravità crescente, la piccola ingiustizia e l’aggressione fisica, il mobbing ed il tentato omicidio per avvelenamento.

Io ho delle paure e delle angosce da fronteggiare e, come voi mi arrabatto a trovare vie d’uscita. Ma oltre alle astuzie che ognuno di noi elabora quotidianamente per sopravvivere, per me è utile parlarne mostrando le cicatrici profonde e purulente procuratomi dalla Comunità di Capodarco. Il racconto ( nel mio caso) diventa un meccanismo di comunicazione e di liberazione il quale attraverso voi che leggete e postate ritorna a me stesso. Chissà, un evento soprannaturale è ancora possibile ed i signori di Capodarco potrebbero beneficiarne. Cosa mi stupisce e mi dispiace ancora di costoro? Niente sarebbe la risposta più logica, ma il loro comportamento continua a sorprendere e a lasciarmi senza respiro perchè nessuno, dico nessuno in comunità, di quelli che si professavano miei amici si è mai alzato ed ha speso una parola in mia difesa. Mi hanno lasciato scrafacciare e con noncuranza si sono girati e sono andati via chiedendomi, come se nulla fosse successo:mi accompagni al cesso?, qualche altro che si era accanito con il suo ostinato silenzio: mi dai una sigaretta Rosà?

Chi sono costoro? Non saltate a conclusione affrettate, non appartengono alla mafia o a qualche clan Casalese: sono sacerdoti, monsignori, sacristi ex chierici. Come possono questi signori adoperarsi per la parola di Dio quando si fanno burla dell’amicizia? Come possono costoro emeriti ed ed esperti funzionari della comunità di Capodarco di Fermo parlare della condivisione quando per 15 anni non mi versano un contributo che è uno? Come fanno costoro a parlare di condivisione quando ottengono dal tribunale di Terracina, alla mia insaputa e, come ladri, di nascosto una sentenza che mi condanna al pagamento di vi vitto ed alloggio per 20.000€ quando il 90% del cibo è donato dal Banco Alimentare e, l’alloggio appartiene alla diocesi di Terracina ed il comune di Terracina versa lauti contributi per il mantenimento della comunità. Questi sacerdoti ed insegnati emeriti di religione sono esseri umani e quindi come essere umani e preti capaci di tutto come tutti d’altronde per me stesso la gioia e la vita

 

 

Fonte: https://lemerdeoppresse.wordpress.com/

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